Il 17 agosto del 1908 a Parigi, venne proiettato il primo cartone grazie al lavoro dell’animatore Emile Cohl, colui che portò il mondo immaginario sotto gli occhi di tutti grazie alla creazione di Fantasmagorie.

Cinque mesi e 700 fotogrammi per creare quasi due minuti di storia che hanno per sempre cambiato il mondo dell’animazione e non solo.

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Worner Bross, Disney, Pixar sono innumerevoli le case di produzioni che hanno calcato il successo di questa forma d’arte. Ma che ruolo ha avuto negli anni il cartone animato e com’è diventato un rifugio per gli eterni sognatori?

Disneyland

115 anni fa usciva il primo cartone animato, chi era l’antenato di Topolino – pexels

Il primo cartone animato è un continuo cammino in trasformazione

Si chiama Fantasmagorie e cambia per sempre il mondo dell’animazione. Con i suoi 80 secondi, presenta al mondo il primo protagonista di un cartone animato. Fantoche (Fantoccio) è un pagliaccio stilizzato molto sfortunato che si ritrova ad incontrare, durante il suo cammino, una serie di oggetti che continuano a cambiare forma. Obbligando così il piccolo clown ad affrontare una situazione che mutua velocemente.

Se vogliamo parafrasare le immagini, si possono già intravedere gli ingredienti della classica ricetta di tutti i cartoon. Un mondo puramente immaginario che evolve intorno al suo protagonista il quale viene sovrastato dagli eventi. Il tutto in una cornice che quasi ci ricorda un sogno. Fantoccio entra in scena direttamente disegnato dalle mani del suo creatore Emile Cohl le quali fanno capolino nella parte iniziale. In seguito viene catapultato velocemente tra una scena e l’altra facendosi beffa nei suoi “nemici”.

Ottanta secondi di magia pionieri di tutta quella serie di cartoni che fanno sognare bambini, ma diciamoci la verità, anche un po’ gli adulti. Si perché il mondo dei cartoni appartiene a tutti, essi sono nel bene e nel male quei compagni fedeli nel quale tutti ci si è rifugiati almeno una volta.

Mila e Shiro, Dragonball, Kiss me Licia, Holly e Bengy sono solo alcuni compagni di merende che hanno intrattenuto un’intera generazione incollandoli alla tv di Bim Bum Bam. Per non parlare dei classici Disney conosciuti da tutti e che la generazione dei boomers sta gelosamente difendendo dall’ondata di remake glassati da un politically correct che proprio non va giù a chi ha amato gli originali.

Una polemica che ha diviso molto, forse perché si andavano ad intaccare quelle certezze al quale un bambino si lega fino alla sua vita da adulto. Questo fa riflettere su quanto facciano parte in maniera importante i cartoni animati nell’esistenza di molti.

Il cartone animato: quel mondo dove tutti possono evadere in sicurezza

Molte certezze al quale ci aggrappiamo quando siamo piccoli rimangono come ricordi indelebili nella nostra esistenza tenendo stretto quel filo che ci tiene collegati alla nostra infanzia. Quando quel ricordo o quell’immagine ricompare, ci regala, dopo un senso di nostalgia, anche una sensazione di benessere e serenità.

Si può constatare nell’ultimo caso del film Barbie, ad oggi campione d’incassi superando il miliardo ai botteghini. Nulla di più travolgente di un icona per bambine che ha saputo tingere di rosa il mondo intero trascinando qualsiasi genere di bambina, bambino, donne e uomini nelle sale cinematografiche a rivivere i ricordi di infanzia.

Il bisogno di sognare facendoci trascinare in mondi in cui la ragione è annullata è un’esigenza universale. I cartoni animati sono sogni ad occhi aperti, in cui il nostro cervello si lascia andare ad immagini che mai e poi mai potrebbe concepire nella vita reale. Cosa fondamentale per la propria salute mentale.

Sognare ad occhi aperti è una terapia contro lo stress

Alcuni studi evidenziano l’importanza di fermarsi a contemplare il nostro universo immaginario. In inglese vengono chiamati daydreams e secondo molti studi, soprattutto quelli del professore di psicologia dell’Università di Chicago Eric Klinger attestano che sono particolarmente terapeutici. Questi, infatti, rilassano e possono aiutare a sostenere momenti di alto stress.

Sognare ad occhi aperti, dunque, distrae la mente in quei momenti in cui essa sente l’esigenza di staccarsi e rifugiarsi in un luogo in cui tutto è permesso e nessuno ci giudica. I cartoni hanno la stessa potenza. Ci si può immaginare di essere chiunque. Di volare con Peter Pan, di vivere in fondo al mare con Ariel o trasformaci in una star famosa come la magica Emi. Tutto è lecito.

Peter Pan baby

Come i cartoni animati ci aiutano a sognare e a dimunuire lo stress – pexels

Da bambino è sicuramente più facile lasciarsi andare, ma anche in età adulta l’evasione verso altri mondi immaginari può essere una coccola per la propria mente. Si stacca la spina dei soliti pensieri e ci si tuffa in una realtà all’insegna della fantasia, toccasana per il proprio spirito. In fondo è rassicurante immedesimarsi in quei beniamini che ci ispirano a diventare la versione migliore di noi stessi e che magari, vedendoli superare con tante difficoltà tutte le avversità, ci danno, con il loro esempio, la forza di superare gli ostacoli della nostra vita reale.

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Laura Corona

Aspirante giornalista laureata in Lettere. Scrivo di Cultura e Lifestyle collaborando con BuoneNotizie.it, grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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