Dallo Utah un progetto che aiuta le persone con una gamba amputata a camminare
L'amputazione al di sopra del ginocchio è un intervento in grado di ridurre drasticamente le capacità motorie delle persone. Durante le operazioni chirurgiche, infatti, molti muscoli della gamba amputata vengono rimossi, portando ad un'unica conseguenza: anche se il paziente ha ancora la possibilità di muovere l'anca, viene a verificarsi una perdita di forza e di libertà di movimento, che porta inevitabilmente alla compromissione della mobilità.

Le protesi normali, non riuscendo a replicare completamente le funzioni biomeccaniche delle gambe, non sono infatti in grado di fornire al disabile quella forza venuta a mancare. Questo ha fatto sì che diversi ricercatori iniziassero a sperimentare dei metodi alternativi alle protesi standard. Tra questi, quello ideato da uno scienziato italiano, che, insieme a un gruppo di ingegneri meccanici, ha infine dato vita a un progetto in grado di risolvere il problema.
Un esoscheletro sperimentale è ciò che serve per tornare a camminare
Tommaso Lenzi è uno dei ricercatori del Laboratorio di Ingegneria Bionica dell'Università dello Utah, dove da ormai quasi cinque anni porta avanti lo studio di sistemi in grado di aiutare le persone con arti inferiori amputati. Insieme al suo gruppo di ricerca, ha recentemente iniziato a testare un esoscheletro sperimentale, che si pone l'obiettivo di aggirare le limitazioni delle normali protesi. Essendo dotato di dispositivi elettronici, microcontrollori e sensori, questo esoscheletro è infatti in grado di capire "come si muove la persona e la assiste nel movimento" ha spiegato . . .

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