Cresce in Italia la presenza delle “Strade del Vino”, percorsi enoturistici creati ad hoc per la promozione di territori a vocazione vinicola e le tradizioni ad essi legate. L’Italia è ai primi posti per numero di vitigni, per produzione enologica, di uva e per superficie vitata. Vanta oltre 400 vini a Denominazione d’Origine Protetta, 73 dei quali DOCG, e 118 vini a Indicazione Geografica Tipica. E un quinto della produzione nazionale proviene da viticoltura biologica, segnale che oggi l’attenzione all’innovazione e alla sostenibilità affianca la tradizione. Questi numeri rendono l’Italia uno dei Paesi più appetenti al mondo per l’enoturismo e per la creazione di nuove “Strade del Vino”.

Enoturismo in Italia: i dati più recenti

Nell’ultima conferenza mondiale sull’enoturismo tenutasi lo scorso settembre ad Alba, capitale mondiale del vino, è emerso che l’enoturismo vale 2,5 miliardi l’anno e i turisti legati al settore in Italia sono complessivamente 14 milioni. Dei 28 milioni di italiani in vacanza nell’estate 2022, il 39% ha scelto destinazioni a tema enogastronomico e ha speso un terzo del budget a tavola, per vino e cibo. I territori più attrattivi a livello nazionale, secondo il report realizzato da Wine-Nomisma Osservatorio Nazionale del Turismo del Vino per l’associazione “Città del Vino” sono Toscana, Piemonte, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Dalla ricerca è emerso anche che molti degli attori ritengono utile partecipare ai distretti e alle Strade del Vino.

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Le Strade del Vino per promuovere in maniera integrata i territori a vocazione vinicola

Le “Strade del vino” si stanno rivelando il mezzo di promozione più efficace nel campo dell’enoturismo, perché permettono ai territori vinicoli di fare rete e alle relative produzioni di essere divulgate, commercializzate e fruite sotto forma di offerta turistica.

In Italia sono state istituite con un’apposita legge già dal 1999, e ad oggi se ne contano diverse, da nord a sud, sia nei territori storicamente a vocazione vinicola, sia in aree dove la produzione di vino è più recente. Tra le più note la Strada del Barolo in Piemonte, la Strada del vino nobile di Montepulciano in Toscana, la strada del Prosecco in Veneto. Di recente istituzione la Strada del Vino Cesanese nel basso Lazio, tra le province di Roma e di Frosinone.

Ad oggi se ne contano circa 170 in totale e nel 2017 una ventina di esse si sono riunite nel Coordinamento Nazionale delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori che raggruppa aziende vitivinicole, ristoranti e strutture ricettive.

Come nasce una Strada del vino?

Il punto di partenza è la legge quadro n. 268 del luglio 1999, che le definisce come “percorsi segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, lungo i quali insistono valori naturali, culturali e ambientali, vigneti e cantine di aziende agricole o associate aperte al pubblico”. La legge viene applicata tramite dei decreti attuativi inerenti gli standard minimi di qualità che i soggetti partecipanti alle Strade del Vino devono rispettare e la segnaletica. Le iniziative partono quasi sempre dal basso, da un soggetto promotore, e prendono forma man mano che altri attori si associano.

Strada del vino step by step: dall’ideazione alla creazione

Il primo passo per la creazione di una nuova Strada del Vino consiste nell’identificare geograficamente una regione vinicola significativa per la produzione di vino. L’area dovrebbe vantare una lunga tradizione vitivinicola, una varietà di cantine e vigneti e attrazioni turistiche e culturali che possano integrarsi con l’enoturismo.

Dunque è indispensabile il coinvolgimento degli attori locali, dei produttori di vino e delle cantine che costituiranno l’offerta enologica e offriranno le esperienze ai visitatori, come visite alle cantine, lezioni sulla produzione del vino, cene tematiche, passeggiate tra i vigneti. In quest’ottica possono nascere collaborazioni e sinergie con altre attrazioni locali, come musei, parchi naturali ma anche territori limitrofi a simile vocazione, per offrire ai visitatori un’esperienza più ricca.

Segue poi la pianificazione dell’itinerario, l’identificazione delle cantine e dei vigneti da includere, nonché delle attrazioni turistiche, dei ristoranti e degli alloggi e infine la sua promozione tramite creazione di un sito web dedicato, produzione di materiale informativo, partecipazione a eventi enogastronomici e utilizzo dei canali di marketing tradizionali e digitali per attirare l’attenzione dei potenziali visitatori.

 

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Mariarita Persichetti

Laureata in Management con una tesi in marketing territoriale. Viaggio, scrivo, fotografo e degusto formaggi. Su Buonenotizie.it parlo di progetti sostenibili e innovativi nel turismo, cultura gastronomica e mondo. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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