Gli affitti brevi sono una piaga per le città d’arte o una possibile soluzione? In questa dicotomia analizzeremo il fenomeno che divide l’Italia fra persone a favore e contrarie. Appoggiarsi a piattaforme che connettono proprietari con potenziali ospiti può rappresentare una piacevole seconda entrata poco impegnativa. Un modo alternativo per valorizzare aree periferiche poco conosciute, per regalare un’esperienza autentica locale a chi viaggia.
Affitti brevi: piccolo manuale per principianti
Innanzitutto il contratto di locazione breve è regolamentato dall’art. 4 del D.L. 50/2017. Prevede la possibilità di dare in affitto un immobile per un periodo massimo di 30 giorni. Se si ha a disposizione una stanza vuota o un appartamento sfitto, scegliere di affittare la propria casa tramite piattaforme può rivelarsi una seconda entrata poco impegnativa. E anche un modo piacevole per conoscere persone da tutto il mondo. Come muoversi a livello burocratico? In realtà i passi da fare per lanciarsi nell’avventura degli affitti brevi sono pochi e mirati. Per un soggetto privato è importante prima di tutto registrare la struttura presso il Comune di residenza e ottenere un codice di licenza identificativo. Per legge si devono comunicare le presenze alla Questura, tramite il portale “Alloggiati Web”. L’altro passo necessario è quindi chiedere le credenziali univoche per poter accedere al portare ed effettuare le comunicazioni giorno per giorno in base alle presenze, anche nel portale comunale per l’ISTAT.
La tassazione è del 21% per la prima casa e del 26% dalla seconda in poi. Si possono gestire fino a un massimo di cinque appartamenti di proprietà, prima di dover obbligatoriamente aprire la partita Iva (in quanto a quel punto si viene a determinare attività d’impresa). Ad esempio, la piattaforma pioniera del settore, AirBnb, detrae le tasse già al momento della prenotazione e si occupa di versare la tassa di soggiorno (obbligatoria in molti comuni italiani). Facilitando così sia la dichiarazione dei redditi che il pagamento dell’imposta di soggiorno per chi decide di ospitare. Importante non dimenticare però un ulteriore 20% da destinare alla piattaforma.
Oltre la minaccia, un’opportunità per il territorio
Il fenomeno degli affitti brevi si è rivelato controverso e problematico nel territorio italiano negli ultimi anni, in particolare quando si tratta di città d’arte, overtourism e studenti fuori sede. Infatti molti proprietari di case hanno preferito optare per il turismo “mordi e fuggi” invece che affittare a lungo termine, una scelta che si è rivelata un problema per studenti universitari e lavoratori in molte città. Mentre dall’Europa arrivano nuove norme in materia e in molte metropoli del mondo si ricorre a misure limitative per contrastarne gli effetti negativi (come la gentrificazione di quartieri storici popolari) gli affitti brevi si rivelano allo stesso tempo un modo per rivitalizzare aree meno note.
Infatti può aiutare nell’ottica di decongestionare l’offerta turistica, dal momento che molti turisti prediligono alloggi privati lontano dal centro, in aree più appartate e tranquille dove rilassarsi. Un’opportunità preziosa per le aree periferiche o rurali, lontane dai centri economici e turistici più importanti, che possono quindi rivivere di un turismo di rimbalzo che può rivelarsi vitale per stimolare le economie locali. Un esempio? La Val Di Merse nella campagna senese, meno conosciuta rispetto al Chianti o alla Val D’Orcia. Un’area in una posizione strategica che si sta facendo riscoprire tramite un turismo più informale, fortemente stimolato anche dagli affitti brevi. Una formula che permette ai viaggiatori di vivere le destinazioni turistiche in modo più autentico. Come un vero local. Un modus operandi che va inoltre a supportare anche i piccoli business della zona.
La proposta degli affitti brevi può e deve quindi essere costruttiva, cercando di evitare le esternalità negative come la saturazione dello spazio pubblico delle grandi città. Allo stesso tempo può rappresentare un alleato nel riqualificare aree meno conosciute con potenziale inespresso.

