In un’epoca in cui lo scrolling infinito è progettato per tenere le persone incollate allo schermo, smettere sembra quasi impossibile. Si aprono i social “solo per un attimo” e, poi – senza accorgersene – passano minuti o persino ore. Non sempre servono soluzioni drastiche: a volte anche una semplice estensione Chrome può aiutare a interrompere questo meccanismo.

Il concetto è semplice: inserire una piccola pausa nel momento in cui si sta scorrendo i contenuti. Un gesto semplice, forse elementare, ma che è in grado di riportare l’attenzione su ciò che si sta facendo. Da qui nasce questa soluzione tanto curiosa quanto efficace, capace di dimostrare come un piccolo accorgimento possa aiutare a limitare il tempo online.

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Il fallimento dei metodi tradizionali

Il digital detox è la scelta consapevole di disconnettersi dagli smartphone. Spesso viene proposto come una soluzione semplice: spegnere ogni dispositivo per recuperare il proprio tempo offline. Nella teoria forse può funzionare, ma nella pratica risulta un po’ più complesso, in un contesto in cui lavoro, studio e vita sociale passano dagli stessi dispositivi.

In Italia, secondo un report di We Are Social del 2025, il 90% della popolazione utilizza internet quotidianamente, trascorrendo online in media quasi 6h al giorno, di cui 1h e 48 minuti sui social media. Dati che confermano come la disconnessione totale sia ormai una sfida complessa.

Cat Gatekeeper: l’estensione Chrome anti-noia

Una soluzione originale arriva dal Giappone. Si chiama Cat Gatekeeper ed è un’estensione Chrome che permette di bloccare l’utilizzo dei social quando si passa troppo tempo a scrollare. Ideata dal programmatore giapponese noto su X come konekone2026, l’estensione fa apparire un gatto rosso sullo schermo, accompagnato da un timer che segnala per quanto tempo sarà bloccato lo schermo.

Questa estensione nasce per chi apre i social in modo compulsivo, finendo per trascorrervi intere ore senza nemmeno rendersene conto. Casi in cui le buone intenzioni non bastano a posare il telefono e allontanarlo. Per utilizzare questa app, basta scaricare l’estensione per Chrome, impostare il proprio limite di utilizzo (es: 60 minuti) e una pausa (es: 5 minuti); e da quel momento apparirà il gatto.

Alternative per il doomscrolling dallo smartphone

Al momento, questa estensione è specifica solo per il browser Chrome su computer. Ma esistono diverse alternative simili per combattere il doomscrolling sui dispositivi mobili. Ecco le più efficaci:

  • Forest: un’app di produttività personale basata sulla gamification che aiuta a rimanere concentrati e lontani dallo smartphone. Si basa sulla tecnica del pomodoro (metodo di gestione del tempo che alterna sessioni di lavoro focalizzato a brevi pause): impostando un timer (es. 25 minuti), si vedrà crescere un albero virtuale. Se si resiste alla tentazione di uscire dall’app, la pianta crescerà, se invece si cede alla distrazione dello smartphone, l’albero morirà. Inoltre, grazie alla partnership con Trees for the future, un’organizzazione senza scopo di lucro, è possibile piantare alberi veri nel mondo.
  • AppBlock: si tratta di uno strumento progettato per gestire e limitare il tempo trascorso sullo smartphone. Permette di impostare dei tetti massimi giornalieri e di bloccare l’accesso ai social, favorendo un rapporto più sano con la tecnologia, aumentando la produttività e riducendo le distrazioni.
  • Flora – Green Focus: app di produttività molto simile a Forest, offre la possibilità di piantare alberi veri nella vita reale tramite organizzazioni partner come Eden Reforestation Projects, contribuendo in questo modo a cause ambientali, mentre ci si impegna a ridurre la dipendenza dallo smartphone. 

Piccoli ostacoli, grandi benefici

Il punto non è eliminare i social né tantomeno demonizzarli, poiché oggi sono parte della quotidianità ed è forse quasi impossibile farne a meno. Il vero obiettivo è quello di riuscire a usarli con intenzione, invece che per automatismo.

L’idea dell’estensione Chrome non rappresenta tanto un palliativo quanto un cambio di prospettiva. Infatti, se ogni piattaforma è progettata per spingere a restare, anche un piccolo cambiamento può fare la differenza: inserire una pausa o un segnale visivo nel momento giusto aiuta a interrompere il flusso e a riportare attenzione su ciò che si sta facendo.

Piccoli cambiamenti che non eliminano il problema, ma che restituiscono all’utente il potere decisionale, trasformando il gesto automatico in una scelta consapevole per ricordarsi di chiudere, alzare lo sguardo e tornare almeno per un po’ alla realtà.

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Gemma Mastrocicco

Classe 1997, laureata in Informazione, editoria e giornalismo a RomaTre. Scrivo da sempre. Autrice del libro Amami senza mentire. Sostenitrice delle tematiche legate ai movimenti femministi, dell'uguaglianza di genere. Aspirante giornalista, scrivo per Buone notizie.it, grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista

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