I sistemi dunali, meglio conosciuti con il nome di dune, sono degli accumuli di sabbia determinati e modellati dall’azione dei venti e quindi soggetti a continui spostamenti e ridimensionamenti dipendenti dalla direzione e dalla forza del vento.

Le dune si formano ovunque si via una sufficiente quantità di sabbia e vento per trasportarla. Il vento solleva dal mare la sabbia e la trasporta nell’entroterra, finché non incontra un ostacolo che porterà la sabbia a depositarsi, insieme a parti di sabbia che si depositano l’una sull’altra fino a creare un cumulo.

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Con caratteristiche differenti, le dune sono presenti anche in Italia, da nord a sud: la loro tutela è fondamentale per favorire il benessere dell’ecosistema marino e ottenere così anche un vantaggio in termini economici.

I sistemi dunali: cosa sono e come nascono

I sistemi dunali sono generati e modellati dal vento e soggetti a cambiamenti costanti. Sono il risultato di equilibri che si instaurano tra le correnti marine, il vento e gli organismi vegetali. Da questo equilibrio precario ne scaturisce anche la fragilità di questi ambienti, infatti l’impatto anche solo su una delle sue componenti può rompere la stabilità che si è creata. 

Le dune sono l’anello di congiunzione tra gli ecosistemi marini e quelli terrestri: nell’ambiente costierosi formano piante adattate a un ambiente salino, come il giglio di mare. Altre vegetazioni tipiche della macchia mediterranea sono il mirto e il pino marittimo. Nelle zone dunali si possono trovare anche animali, come volpi, cinghiali e conigli selvatici.

In genere le dune sono disposte parallelamente al litorale e contribuiscono a preservare l’entroterra dall’azione delle mareggiate e dal vento, creando così un accumulo di sabbia in grado di alimentare la spiaggia e quindi di contrastare gli effetti dell’erosione. Oltre a costituire ambienti di grande interesse naturalistico, i sistemi dunali delimitano e proteggono ambienti umidi come laghi e paludi costiere, fondamentali per gli uccelli migratori.

Le dune in Italia

In Italia, da nord a sud si estendono svariati km di dune e ciò permette agli amanti dei paesaggi più incontaminati e naturali, di immergersi in ambienti unici, ognuno con delle caratteristiche differenti. In Veneto, i sistemi dunali si possono ammirare presso Porto Caleri, vicino Rovigo: si tratta di una distesa di sabbia fine accessibile attraverso una pineta, che permette di immergersi in un ambiente selvaggio che riconnette con la natura.

Invece nel Lazio, si trovano le dune del Circeo che si estendono per circa 25 km. La spiaggia di Torre Paola, con le sue dune alte di sabbia dorata, è circondata da un mare cristallino, mentre nella vicina spiaggia della Bufalara si possono incontrare dei bufali che pascolano sull’arenile. 

In Molise, presso Campomarino, nelle piccole valli poste tra le zone sabbiose, si sviluppano delle depressioni dove l’accumulo di materiale fine rende impermeabile il suolo e fa sì che si formino dei laghetti.

Al Sud, in Puglia si trova Torre Guaceto, 8 km di sabbia franata dalle piante circostanti: la macchia mediterranea di Torre Guaceto rappresenta un ambiente con un’elevata biodiversità: arbusti, alberi, piante erbacee, rettili e mammiferi.

La Sardegna è la regione che presenta più sistemi dunali in quanto la presenza costante del vento sull’isola ha favorito la formazione di deserti vicino al mare. Nella zona sud ovest, si trova Piscinas, definita “mini Sahara”: 5 km² di dune formano montagne di sabbia che possono raggiungere quasi i 60 metri: per questo è stata dichiarata patrimonio dell’umanità.  Vi è poi vicino a Cagliari, la spiaggia di Su Giudeu, dove la sabbia color crema e il fondale estremamente basso sono circondati da un mare turchese incontaminato.  

Sistemi dunali: cosa sono e cosa fare per tutelarli

Esempio di sistema dunale

L’importanza della tutela dei sistemi dunali

Gli ecosistemi dunali stanno diventando sempre più rari in Italia a causa delle attività dell’uomo. Sono stati soggetti a un declino medio del 80%, passando da 45mila ettari nel 1900 a 9000 ettari alla fine del secolo scorso. Le cause principali sono le continue bonifiche per promuovere la crescita urbanistica e l’erosione dei litorali legata all’alterazione dei cicli sedimentari causata da interventi a livello della costa.

Le dune sono disposte di solito parallelamente al litorale e contribuiscono a proteggere l’entroterra dall’azione delle mareggiate e dal vento, e costituiscono un accumulo di sabbia capace di alimentare la spiaggia e quindi di contrastare gli effetti dell’erosione.  Da qui l’importanza della manutenzione e valorizzazione delle dune, tenendo in considerazione che il loro buono stato di conservazione è fortemente legato a quello degli altri ambienti connessi come le paludi costiere e i laghi.

É necessario aumentare la sensibilizzazione e includere queste zone in Aree Marine Protette per favorire la salvaguardia delle dune. Questo è uno degli obiettivi della Campagna 30×30 Italia, promossa da Worldrise Onlus, per proteggere il 30% dei mari entro il 2030.

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Elisabetta Majocchi

Elisabetta Majocchi, laureata in Informazione ed Editoria ho collaborato con testate scrivendo di cultura, costume e società. Appassionata di attualità, politica e sostenibilità, oggi scrivo per BuoneNotizie.it grazie al Laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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