L’Italia, da sempre soggetta a fenomeni idrogeologici, è uno dei Paesi più colpiti dalle alluvioni. La crisi climatica porterà a un aumento dei disastri naturali che dovremo essere in grado di fronteggiare attraverso strategie di intervento efficaci. Come quelle che contemplano l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’innovazione viene ad imporsi come ausilio di predizione, gestione e supporto delle emergenze alluvionali.

Le alluvioni in Italia

Dal 2010 ad oggi l’Italia è stata colpita da 515 alluvioni di varie entità. Ad influire su questo repentino aumento è stato il surriscaldamento globale che ha determinato un innalzamento delle temperature medie e un irrimediabile squilibrio dell’escursione termica stagionale. Dal 1980 ad oggi le stagioni sono cambiate e in generale l’alternarsi delle condizioni metereologiche e idrogeologiche non è più lo stesso. A periodi di forte siccità si alternano acquazzoni e inondazioni. La probabilità che dopo giorni di secca cada improvvisamente un’eccessiva quantità d’acqua è passata dallo 0,25 % all’1%: rispetto agli anni ’80 è quadruplicata la possibilità di andare incontro a disastrosi eventi alluvionali dopo settimane di siccità. A seguito dell’intervento abusivo dell’uomo, che ha costruito su terreni non idonei, il 15% della popolazione italiana oggi abita in zone alluvionali ad alto rischio idrogeologico.

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Come lavora l’IA nelle situazioni d’emergenza

Stanno nascendo delle piattaforme basate sull’intelligenza artificiale e il machine learning in grado di intervenire nelle emergenze ambientali. Grazie alle efficienti operazioni di risposta questi sistemi vogliono migliorare il monitoraggio e la gestione del pre e post emergenza attraverso i famosi approcci risk-based e resilience-based. Scendendo sul piano pratico, l’IA raccoglie dati da svariate fonti open source e li integra creando uno scenario reale della situazione. Le informazioni a disposizione permetteranno ai dispositivi di capire se è necessario allertare le istituzioni dell’emergenza imminente. Gli organi di protezione possono contare sulla tempestività e accuratezza della strategia di analisi dell’IA. Il vantaggio decisionale che si ritroveranno ad avere potrebbe fare la differenza di fronte al disastro alluvionale. Parliamo dunque di predizione dell’episodio idrogeologico basata sull’acquisizione di dati digitali.

Una rivoluzione dal punto di vista comunicativo. Per migliorare l’efficienza dei sistemi intelligenti è importante che chi lavora sul campo e gli organi istituzionali preposti a diramare l’allerta, imparino ad interpretare i risultati del modello strategico basato sull’intelligenza artificiale. Le piattaforme possono anche ampliare la portata di sistemi tecnologici già in uso. Il coinvolgimento dell’uomo nella progettazione e messa a punto del sistema suggerisce una totale fiducia nel sistema sviluppato da esperti nel campo dell’IA che assicurano la massima resa. I dati acquisiti sono trasparenti, aggiornati e sicuri grazie agli algoritmi dell’apprendimento automatico che garantiscono un’analisi accuratissima del rischio.

Piattaforme di previsione e intervento

Flood Hub è una piattaforma creata da Google che prevede le inondazioni fino a 7 giorni prima dell’evento. “Utilizziamo fonti di dati pubblicamente disponibili. La tecnologia combina quindi due modelli: il modello idrologico, che prevede la quantità di acqua che scorre in un fiume, e il modello di inondazione, che prevede quali aree saranno interessate e quanto sarà profonda l’acqua” afferma la società. Un chiaro esempio di sistema di analisi predittiva, mirata ed efficace che vuole promuovere una risposta prioritaria e immediata all’emergenza.

Attraverso una gestione ottimizzata dei dati analizzati si passa alla gestione intelligente delle emergenze. Noble Intelligence di McKinsey è una piattaforma utile per supportare i soccorsi in prima linea, mappando e modellando le zone disastrate e valutando in breve tempo i danni. Lo fa combinando dati satellitari, geospaziali e segnalazioni degli utenti. Potenzia con l’IA tutti i sistemi di comunicazione: in questo modo si potranno mobilitare e indirizzare le risorse e i soccorsi nelle zone più colpite dall’alluvione. Successivamente costruirà una mappatura generale di come strutturare l’emergenza: dove costruire tende temporanee, quali edifici mettere in sicurezza, dove allestire campi per gli sfollati.

SaferPlaces, la nuova startup per le alluvioni in Italia

Sulla scia della piattaforma di Google Flood Hub, a Rimini è nata SaferPlaces. La startup utilizza l’IA per rendere l’informazione alla portata di tutti e democratizzare l’algoritmo basato sui dati raccolti nel cloud da rilievi satellitari, climatici e idrogeologici. Le informazioni raccolte vengono combinate dall’intelligenza artificiale diventando un prezioso strumento di allerta contro il rischio alluvionale. Non è un caso che il sistema italianissimo abbia i natali proprio a Rimini, una delle città colpite dalle inondazioni del maggio scorso.

SaferPlaces sfrutta dati disponibili pubblicamente come quelli raccolti da Google Earth Engine, Open Street Map, Microsoft Planetary e Copernicus. La piattaforma integra i dati grazie all’IA che creerà un modello digitale della città. A questo punto il modello geospaziale verrà aggiornato in tempo reale sulle condizioni climatiche e fisiche del luogo. Minuto per minuto si avrà la valutazione idrogeologica della zona con tanto di consigli su come prepararsi all’arrivo dell’inondazione. Sarà come avere una mappa sempre a disposizione di predizione, allerta e organizzazione degli interventi di messa in sicurezza di cose e persone qualora fosse in arrivo un alluvione.

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Flavia Santilli

Studio presso l'Università degli Studi de L'Aquila. Ho collaborato con diverse testate. Sportiva agonista e istruttrice di nuoto. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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