120 anni fa nasceva Walt Disney e la sua casa di produzione avrebbe fatto la storia.  Ma il tempo passa e cambiano anche i personaggi del cinema d’animazione.

I messaggi dal cinema non sono una novità. Il cinema ha da sempre – anche – un ruolo educativo: i personaggi di un film o di una serie tv sono gli influencer per eccellenza. Possono passare messaggi positivi e di sensibilizzazione di massa (come Avatar, in cui James Cameron riuscì a unire un’animazione all’avanguardia e un importante tema che già all’epoca era urgente trattare, quello del rispetto ambientale), ma possono anche non incontrare il favore degli spettatori. Lo sa bene la Walt Disney Company, che ha recentemente visto alcuni dei suoi figliol prodighi – Dumbo, Biancaneve, Lilli e il vagabondoimprovvisamente attaccati per motivi diversi, quelli che scuotono l’opinione pubblica oggi molto più che in passato. Ma in casa Disney Cinema non ci si possono permettere distrazioni: i padri dell’animazione sanno come aggiustare il tiro e hanno ancora tanto da insegnare e da rivoluzionare.

Così Disney Cinema ci porta ancora a scuola di vita…

Casa Disney è in cerca di redenzione: il 24 novembre 2021 viene distribuito Encanto, il sessantesimo classico della compagnia, da subito molto apprezzato dalla critica e dal pubblico. Il film d’animazione – con lo scenario tipico del realismo magico che tanto ricorda le ambientazioni di Cent’anni di solitudine e che piace molto ai più piccoli – propone una storia in cui la protagonista, Mirabel, cerca l’approvazione della famiglia e la sicurezza in sé stessa, di cui è da sempre priva.

La Disney ci dice che non è necessario essere perfetti (come la sorella di Mirabel, che, nonostante sia la figlia esemplare, è tutto meno che felice): ci dice, anzi, che la vulnerabilità è un’emozione sana. Non a caso, sebbene l’altra sorella della protagonista ha il potere della super forza, neanche questo la rende invincibile perché, semplicemente, nessuno è invincibile.

Così la Disney abbatte importanti preconcetti che abbiamo ormai assunto nella nostra quotidianità e che oggi più che mai serpeggiano nei social, dove spesso l’apparenza è di gran lunga più importante della sostanza.

…e influenza i suoi colleghi

Un messaggio simile lo manda Zerocalcare con Strappare lungo i bordi, la serie d’animazione che sta riscuotendo grande successo nazionale. Con personaggi semplici ma ben caratterizzati, Zerocalcare – nonché il protagonista – ci accompagna in un importante percorso di riflessione, a tratti divertente a tratti destabilizzante. L’amica del protagonista, Sara, è una sorta di Lloyd indisponente, che apre gli occhi a Zerocalcare (un Sir più sfuggente e moderno) in molte situazioni, dalla più verosimile alla più estrema. L’epilogo della storia ci insegna – tra le tante altre cose – che ciò che si vede fuori non è abbastanza per capire ciò che sta dentro. Che non sempre e non per tutti la vita “socialmente accettata” è sinonimo di felicità. Che l’ansia e lo stress che proviamo ogni giorno sono spesso superflui e più condivisi di quanto pensiamo.

La condivisione dei problemi come “soluzione” contro l’infelicità è una strategia tanto cara anche ai creatori di Big Mouth, altra serie d’animazione che – con la quinta stagione fresca d’uscita – infiamma gli Stati Uniti e viene, dalla prima stagione, acclamata dalla critica. È la storia di un gruppo di ragazzi dagli 11 ai 13 anni alle prese con i problemi della preadolescenza e dell’adolescenza. Il tema più importante e ricorrente è quello dell’insicurezza fisica. Anche qui, viene rimarcato il fatto che nessuno è perfetto e che anche chi lo sembra nasconde insicurezze e problemi. Il tutto condito con scene esilaranti e personaggi buffi che riescono – seppur concepiti come demenziali – ad arrivare al pubblico, facendolo ridere e riflettere d’un tempo.

Spettacolo che va oltre l’intrattenimento

La Disney sa come adeguarsi ai tempi e come farsi perdonare. Il cinema d’animazione cambia e una parte di questo cambiamento è forse anche grazie alla storica compagnia che, lungi dal rimanere ancorata ai tempi passati, adegua le sue storie e i suoi personaggi alle esigenze del periodo storico in cui vengono collocate.

E poi ci sono gli altri professionisti dell’animazione, che, insieme a Casa Disney Cinema, vogliono trasmettere messaggi di speranza ed empatia agli spettatori. In un momento storico in cui né i social network né i mass media (o almeno non tutti) riescono a impattare sul pubblico in maniera costruttiva, entra in gioco più che mai il ruolo dell’intrattenimento, che prende la forma di qualcosa che va oltre lo spettacolo.

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