Conosci il significato di Dpcm? Cosa lo differenzia da Legge, Decreto Legge, Decreto Ministeriale e Ordinanze?

Il Dpcm fa ormai parte della nostra vita e delle nostre giornate. Alcuni addirittura sono venuti a conoscenza del suo significato proprio con l’emergenza da coronavirus.

Il significato di Dpcm

È un’acronimo: il significato di DPCM è Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri. Come spiega già il nome, è un decreto emanato dal capo del Governo. E’ un atto amministrativo di secondo grado perché inferiore rispetto alla legge nella gerarchia giuridico-istituzionale.

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Il contenuto dei Dpcm riguarda questioni tecniche relative a un settore specifico. Ciò non toglie che possano esserci anche dei Dpcm con contenuto particolare o discrezionale. In generale, i Dpcm possono godere di una certa rapidità e per questo sono particolarmente adatti ai casi di straordinaria emergenza.

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La differenza tra Dpcm e le altre norme

Se la Legge (L.) entra in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il Decreto Legge (D.L.), atto con valore di legge, invece, ha valenza immediata e viene emanato dal Presidente della Repubblica. Il Decreto Ministeriale (D.M.) è un atto amministrativo emanato da un ministro nell’esercizio della sua funzione e nell’ambito delle materie di competenza del suo dicastero. Se poi viene emanato dal Presidente del Consiglio dei Ministri in persona allora, come dicevamo, prende il nome di Dpcm.

L’Ordinanza, diversamente, è un atto di vario genere emanato da un organo della pubblica amministrazione che può essere il sindaco o il presidente di una regione al fine di disporre uno o più comportamenti specifici.

In quanto alla durata, la legge persiste fino a quando una nuova legge non ne prevede un mutamento o un diverso uso. Per il Decreto Legge, invece, questo perde effetto 60 giorni dopo la sua pubblicazione se il Parlamento non provvede, entro tale termine, a convertirlo in Legge. Per l’Ordinanza il limite temporale massimo entro il quale la stessa ha valore è di 30 giorni.

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