Servizio Civile Universale: 55mila giovani si attivano

Sale il numero dei progetti da realizzarsi tra il 2021 e il 2022 e il numero dei volontari attivabili.

Il servizio civile universale (SCU) raggiunge un importante risultato di crescita, il migliore del decennio. Salgono infatti a 55.793 i posti complessivamente disponibili. Sono riservati a giovani tra i 18 e 28 anni che vogliono diventare operatori volontari di servizio civile universale. Tremilacinquecentocinquantatre i progetti che si realizzeranno tra il 2021 e il 2022 su tutto il territorio nazionale e all’estero. Hanno durata variabile tra gli 8 e i 12 mesi e fanno riferimento agli obiettivi dell’Agenda Onu 2030.

Le principali caratteristiche del servizio civile universale

Il servizio civile universale è la scelta volontaria di dedicare alcuni mesi della propria vita al servizio della collettività attraverso azioni per le comunità e per il territorio. I volontari ricevono per il periodo di attività un’indennità mensile pari a 439,50 euro, la possibilità di vedere riconosciuti i crediti formativi, la riscattabilità a fini previdenziali. Sono previste l’assistenza sanitaria gratuita e il riconoscimento di un punteggio nei concorsi pubblici.

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I progetti  nel dettaglio

Come riportato nel portale dedicato dove vengono pubblicate tutte le informazioni relative al Servizio Civile Universale, diventano 48.309 i posti disponibili nei 3.032 progetti da realizzarsi in Italia e 736 quelli per i 137 progetti all’estero. Si aggiungono poi i già previsti 6.748 posti per 384 progetti da realizzarsi nell’ambito di Garanzia Giovani. Questi sono, invece, dedicati a disoccupati o ai NEET (Not in Education, Employment or Training, ossia giovani che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso di formazione) delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Ambiti di intervento del servizio civile universale

I principali settori di intervento che impegnano gli operatori volontari sono l’assistenza, la protezione civile, la valorizzazione del patrimonio ambientale, storico e culturale, la riqualificazione urbana, la promozione della pace tra i popoli, la tutela dei diritti umani, la cooperazione allo sviluppo.

 

SCU: alcuni cenni storici

L’attuale configurazione ha un’origine lontana. Già nel 1972 viene sancito il diritto all’obiezione di coscienza e istituito il servizio civile, obbligatorio perché sostitutivo del servizio militare di leva. La durata dei due servizi viene parificata nel 1989. Dal 1998 la competenza per il servizio civile passa dal Ministero della Difesa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel 2001 si istituisce il Servizio Civile Nazionale: un servizio volontario destinato ai giovani dai 18 ai 26 anni, aperto anche alle donne. Il 2005 vede l’abolizione del servizio militare di leva. Nel 2014 viene istituito il servizio civile universale, aperto dal 2015 ai ragazzi stranieri.

I progetti attivati all’estero

Il Servizio civile universale prevede attività di almeno 6 mesi anche nei Paesi al di fuori dell’Unione Europea. Negli anni tutti i continenti hanno beneficiato della realizzazione di progetti di Servizio Civile Universale. Per gli operatori volontari impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile all’estero è prevista un’ulteriore indennità giornaliera dai 13 ai 15 euro. All’operatore volontario che presta servizio civile all’estero spettano vitto e alloggio.

Un’occasione importante per i volontari. E per gli enti erogatori?

Gli aspetti positivi non si limitano ai partecipanti ma ricadono anche sugli enti organizzatori dei progetti. Tenendo conto che i 55.793 volontari  nei progetti 2021 saranno impegnati per almeno 8 mesi di attività (durata minima) e riceveranno l’indennità mensile di 439,50 euro l’investimento sarà di oltre 196 milioni di euro (quasi 200 milioni se consideriamo le diarie giornaliere e il rimborso dei biglietti viaggio A/R previste nei progetti esteri).

Se considerassimo le ore di impegno (almeno 800 per volontario) alla stregua di ore lavorative, avremmo invece necessità di un investimento dai 440 ai quasi 900 milioni (a seconda che si utilizzi un costo orario indicativo di 10, 15 o 20€). Gli enti erogatori hanno inoltre la possibilità di usufruire delle competenze personali e professionali qualificate di volontari che sono quasi esclusivamente studenti diplomati (il 66% nel 2020), universitari o laureati (24%).

Un investimento su tutto il territorio nazionale

 

La crescita dei progetti e la partecipazione dei volontari è indice dell’efficacia del programma e del crescente interesse espresso dai giovani per questa opportunità. L’investimento testimonia dell’importanza strategica che le politiche giovanili vanno assumendo anche nel quadro di un rilancio dell’economia nazionale. I progetti sono distribuiti  sul tutto il territorio nazionale, pur con una prevalenza del Sud.

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