Mentre il lusso occidentale sembra affrontare un periodo di crisi, la domanda del settore moda si sposta a Oriente. È l’ascesa del segmento definito modest fashion. Molto più di una tra le tante tendenze: nuova linfa vitale per il settore moda italiano ed europeo e allo stesso tempo un ponte tra Occidente e Medio Oriente. Mentre si inaugura proprio adesso una nuova fashion week sulle rive del Mar Rosso, scopriamo di più sulla tendenza.

Nuove opportunità per la moda italiana

Sembra che sul settore del lusso e della moda pret-a-porter dei grandi nomi europei stia calando un’ombra. L’impennata di crescita post-Covid è ormai finita e la spesa dei consumatori è in forte contrazione, complice in parte anche l’inflazione. Infatti, secondo i report del primo trimestre trasmessi dalle aziende moda, sono pochissimi a distinguersi per fatturato in crescita (Chanel e Miu Miu in primis). Male invece per tanti nomi storici del settore (Gucci, Burberry, Ferragamo) che segnano performance deludenti dopo diversi restyling naufragati. Eppure all’orizzonte si concretizza sempre più, anno dopo anno, un nuovo polo di consumatori entusiasti del lusso europeo e Made in Italy: l’attenzione è concentrata sul Medio Oriente.

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Infatti il segmento demografico mediorientale è quello maggiormente in crescita per beni di lusso nel mondo: come riporta l’annuale State of the Global Islmaic Economy Report nel 2023 il giro d’affari si attesta attorno ai 3 miliardi di dollari, portandosi dietro anche grandi opportunità di profitto per i nomi della moda occidentale. Per esempio, il marchio Dolce & Gabbana si qualifica globalmente come uno dei più grandi produttori per il segmento modest fashion. Questo perché la moda europea è molto ambita e ricercata, in particolare nelle zone del Medio Oriente dove i consumatori hanno un’ampia capacità di spesa e stanno cercando di colmare il gap socio-tecnologico con l’Occidente (in prima linea Arabia Saudita, Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi). La regione della penisola arabica sta infatti cercando di imporsi sulla scena internazionale come area competitiva per gli investimenti. Anche in ambito moda e lusso.

Cosa è il modest fashion

La definizione modest fashion indica letteralmente un modo di vestire tendenzialmente conservatore, perché rifugge dal sottolineare i caratteri sessuali del corpo sia maschile che femminile. Un concetto abbastanza distante dalla cultura occidentale, dove si tende a voler mettere in risalto la silhouette del corpo. Lo stile “modesto” si rivolge a entrambi i sessi ma il segmento trainante riguarda anche qui (come in Occidente) l’abbigliamento femminile. Spesso associato alla religione islamica o ebrea ortodossa, può essere inteso in realtà anche in un senso totalmente slegato dall’aspetto religioso. Infatti rappresenta un modo diverso di vivere la moda e l’estetica, uno stile più sobrio e morigerato adattissimo per esempio agli ambienti lavorativi e formali, anche occidentali. Una chiave per abbattere pregiudizi sull’immagine dei Paesi arabi e nel complesso avvicinare l’Occidente a quest’altra area del mondo in forte sviluppo e ogni giorno sempre più rilevante.

In linea generale gli elementi stilistici fondamentali del look sono tagli lunghi e abbastanza larghi, che non segnino le forme del corpo, come l’abaya araba (una sorta di cafcano). Forme di copricapo come turbanti opzionali anche se spesso presenti. Le parole d’ordine del modest fashion sono decoro, eleganza e sobrietà. Principi cardine interpretati alla perfezione per esempio dall’italianissimo Taller Marmo, marchio debuttato alla fashion week di Dubai ma con sede nella nostra Milano. Il modest fashion in sintesi si configura come un’ottima possibilità nell’ottica di rivitalizzare un settore moda e lusso vacillante e saturo, oltreché una splendida opportunità per intrecciare le tradizioni del mondo mediorientale con quello occidentale, verso la costruzione di una dimensione globale sempre più cosmopolita.

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Virginia Allegra Donnini

Con un background di studi ed esperienze lavorative a cavallo tra economia, marketing e moda scrivo di tendenze, pop culture, lifestyle. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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