Il giorno più triste dell’anno ha le sue coordinate temporali ben precise: ricorre proprio oggi, il terzo lunedì del primo mese. La fine delle feste, il ritorno alla routine quotidiana, il freddo costante caratterizzano gennaio, per cui non sembra un caso che il Blue Monday ricada in questo periodo. Il momento di crisi sanitaria che stiamo vivendo modifica anche la percezione della “ricorrenza” per studenti o lavoratori, la cui sfera emotiva è già messa a dura prova dallo smart working, che ha i suoi vantaggi e i suoi lati “oscuri” visto che implica la reclusione in casa e l’assenza di contatti sociali.  Non tutti però sanno le vere origini del “lunedì nero”, risalenti ad un’equazione matematica e una campagna pubblicitaria equivoca, dunque prive di validità scientifica.

Le origini del Blue Monday: ecco perché non esiste

Il “lunedì nero” nasce dall’idea dell’accademico e psicologo della Cardiff University Cliff Arnall che, nel 2005 ha creato l’equazione secondo lui in grado di calcolare il giorno più triste dell’anno.  Nell’operazione matematica indica le condizioni meteorologiche invernali, i debiti accumulati durante le feste, i giorni passati dall’ultimo Natale, il tempo che intercorre  dal fallimento dei propositi per l’anno venturo, la scarsa motivazione e la necessità di agire. La comunità scientifica si è espressa contro tale formula, priva di validità.

In realtà, l’espressione usata da Arnall nasce a sostegno di una campagna pubblicitaria dell’agenzia di viaggi Sky Travel per “convincere” i propri clienti a prenotare una vacanza con la quale combattere la tristezza tipica di questo periodo. Non è difficile immaginare l’avversità della comunità scientifica contro tale teoria creata “ad hoc” per sponsorizzare viaggi, che tuttavia è divenuta popolare e virale negli anni.

Il Blue Monday oggi tra smart working e quarantena

In piena pandemia da Covid-19, anche il giorno “più temuto” perché considerato particolarmente triste da vivere, viene percepito in maniera diversa, in quanto l’ansia e lo stress psicologico caratterizzano la quotidianità.  L’isolamento in casa, l’assenza di reali contatti sociali hanno talvolta costituito aggravanti serie per il sorgere di problemi psicologici e stati emotivi di assoluta negatività. Il lavoro “da casa” permette di potersi dedicare ad altri impegni e di organizzare la giornata in maniera diversa, ma studi recenti hanno evidenziato che è tra i fattori determinanti nell’aumento di inquietudini e frustrazione, a causa della mancanza di stimoli esterni e di un confronto costante con i colleghi.

Per far fronte ad “un’emergenza nell’emergenza” è nata recentemente l’iniziativa Workie Talkie promossa da Doctor Now, startup per i servizi sanitari, in collaborazione con il sindacato Fistel-Cisl del Lazio, federazione sindacale che tutela i lavoratori dei settori dell’informazione, dello spettacolo e delle telecomunicazioni. Si tratta di un servizio di assistenza psicologica, “uno spazio di ascolto gratuito a distanza con uno psicologo – spiega Alessandro Faraoni, Segretario Regionale Fistel Cisl –  per avere una consulenza e un supporto personale, personalizzato e assolutamente riservato.”

Ansia e l’infelicità da Blue Monday: i consigli per combatterle

Non è difficile trovare antidoti e passatempi in casa per far fronte alla tristezza da “lunedì nero” : tra i consigli più annoverati anche da studiosi e psicologi vi è di certo lo svolgimento di attività fisica, che gioverebbe alla salute ma rallegrerebbe anche l’umore, grazie alla produzione di endorfine che influiscono sul benessere psico-fisico dell’organismo.  Ancora, per molti è fonte di ritrovata gioia concedersi sfizi culinari, soddisfando il proprio palato. In definita, è importante ritagliarsi del tempo per fare ciò che più si ama. Combattere la depressione da blue monday (e non solo) non è difficile come si pensa, basta crearsi la propria oasi di felicità e spensieratezza, che talvolta stress e preoccupazioni quotidiane fanno venir meno.

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Antonella Acernese

Antonella Acernese

Antonella Acernese, aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it da settembre 2020 grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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