La Fintech non è più americanocentrica.

Per oltre mezzo secolo, gli Stati Uniti hanno rappresentato il centro dell’innovazione mondiale per la tecnologia finanziaria, inventando carte di credito, bancomat e servizi bancari online. Negli ultimi anni tuttavia, la Cina è diventata il leader dei pagamenti mobili. Ma il vero cambiamento sembra essere l’avanzamento a grandi falcate con nuovi hub Fintech, comparto economico che si occupa delle tecnologie legate alla finanza, in Africa, in particolare Kenya e Nigeria.

Cosa è la Fintech?

Con il termine Fintech (Financial Technology) si intende l’applicazione e lo sviluppo della tecnologia e dell’innovazione nel comparto finanziario, come risposta alle esigenze di aziende e consumatori. Esempi pratici quotidiani di questo settore sono l’online banking, le criptovalute e le carte di credito. Anche se a prima vista potrebbe ingannarci, si tratta di uno dei settori che si sono maggiormente sviluppati nell’ultima decade. Il Fondo Monetario Internazionale ha stilato una crescita continua dal 2010 che ha portato a oltre 50 miliardi di dollari investiti nel settore.

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Il Terzo mondo cresce a colpi di hub

Secondo diverse stime di esperti del settore, differenti paesi del Terzo mondo stanno rapidamente diventando dei focolai del settore Fintech. Questo avviene grazie all’utilizzo di tecnologie economiche e accessibili che mobilitano i consumatori in modi mai visti prima. Facendo riferimento allo sviluppo del continente africano, bisogna precisare che non si ferma ai soli hub Fintech. Secondo un censimento di Briter Bridges e AfriLabs sarebbero oltre 600 gli hub tecnologici che potrebbero far fiorire la sua economia nel futuro imminente.

Nuovi metodi di sviluppo

A differenza del passato, l’onda di sviluppo africana sta crescendo sugli smartphone che sono divenuti sempre più diffusi nel continente. Questo ha dato il via a una crescita economica senza precedenti. Sempre secondo i dati del FMI, quattro dei primi cinque tassi di crescita del PIL più alti al mondo si trovano nei paesi africani (Libia, Etiopia, Ghana e Guinea). Questi paesi hanno beneficiato in parte, o per niente, delle precedenti innovazioni Fintech statunitensi e cinesi, mentre ora sono loro a tracciare la nuova via.

Il caso del gigante kenyano

Secondo gli statisti il Kenya può essere preso a modello di questo trend di sviluppo. L’esempio lapalissiano di hub Fintech in Africa che ha guidato il grande sviluppo del paese dal 2007 a oggi, è stato il servizio di trasferimento di denaro M-Pesa, simile a una banca mobile che non ha bisogno di internet (usa trasferire denaro tramite sms). Questo in cooperazione al gigante delle telecomunicazioni Safaricom che ha permesso lo sviluppo di M-Pesa ad altri sette paesi africani. Negli ultimi periodi è sorto un competitor nel settore, Equitel che offre una suite completa di servizi bancari su mobile, ora in forte crescita.

Altri centri di sviluppo della Fintech del continente africano

Negli ultimi tre anni in Africa diverse startup si sono lanciate per fornire servizi finanziari. Stitch ne è un esempio. Si tratta della startup africana più grande economicamente, con i suoi 4 milioni iniziali di capitale. Sviluppata in Sudafrica vuole fornire pieno accesso ai conti finanziari in tutta l’Africa, partendo dalla sua nazione di origine. Intento espresso anche dal suo slogan, una specie di mantra dell’economia innovativa del continente nero: “An API to build the future of African fintech”.

Questi sono solo alcuni esempi del florido panorama africano dove si stanno sviluppando molte altre startup che però al momento non operano sull’intero continente. Ne sono degli esempi Okra e OnePipe in Nigeria, Pngme anche in Kenya e Mono che sempre dalla Nigeria sta pianificando un’espansione in Ghana e Kenya.

Il futuro della Fintech africana

Nonostante la pandemia e l’inizio di questo 2021 sottotono, il Fintech sembra destinato a decollare in questo mercato in rapida crescita e le relazioni suggeriscono che il settore sarà fondamentale per il processo di ripresa di numerosi paesi africani. Trend confermato dalla banca digitale sudafricana TymeBank che ha raccolto ben 109 milioni di dollari per sviluppare il settore e attirare ulteriori finanziamenti e investitori. Altro segno positivo è stato l’attuazione dell’Accordo di libero scambio continentale africano (AfCFTA), recentemente stipulato.

Stando al recente report sull’innovazione tecnologica africana di Afrilabs, ci sono sempre più focolai di interesse e di sviluppo sul continente. Secondo i dati raccolti la maggior parte dei nuovi hub proviene da Kenya, Nigeria, Ghana e Uganda. Un’ulteriore svolta economica dal rapporto African Innovation Outlook 2019 che mostra come Kenya e Uganda abbiano la più alta percentuale di imprenditori sull’innovazione tecnologica. Non solo hub Fintech quindi, ma una vera rivoluzione tecnologica africana.

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