Piccola, verde e sconosciuta fino a poco tempo fa, l’alga spirulina è considerata dagli esperti uno dei cibi del futuro grazie alle proprietà iperproteiche e al suo ciclo di produzione sostenibile. È l’unico superfood con un trend di crescita costante negli ultimi tre anni.

Che cos’è l’alga spirulina

L’alga che cresce nelle acque salmastre deve il suo nome alla caratteristica forma a spirale. Utilizzata come alimento fin dai tempi degli antichi romani, nel 1974 l’OMS ne raccomanda l’assunzione nelle diete dei bambini e a partire dagli anni Ottanta diventa uno degli alimenti primari nelle missioni spaziali.

La spirulina è ricca di amminoacidi, vitamine, lipidi e protegge dai radicali liberi. L’alto contenuto proteico rispetto a quello della carne magra la rende una valida alternativa nutrizionale per chi non consuma alimenti di origine animale e non è pronto all’assunzione di carne sintetica.

Di recente sono stati condotti studi sull’impiego di spirulina come mangime alternativo e la validazione dei risultati sta portando ad un utilizzo sempre più vasto nel campo.

Diffusione dell’alga spirulina sul mercato

Tommaso Becagli è titolare di un’importante azienda agricola di Grosseto. Spinto dal desiderio di realizzare una coltivazione innovativa e con un rilevante impatto ambientale ha scelto di coltivare spirulina anche in Italia, nella cornice della sua Tenuta San Lorenzo.

Secondo Becagli,  “in Italia ci stiamo avvicinando solo ora all’utilizzo di massa di integratori naturali e cibi iperproteici. La bassa qualità dei prodotti presenti finora, dovuta a cattive condizioni di produzione e a un’essiccazione a oltre 100° che fa sì che la spirulina perda tutte le sue proprietà proteiche e vitaminiche, ha generato una cattiva reputazione sull’alga già dalla fine degli anni ’80 per via dell’odore e del sapore cattivi”.

I maggiori produttori di spirulina a livello mondiale sono Cina, India e Stati Uniti, che però nella maggior parte dei casi la coltivano in vasche aperte, compromettendone la qualità. In passato nella spirulina coltivata in Cina sono state infatti trovate tracce di metalli pesanti e contaminazioni.

Processo di coltivazione ed essiccazione dell’alga spirulina in Italia ed Europa

La spirulina Becagli cresce in vasche aperte ma collocate all’interno di serre automatizzate, che consentono una perfetta regolazione delle condizioni di coltivazione. Le vasche sono inoltre progettate in base a principi idrodinamici che minimizzano le aree di sedimentazione.

Sono presenti ambienti di filtrazione ed essiccazione a temperatura controllata e in ogni fase del processo vengono effettuate analisi microbiologiche e chimiche.

“Oggi sempre più produttori lavorano con alti standard di qualità e siamo convinti che si parlerà sempre di più di spirulina. I prodotti Becagli sono stati inseriti nella grande distribuzione, sintomo di un maggior interesse del mercato nei confronti dell’alga”.

In tutta Europa la coltivazione in vasca si svolge all’interno di serre coperte automatizzate. Pur senza le possibilità climatiche di Paesi come Cina e India, c’è quindi una miglior qualità e un maggior controllo sul prodotto. Le zone più interessate alla produzione e all’utilizzo di spirulina sono quelle dell’area Mediterranea, Francia, Spagna e soprattutto Italia.

L’alga spirulina nella lotta al cambiamento climatico

“Negli ultimi anni si sente sempre più parlare di spirulina, ma ancora troppo poco in relazione ai benefici sull’ambiente e sull’organismo”, sottolinea Tommaso Becagli.

La spirulina è sostenibile perché la sua produzione rende l’aria pulita. Un kg di spirulina prodotta assorbe due kg di CO2 ed emette due kg di ossigeno. È infatti l’organismo che produce più ossigeno in assoluto. Tramite fotosintesi cattura anidride carbonica dall’atmosfera e riduce i gas che causano il surriscaldamento della terra.

Dunque, la spirulina coltivata a volumi sempre maggiori potrebbe considerarsi persino una fedele alleata nella lotta al cambiamento climatico, oltre che un sano alimento ad elevato contenuto proteico e vitaminico di origine naturale.

Mariarita Persichetti

Mariarita Persichetti

Laureata in Economia e Direzione delle Imprese, lavoro in un'agenzia di comunicazione come Social Media Specialist. Mi diverto ad analizzare dati e il Marketing Territoriale è la mia più grande passione. Su Buonenotizie.it parlo di turismo e territorio.

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