Un anno fa ci lasciava sua maestà Elisabetta II, la regina più longeva e più amata della storia britannica. Per l’anniversario dell’8 settembre non ci saranno commemorazioni pubbliche e tanto meno private. I Windsor si uniranno semplicemente a Balmoral commemorando tra le mura famigliari colei che ha rappresentato una delle personalità più influenti del ‘900.

L’attenzione oggi è completamente su Carlo III che sembra aver stupito tutti nei sondaggi riguardo il suo ruolo da re, aumentando dal 44% al 55% in un anno la popolarità tra i suoi sudditi. E seppur l’Inghilterra va avanti a suon di “morto un sovrano se ne fa un altro” come la storia britannica è abituata, sarà comunque difficile dimenticare una leader mondiale qual è stata Elisabetta II.

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Primo anniversario della morte di Elisabetta II: si tirano le somme

Funerale Elisabetta II

Primo anniversario della scomparsa della regina Elisabetta II.pexels

Carlo III, ha deciso di commemorare il primo anniversario della morte di Elisabetta II, con una riunione privata di famiglia, proprio come la regina madre era solita fare alla ricorrenza della scomparsa del padre re Giorgio VI, ritirandosi in solitudine a Sandringham.

Diciamo che a 365 giorni dall’addio di Elisabetta, pochi inglesi avrebbero scommesso sulla buona riuscita di re Carlo III il quale, per la maggior parte delle opinioni del regno, non avrebbe retto il confronto con le straordinarie capacità governative della madre. Ma in un anno, quel principe offuscato per tutta la sua vita dal fantasma di Diana, è riuscito a prendersi il suo posto legittimo convincendo il popolo del suo buon operato.

Dopo la scomparsa di Lillibet (nomignolo affettuoso con cui il principe consorte Filippo chiamava la moglie) per molti la monarchia sembrava aver perso il suo senso. Ma se per qualcuno questi ruoli sono cosa antiquata dal concetto medioevale, la saggia principessa Anna ha ricordato che «la monarchia fornisce, con la costituzione, un grado di stabilità a lungo termine che è in realtà piuttosto difficile da ottenere in qualsiasi altro modo». E di questo la sovrana più longeva della storia ha regalato parecchio materiale di riflessione.

La regina Elisabetta, infatti, è sempre stata simbolo di stabilità. Soprattutto nei periodi di maggior crisi del paese in cui, quando la classe politica si rivelava inadeguata, il popolo guardava a lei come un bambino cerca lo sguardo rassicurante della mamma.

Elisabetta II: una leader unica e irripetibile

Con la sua morte, la Regina è passata dalla storia al mito. Col suo operato ha dettato la linea guida comportamentale per le generazioni monarchiche future. Ancora oggi sono sacri i suoi insegnamenti soprattutto in un momento in cui re Carlo deve continuamente contrastare le maldicenze diffuse dal figlio Harry e consorte in America. Caposaldo della madre per uscirne sempre bene, infatti, era la dritta «mai dare spiegazioni, mai lamentarsi» evitando ogni genere di procrastinazione sulle accuse vere o presunte.

La stessa filosofia è stata adottata dal futuro re William e la moglie Kate i quali, sulle diverse accuse mosse loro oltreoceano in mondovisione hanno mantenuto indifferenza e rigidità, comportamento che, alla lunga, li ha portati nei sondaggi a essere i favoriti nel regno.

Inoltre la regina salì al trono a 25 anni, confrontandosi nei suoi lunghi 70 anni di regno con 15 ministri britannici, primo fra tutti Winston Churchill, figura a lei paterna. Alla morte di quest’ultimo si presentò perfino per prima al suo funerale violando il protocollo che la vedeva entrare per ultima proprio, per marcare il legame di amicizia con questo gigante della storia politica inglese con il quale lei, giovane donna, seppe instaurare un rapporto istituzionale e personale indissolubile.

Da lì in poi seppe equilibrare gli eccessi e i disordini della sua politica interna. Una sovrana rispetta e ascoltata dalle più alte cariche di tutto il mondo che ha goduto di un’autorità indiscussa a livello globale guadagnatasi con gentilezza e fermezza.

Elisabetta II

francobolli di stato della regina Elisabetta II. pixabay

Il mondo senza di lei ha perso una leader unica, ma ha guadagnato l’esempio di una grande monarca, la più amata di tutti i tempi che ha attraversato la storia del ‘900 molte volte determinandola.

L’8 settembre rimarrà una data storica. Una data in cui ognuno può guardare alla storia dell’umanità trovando un esempio di leadership gentile, di un’autorità che si è imposta senza violenza, di una monarca che ha sigillato il suo ruolo con valori esemplari rimanendo coerente e costante nei suoi doveri guidata dall’amore per il suo paese. Una data, questa, che può ricordarci che possiamo essere persone eccezionali con modi semplici.

Non conosco una formula per il successo. Ma col passare degli anni ho potuto notare che alcune capacità di leadership sono universali e spesso hanno a che fare con l’incoraggiare le persone a mettere a frutto il loro talento, il loro entusiasmo e la loro ispirazione per lavorare insieme. (Elisabetta II)

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Laura Corona

Aspirante giornalista laureata in Lettere. Scrivo di Cultura e Lifestyle collaborando con BuoneNotizie.it, grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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