Il mito dell’estate nel Mar Mediterraneo parte da lontano. Per certi versi si potrebbe far risalire a Omero con l’Odissea: fu il primo a tracciare, con il suo poema su Ulisse, un vero e proprio itinerario d’interesse per i suoi lettori. Ma è soprattutto nel Novecento che si è consolidato, grazie ad autori come Fitzgerald o Hemingway e celebrità come Brigitte Bardot nella riviera francese o Jackie Kennedy a piedi nudi per Capri con i suoi figli per mano. Un’immaginario idilliaco che propone una vita lenta, contrapposta al dinamismo frenetico del nel XXI secolo: sognato soprattutto oltreoceano, continua a persistere ancora oggi l’ideale felliniano de La Dolce Vita.

Il Mar Mediterraneo, crocevia di culture

Pur categorizzato ufficialmente come “mare marginale” – ossia un mare minore che giace ai margini dell’oceano d’appartenenza – è innegabile che il Mar Mediterraneo abbia fatto da scenografia agli avvenimenti storici degli ultimi millenni dell’umanità. Un vero e proprio crocevia di culture, è stato la culla della civiltà occidentale, dall’antica Grecia a Roma e ancor prima Antico Egitto. Incuneato tra Europa, Nord Africa e Asia Occidentale, nel corso dei secoli intorno alle sue acque si è articolata passo dopo passo la storia del Vecchio Mondo. Un fascino che tocca l’apice nel Novecento, quando viaggiare diventa più facile e non solo alla portata delle classi più agiate, anche se la creazione del mito si può far risale proprio a loro.

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Un gran contributo nella costruzione del culto sul Mediterraneo, agli esordi del secolo breve, si deve sicuramente agli americani benestanti del primo dopoguerra – al tempo dei Ruggenti Anni Venti. Nonostante rimanga certamente tuttora una meta agognata dall’altro lato dell’Atlantico, furono circa un secolo fa Ernest Hemingway e i suoi amici americani – in particolare i coniugi Francis Scott e Zelda Fitzgerald – a scegliere per primi il sole mediterraneo per le loro estati. Tra un romanzo e una festa, non sapevano di star dando vita a un vero e proprio culto, che è giunto immutato fino ai nostri giorni.

La riviera francese, tra letteratura e cinema

I Fitzgerald amavano passare le loro estati nella riviera francese, in Costa Azzurra. Specialmente a Cap d’Antibes, risiedevano estate dopo estate a Villa St. Louis, ormai quasi un secolo fa. Fitzgerald si era innamorato così tanto del posto che ne fece lo scenario perfetto di uno dei suoi celebri romanzi, Tenera è la notte. Pubblicato nel 1934 a New York, ambientato in uno dei luoghi più suggestivi del Mar Mediterraneo, è una storia fittizia che si intreccia con i fatti reali e personali dell’autore, in primis il suo rapporto contorto con la moglie. Zelda, infatti, era affetta come la protagonista Nicole da uno stato di instabilità emotiva e psicologica, che rese sempre travagliata l’appassionata storia d’amore tra i due.

Poco distante si trova l’ancor più rinomato Saint Tropez, divenuto famoso alla fine degli anni Cinquanta grazie a Brigitte Bardot. Vi sbarcò all’età di 22 anni al fianco del marito e regista Roger Vadim, per girare Piace a troppi. Il film la incoronò ufficialmente star e sex symbol internazionale, al pari di Marilyn Monroe. Dopo il successo e la fine della sua storia d’amore con Vadim, BB decise di lasciare la caotica Parigi per trasferirsi definitivamente nel piccolo e fino ad allora quieto paesino di pescatori. Acquistò dunque la tenuta La Mandrague, dove risiede tuttora.

L’attrice e convinta animalista parigina sconvolse per sempre così la vita placida del posto, trasformandolo in una delle mete europee più ambite del globo: intorno alla sua villa sul mare si riunivano infatti personalità di rilievo da tutto il mondo, creando un fascino per la località francese che dura imperterrito ancora oggi.

Mar Mediterraneo: crocevia di culture attraverso i secoli

Mar Mediterraneo: crocevia di culture attraverso i secoli

L’Italia oggi al centro del sogno mediterraneo

Oggi il mito del Mediterraneo persiste, essendosi evoluto e adattato nel tempo ai nuovi media. Un esempio recente con forte impatto sul pubblico d’oltreoceano è stata la seconda stagione della serie antologica targata HBO The White Lotus, che si incentra sulle storie del personale e degli ospiti di un resort di lusso a Taormina, Sicilia. L’architettura barocca siciliana, l’omaggio attraverso i costumi di scena a Dolce & Gabbana – che hanno fatto dell’italianità siculo-barocca il loro marchio di fabbrica in tutto il mondo – e i colori vibranti di Taormina sono stati il perfetto mix per confezionare una cartolina della Dolce Vita da proporre all’audience. Non stupisce infatti che dopo il finale di stagione le ricerche su Google da parte dei server canadesi e statunitensi verso l’isola siano decollate del 50%.

Italy Segreta è invece un’altra realtà Made in Italy promotrice delle bellezze dello stivale. Nasce come magazine mensile volto alla divulgazione delle bellezze celate o comunque fuori dal flusso turistico mainstream del Bel Paese: un’iniziativa che vanta un seguito di oltre mezzo milione di follower su Instagram, con foto di scorci mozzafiato e dettagli culinari. Sul sito ufficiale vengono offerti ai lettori anche servizi aggiuntivi, come esperienze di viaggio in partnership con residenze selezionate e attività tra arte, cucina e visite guidate – per vivere la dimensione italiana come un vero local.

Il sogno mediterraneo continua ad attirare visitatori da tutto il mondo perché rappresenta ancora un immaginario idilliaco. Si contrappone come alternativa possibile al dinamismo frenetico della quotidianità nelle metropoli affollate e soffocanti, con la proposta di una vita lenta fatta di tradizioni antiche, sapori incontaminati e paesaggi indimenticabili.

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Virginia Allegra Donnini

Con un background di studi ed esperienze lavorative a cavallo tra economia, marketing e moda scrivo di tendenze, pop culture, lifestyle. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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