Ancora incerti su dove trascorrere le vacanze estive e sulle mete low coast? Scopri i cammini d’Italia, emblema di un turismo lento in grado di unire natura, benessere, storia, cultura e tradizioni.

Un turismo lento e sostenibile, volto al benessere

Il trekking dolce dei cammini è un modo di fare fitness alla portata di tutti, che unisce la sostenibilità economica e ambientale, alla bellezza della natura e alla ricchezza culturale dei nostri paesaggi e borghi. È un ottima opportunità per scoprire zone meno turistiche pressoché incontaminate e allo stesso tempo andare a sostenere l’economia a Km zero. I cammini d’Italia attraversano tutta la nazione, con collegamenti che riportano indietro nel tempo, legati a pellegrinaggi di fede o alle vie dei mercanti medievali. Uno dei più conosciuti infatti è la Via Francigena, percorso che dall’Inghilterra portava (e porta tuttora) a Roma, per proseguire fino al porto di Santa Maria di Leuca e raggiungere Gerusalemme.

Non solo: sono sempre più in voga i cammini enogastronomici, naturalistici o di stampo storico-archeologico. I cammini d’Italia sono infatti innumerevoli e unici, ognuno nel suo genere. Lo stesso Ministero della cultura fornisce un vero proprio Atlante per orientarsi e scegliere, spiegando “l’impegno del MiBACT di creare una rete di mobilità slow che doti il sistema Paese di una vera e propria infrastruttura intermodale di vie verdi”. Inoltre il Senato ha approvato (con un’accoglienza bipartizan anche dell’opposizione) un Decreto legislativo a sostegno dei “Cammini d’Italia”. Stanziando un milione di euro e una mappa digitale per itinerari culturali da salvaguardare e per valorizzare le aree toccate dai percorsi. A questo investimento si aggiunge quello del Ministero dei trasporti: quasi 20 milioni di euro, al fine di migliorare l’accessibilità, la sicurezza e la fruibilità dei percorsi a piedi lungo tutto lo Stivale.

Cammini d’Italia, tante proposte da sperimentare

Qualche idea? Per i nostalgici della Magna Grecia si può scegliere nel Mezzogiorno la Via Ellenica e la Magna Via Francigena. La prima si articola in 170 km su 8 tappe, collegando tra loro i due siti patrimonio dell’Unesco: Alberobello e i Sassi di Matera. La seconda consta di 9 tappe e ben 190 km, snodandosi tra Palermo e Agrigento: un vero spettacolo paesaggistico che svela l’sola da una costa all’altra. La Magna Via Francigena è il primo vero e proprio cammino strutturato del Meridione che, nel tempo, ha instaurato nel territorio una sua micro-economia locale.

Il Cammino dei Ribelli, meno conosciuto, verso il Settentrione, può essere una piacevole scoperta tra Piemonte e Liguria. Un percorso studiato con l’intento di far rivivere valli secondarie. Il cammino dei Celti, che da Milano conduce a Sestri Levante, in Liguria, attraversando boschi e antichi borghi minerari. Nomen omen, si tratta di un viaggio slow a piedi sugli Appennini, alla scoperta di una storia locale segnata dai ribelli, che combatterono l’occupazione romana prima, e poi quella nazi-fascista. E ancora il Cammino delle Terre Mutate. Questo in particolare si qualifica come più “sfidante”, per via del territorio articolato in salite e discese. Attraversando le terre e i luoghi dell’Appennino centrale, da Fabriano e L’Aquila: un’occasione per riscoprire e onorare da vicino quest’area italiana estremamente resiliente, sopravvissuta con coraggio alle ferite di ben due terremoti in un decennio.

E al Centro? Un suggerimento può essere la Via degli Dei, a cavallo tra Emilia-Romagna e Toscana. Da Bologna si giunge nella culla del Rinascimento, Firenze, percorrendo un percorso escursionistico di 130 km. Oppure il Cammino Lauretano, che si snoda tra Assisi in Umbria e Loreto nelle Marche. Una camminata di 160 km tra spiritualità, cultura e paesaggi indimenticabili. Ora non ti resta che scegliere il tuo cammino fra i borghi più belli d’Italia e partire con un buono spirito e uno zaino leggero.

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Virginia Donnini

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