A causa degli stili di vita sempre più convulsi, spesso, non abbiamo il tempo per ammirare le bellezze che ci circondano. Il turismo lento o slow tourism, sempre più diffuso in Italia, è un nuovo modo di viaggiare che nasce in risposta alla frenesia che caratterizza la nostra quotidianità. In questo contesto si fa strada una nuova filosofia di viaggio: i Cammini d’Italia.

Come nascono, come si evolvono e cosa sono oggi i Cammini d’Italia

Storicamente i Cammini nascono come arterie di comunicazione, vere e proprie strade dell’antichità. Spuntano in epoche diverse e tra i più antichi si annoverano quelli di origine romana, come la Via Appia o la Casilina. Nel corso dei secoli, dopo la caduta dell’Impero romano, i tragitti si modificano creando tipologie diversificate: le vie di fede e di pellegrinaggio nel Medioevo e quelli nati sulle orme dei mercanti nel Rinascimento.

Negli ultimi anni si sta assistendo a una vera e propria esplosione di interesse per i Cammini: nuova forma di turismo lento e esperienziale. In tutto il Paese si stanno valorizzando percorsi storici e culturali che offrono la possibilità di immergersi in paesaggi mozzafiato. Già dal 2016, proclamato “Anno dei Cammini”, il MiBACT ha intercettato l’interesse e le potenzialità turistico culturali del fenomeno. Ha promosso l’Atlante digitale dei Cammini d’Italia e ha implementato nuovi modelli di fruizione e gestione sostenibile attraverso contribuiti finanziari.

Nel corso degli anni, con l’intento di valorizzare il ricco patrimonio del Bel Paese composto dalla rete di Cammini – storici, naturalistici, culturali e religiosi – che attraversano l’Italia, diversi siti internet di aziende private e associazioni, come Italia dei Cammini o Compagnia dei Cammini, propongono percorsi da provare a piedi. Tra il 2022 e il 2023 anche il Ministero del turismo ha avviato bandi per il rilancio e la promozione turistica dei Cammini religiosi, istituendo, inoltre, un catalogo digitale d’offerta e un Fondo per l’implementazione.

Italia, Paese dei Cammini: i numeri del dossier 2023 di Terre di Mezzo

I Cammini risulterebbero, quindi, un volano importantissimo per il settore turistico italiano. La casa editrice Terre di Mezzo, pioniera del settore dal 2017, e ideatrice del primo Atlante dei Cammini italiani, sostiene che i tragitti sono in costante aumento, passando dai 6 del 2017 ai 92 del 2023. Nell’ultimo dossier presentato alla “Fiera dei Grandi Cammini”, nell’ambito della ventesima edizione di “Fa’ la cosa giusta”, tenutasi a Milano dal 22 al 24 marzo, risulterebbe che le credenziali d’accesso dei camminatori relative al 2023 sono aumentate del 25% rispetto a quelle dell’anno precedente, attestandosi a quota 101.419 unità.

Tra le motivazioni principali che spingono, italiani e non, a effettuare i tragitti la necessità di benessere mentale e emotivo, la volontà di vivere la natura e il bisogno di conoscere borghi e territori. La maggioranza delle preferenze, circa il 32%, è di origine religioso spirituale, invece, solo il 9% fa un cammino per risparmiare. I Cammini d’Italia, inoltre, attirerebbero circa il 73% di camminatori europei e il 14% del resto del Mondo, mentre il cammino più scelto sarebbe l’antica Via Francigena.

Da Nord a Sud dello Stivale: arrivano i Cammini dedicati al vino e alla gastronomia

I Cammini d’Italia sono distribuiti più o meno in tutto lo Stivale, e si concentrano maggiormente nell’area Centro-Nord. Tra i più percorsi, oltre alla Via Francigena, che unisce Canterbury (UK) a Santa Maria di Leuca (LE) , la Via degli Dei che unisce Bologna a Firenze, il Cammino dei Briganti che parte da Sante Marie in Abruzzo e arriva a Potenza in Basilicata, il Cammino di Don Tonino Bello che attraversa la Puglia da Molfetta (BA) a Alessano (LE), e il Sentiero della Pace che unisce il Passo dello Stelvio alla Marmolada.

A implementare il già ricco pacchetto di Cammini, arriva un investimento di oltre un milione e mezzo di euro, nell’ambito dei fondi PSC del Ministero del turismo, per il nuovo progetto Vini e Cammini presentato in occasione del Vinitaly 2024. Attraverso lo sviluppo dei percorsi religiosi presenti nelle cinque Regioni partner dell’iniziativa – Lazio, Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Marche – si promuoverà il turismo slow dei Cammini anche attraverso l’enogastronomia. Tra boschi, fiumi, laghi, sentieri e Borghi, le eccellenze enogastronomiche giocano un ruolo fondamentale.

«L’esigenza di creare una stretta sinergia tra turismo ed agricoltura porterà a promuovere i cammini e le produzioni enogastronomiche che si trovano sui territori attraversati da questi percorsi» dichiara il Ministro del turismo Daniela Santanchè. «Queste attività costituiscono una rilevante opportunità di sviluppo sostenibile per i territori – prosegue il Ministro – restituiscono centralità alle aree interne e ai luoghi considerati minori, contrastando lo spopolamento».

Non resta che mettere lo zaino in spalla, scegliere il Cammino che più ispira, iniziare a camminare e lasciarsi trasportare da paesaggi unici, borghi incantati e percorsi enogastronomici.

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Marco Russo

Come Gastronomo e Food & Wine Writer non mi limito ad assaggiare e scrivere ma vivo e respiro a pieno il mondo dell'agroalimentare e dell'enogastronomia. Sono un esploratore di sapori e un appassionato divulgatore della cultura del cibo e del vino.Il mio percorso nel mondo della comunicazione del gusto è iniziato con una laurea in Scienze Gastronomiche, arricchito da un Master in Restaurant Management e da diverse specializzazioni nel food & beverage, tra cui quella da sommelier.Al momento sono con la penna immersa nelle storie positive di “BuoneNotizie.it” e nella concretezza di “What Now? Le soluzioni oltre il problema”. Le due Testate con le quali collaboro e in cui esprimo la mia passione per l'enogastronomia, il turismo, l'attualità e le dinamiche sociali.Tutto ciò prende forma grazie anche al percorso formativo che sto seguendo presso la scuola di giornalismo costruttivo dell'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo

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