La paura è la più antica delle emozioni ed è anche grazie a lei che la nostra specie ha potuto evolvere. La bipolarità di questa sensazione ha sia una valenza positiva che una negativa. Si traveste da alleata e a volte da una nemica che minaccia il proprio coraggio.

Se essa infatti, da sempre, ci salva dai pericoli mettendoci in guardia, allo stesso tempo può frenarci nel lasciarci andare in situazioni che possono cambiare magari la propria vita in meglio, non cogliendo le occasioni o per paura di fare brutte figure. Un racconto zen ci vuole invitare a comprendere che la paura non esiste ma nel caso questo non fosse abbastanza, ecco allora i modi per non farci sovrastare dalle nostre ansie più profonde.

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La dimostrazione che la paura non esiste: il racconto zen

Un monaco cinese che meditava tutti i giorni, trovava difficoltà a condurre serenamente questa pratica in quanto visualizzava sempre un lupo che lo inseguiva. L’idea di quella bestia feroce che lo assaliva non lo faceva dormire neanche più la notte, così si affidò alla saggezza di maestro zen in modo che gli spiegasse la natura di questi turbamenti.

Vedendo il terrore negli occhi del monaco, il saggio maestro gli diede una matita invitandolo, nel momento della comparsa del lupo durante la meditazione, a tracciare sulla bestia una croce sul suo petto. Il maestro gli assicurò che senza neanche terminare il segno il lupo sarebbe scomparso. Il monaco prese coraggio e così fece rimanendo sorpreso dell’effettiva scomparsa dell’animare.

Lupo paura

Paura del lupo-pixabay

Felice e rallegrato tornò dal maestro chiedendogli come fosse stato possibile e il saggio gli rispose di guardare sul proprio di petto. Lì il monaco si accorse di avere il disegno di una croce concependo il fatto che la paura non arriva da un fattore esterno e non è tangibile.

Essa è una speculazione della nostra mente. I nostri pensieri sono i nostri principali nemici. I nostri timori sono più delle volte irrazionali non corrispondendo spesso a ciò che poi accade nella realtà.

3 consigli utili per superare i timori e ottenere più coraggio

“Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno”. (Martin Luther King Jr)

A molti è capitato di non sentirsi all’altezza, di temere le conseguenze dopo un passo che richiede coraggio o bloccarci davanti a responsabilità più grandi di noi. Ma se non ci sono pericoli e le conseguenze di ciò che potremmo fare non creano disagi a noi e agli altri, allora perché frenare qualcosa che potrebbe avere nel suo ventaglio di possibilità degli ineguagliabili vantaggi?

È dunque bene abbracciare degli schemi mentali nuovi che ci possono aiutare come:

1) Riconoscere la paura e affrontarla. Se la lasciamo repressa essa può trasformarsi in panico. Avere consapevolezza dei nostri punti deboli è il primo passo per lavorarci sopra e risolverli.

2) Accettare gli errori. La paura di sbagliare è un freno di molti. Abituarci al fallimento aumenta le probabilità di lanciarci in cose nuove mettendo già in conto la possibilità di perdere. Male che vada se ne esce vincitori.

3) Allenarsi ad affrontare le proprie paure in piccole dosi. Qualsiasi timore uno abbia, cercare di ridimensionarlo per gestirlo meglio e iniziare a lasciarsi andare. Facendo un esempio banale: se si ha paura di deglutire una pastiglia intera, spezzettarla in quattro parti e intraprendere il procedimento. La volta dopo dividerla in due parti fino a ingoiare un giorno la pastiglia per intera. La nostra autostima ci ringrazierà.

Il coraggio non è l’assenza di paura, ma più precisamente la capacità di superare ciò che ci spaventa. Per questo se non ci provassimo nemmeno, ci perderemmo molto. Un vecchio proverbio dice che ” In paradiso non ci si arriva in carrozza” proprio per ricordarci che le cose belle non vengono regalate, mettendoci davanti a degli ostacoli che ci mettono alla prova. Molte volte, forse, la paura è uno di quelli.

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Laura Corona

Aspirante giornalista laureata in Lettere. Scrivo di Cultura e Lifestyle collaborando con BuoneNotizie.it, grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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