Lo sviluppo sostenibile è ormai diventato un imperativo per ogni tipo di azienda. Quelle italiane nello specifico sono un vero e proprio laboratorio di innovazione sostenibile. Lo scorso anno, il 2021, ha registrato un aumento del 26% delle B Corp presenti sul territorio nazionale rispetto al precedente anno. Ormai chi agevola e investe sullo sviluppo sostenibile avrà anche una maggiore prosperità economica nel medio e lungo termine. Ultima innovazione sostenibile è quella di una startup tedesca: coriandoli che invece di inquinare fanno crescere piante.

L’economia globale a beneficio di tutti

La B Corporation è una certificazione che il B Lab dà alle aziende che soddisfano alti standard di performance sociale, ambientale, responsabilità e trasparenza. Questo laboratorio è nato nel 2006 dall’idea di promuovere un’economia globale che fosse a beneficio di tutte le persone, le comunità e il pianeta stesso. L’obiettivo del B Lab è quello di passare da un modello che genera profitti per pochi a uno in cui tutti traggano benefici, quindi anche a livello di sviluppo sostenibile. Questo cambiamento è già in atto, infatti sempre più aziende in giro per il mondo, anche in Italia, ottengono questa certificazione.

Un premio per lo sviluppo sostenibile

Il Green Product Award ha la missione di sviluppare ed eseguire concetti ecologici che a mano a mano sostituiranno tutti i prodotti che non sono sostenibili. Ogni anno il Green Future Club premia con il Green Concept Award le idee che non sono ancora presenti sul mercato, ma si distinguono per materiali, prodotti o servizi sostenibili. Nel 2019 venne premiata l’idea di una startup tedesca che proponeva dei coriandoli alternativi. I prossimi vincitori saranno eletti entro il mese di marzo 2022.

Coriandoli sostenibili

“Prima festeggia l’uomo, poi la natura.”, questo è lo slogan di Saatgut Konfetti. Questa azienda tedesca ha sviluppato dei coriandoli sostenibili, composti da 23 semi di piante selvatiche differenti. Ai semi sono stati poi aggiunti una miscela di amido e dei coloranti naturali ed ecologici. Un mix che oltre all’aspetto divertente e colorato, offre nutrimento e casa a differenti specie di insetti e piccoli animali. L’idea è venuta al fondatore dell’azienda, Philip Weyer.

I coriandoli, che sono come i classici che conosciamo, sono piccoli frammenti di amido che una volta a terra si dissolvono dopo pochi giorni. Una volta sciolti, rilasciano i semi che hanno al loro interno dando poi vita a differenti varietà di fiori e piante, creando dal nulla un vero e proprio habitat per differenti specie di animali, tra cui le preziose api.

Un esempio di campo fiorito che potrebbe aver vita dai coriandoli sostenibili dispersi sulla terra.

Forse non è un caso che l’ideatore sia di Colonia, città dove viene festeggiato un grande carnevale che ogni anno disperde nell’ambiente circa 400 tonnellate di rifiuti. Weyer voleva porre rimedio a questo impatto. Alla fine ha trovato nello sviluppo sostenibile dei coriandoli una valida idea che possa conciliare divertimento e sostenibilità. Al progetto hanno contribuito gli altri fondatori della startup Christoph Trimborn e Katja Filippenko, tutti si sono conosciuti durante i loro studi, presso l’Accademia di Belle Arti di Kassel.

Anche l’alta tecnologia punta sullo sviluppo sostenibile

Anche in questa corsa verso lo sviluppo sostenibile la Cina non resta a guardare. Lo scorso novembre infatti, gli scienziati cinesi hanno lanciato SDGSAT-1, il primo satellite al mondo dedicato al raggiungimento dei 17 obiettivi evidenziati nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. Le tecnologie di telerilevamento e i Big Earth Data aiuteranno anche gli altri Paesi a perseguire lo sviluppo sostenibile condividendo dati, strumenti analitici e approfondimenti. Per lo meno questo è l’intento degli scienziati cinesi. La via dello sviluppo sostenibile sembra essere davvero diventata la corsia preferenziale per il mondo.

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Riccardo Pallotta

Riccardo Pallotta

Laureato in comunicazione e marketing con una tesi sul brand journalism. Attore e speaker radiofonico in Italia e all'estero. Social media manager. Oggi collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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