Quando l’arte incontra il riciclo creativo, è possibile riqualificare parchi, cave, giardini, aree urbane rendendoli luoghi esperienziali. L’esempio internazionale più iconico è “La mano di Steve Jobs” che la sera offre ai viandanti il Wi-Fi free. L’opera di Kirill Maksimenko famoso scultore ucraino di car art metal, è situata nella periferia di Odessa. Anche in Italia ci sono siti d’arte sostenibili nati dal riciclo di auto e moto, alcuni già negli anni ’60 del secolo scorso.

Siti d'arte sostenibili nati in Italia dal riciclo di auto e moto

Siti d’arte sostenibili, Odessa – La mano di Steve Jobbs, ph  

Padiglione Italia: il motore sospeso è un’opera d’arte

Alla Biennale di Venezia 2022, un motore a scoppio è sospeso a mezz’aria sopra una cassa di legno.  Recita se stesso nella parte dell’ultimo pezzo d’auto superstite in una immensa officina meccanica vuota. Deprivato della sua funzione, il cuore dell’industria automobilistica è un inutile scarto. È l’arte sostenibile a rimetterlo in moto, riciclandolo in opera d’arte. Il motore è infatti parte dell’intervento-opera dal titolo “Storia della notte e destino delle comete”, realizzato da Gian Maria Tosatti  per la mostra “The milk of dreams” a cura di Cecilia Alemani.  Siamo al Padiglione Italia dove l’artista racconta il progresso dell’Italia spezzato da pandemia, crisi climatica, crisi economica, guerra.

Anti-Social Car: sito d’arte temporaneo 100% riciclato

Il viaggio in Italia dei siti d’arte sostenibili nati dal riciclo di auto e moto, ci porta alla Villa Comunale di Frosinone. Qui per i prossimi 10 anni rimarrà parcheggiata l’Anti-Social Car, l’opera dell’artista Viola Pantano, inaugurata lo scorso 5 marzo.

Assemblata con quattro fiat Panda rottamate, verniciata con pittura mangia-smog e anti-inquinamento, l’auto al 100% sostenibile è in sosta su un pavimento di materiale 100% riciclato ed ecocompatibile. L’Anti- Social car è fruibile da chiunque: una volta preso posto nel singolo scomparto isolato, bianco, in lockdown mentale, viene proposto l’ascolto di una playlist di racconti in forma anonima precedentemente registrata. Ambiente, distanziamento, discriminazione, valore della comunità e della differenza, sono gli argomenti affrontati per offrire battute di riflessione e stimolare il confronto sociale.

Siti d'arte sostenibili nati in Italia dal riciclo di auto e moto

Siti d’arte sostenibili , Frosinone: Anti-social car  Opera Pubblica © Viola Pantano – ph. IamEdizioni

Fuseum: in Italia il primo sito d’arte rottami

Nel cuore verde d’Italia è nata l’Arte del Rottame con Brajo Fuso, medico, inventore della poltrona dei dentisti, poeta, romanziere, pittore e scultore.

Un genio. Nella pittura ha anticipato Pollock, nella scultura ha sperimentato con la materia

  1. spiega Gianmaria Fontana di Sacculmino, Direttore e curatore del parco. Il Fuseum (sincrasi di Fuso e museum ndr) espone 280 opere tra il centro d’arte e i 13.000 metri quadri di parco a Monte Malbe, alle porte di Perugia. Insetti di serbatoi di moto, cavalieri di cerchioni d’auto, viali di fari, sculture antropomorfe che abitano lì già dagli anni ‘60. Guardandole, Giulio Carlo Argan, critico d’arte, ha coniato il termine Arte del Rottame. “Le sculture di Fuso non intaccano mai la natura circostante” precisa Tiziana Cavallucci, restauratrice volontaria del sito d’arte. Lo spirito ambientalista assimila l’Arte dei Rottami moderna all’Arte del riciclo contemporaneo. In entrambe, l’artista non forgia la materia per creare, ma il proprio pensiero per assemblare pezzi di scarto. La differenza è nel fine: l’arte sostenibile è contro lo spreco, la seconda è arte solo se rientra nel ciclo della vita.
Siti d'arte sostenibili, Fuseum, Pg - Brancaleone

Siti d’arte sostenibili, Fuseum, Pg – Brancaleone – ph. Gianmaria Fontana di Sacculmino

 

Mutonia: il villaggio sostenibile nato dal riciclo di auto e moto

Non è un set televisivo, ma Mutonia trae ispirazione dai Mutoids di Blake 7, serial degli anni ’70, cyber robot creati dai rifiuti. La Mutoid Waste Company, compagnia fondata negli anni ’80 dallo scultore Joe Rush, usa solo il riciclo per creare le proprie opere. Alcuni di loro, arrivati in Italia per il Festival del Teatro negli anni ’90, hanno scelto di rimanere nelle ex cave alle porte di Santarcangelo di Romagna per vivere. Mutonia è un villaggio completamente sostenibile: le case sono roulotte e camper, le strutture sono in lamiera, totem e sculture sono di scarti riciclati. Uno dei fondatori, Lyle “Doghead” Rowell crea opere robotiche semovibili al 95% realizzate con pezzi riciclati da auto, moto e pezzi industriali. A definire Mutonia un sito di interesse culturale è nel 2020 la sentenza del Tar dell’Emilia Romagna. In via eccezionale, l’atto legittima la sanatoria relativi agli abusi indiscutibili in area soggetta a vincolo di tutela “per la riconosciuta preminenza dell’interesse pubblico culturale, artistico e paesaggistico” riconoscendo che “i Mutoid hanno trasformato l’ex cava in un laboratorio creativo a cielo aperto, oggetto di studi specialistici e di visite degli appassionati d’arte“.

 

Le cave di Toni: il sito d’arte sostenibile partecipativa

 Dove c’era una volta una discarica, ora c’è un ambiente pulito pieno di colori dove la gente può contemplare la natura e ammirare l’opera d’arte

Il commento del 1990 è di uno dei primi visitatori di uno dei primi siti d’arte sostenibili nati dal riciclo di auto e moto. Le Cave di Tony, sono l’unica opera d’arte in cui si può camminare. Qui il pittore e scultore Toni Zarpellon ha creato quattro opere a cielo aperto dove spettatore e ambiente interagiscono. La Cava Dipinta, con volti umani e animali stilizzati (1989), la Cava Abitata, con serbatoi e marmitte di automobili (1991), la Cava Laboratorio, aperta al contributo di chiunque (fine anni ‘90) e la Cava Teatro, riservata ad eventi per bambini e famiglie (2009). Si trova sempre in Italia, questa volta nelle Cave di Rubbio, altopiano di Asiago: in 30 anni ha visto oltre 500.000 visitatori.

 

Anna Restivo

Anna Restivo

Editor e creator freelance nel motorismo sportivo e storico.  Ho collaborazioni in F1 dal 2014, passando anche dalla Motogp, e dal 2019 in manifestazioni di auto e moto d'epoca. Mi piace raccontare il motorismo e le sue connessioni con società, arte, ambiente, creando format e progetti. Attualmente collaboro con BuoneNotizie.it, grazie al quale ho avuto l'opportunità di conoscere il giornalismo costruttivo.

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