Le scuole richiudono le porte: bisogna parlare di learning loss.

Proprio in questi giorni ritornano d’attualità le chiusure delle scuole, in varie parti della Penisola. La scuola e l’istruzione hanno dovuto codificare nuovamente i tempi e i modi della didattica, per garantire agli studenti di proseguire i percorsi scolastici intrapresi. La cosa più importante è che non abbiamo riferimenti che ci indichino come sta procedendo la didattica a distanza e come stiano apprendendo gli studenti, sotto il profilo qualitativo. In Italia, infatti, non si sente parlare di learning loss, dall’inglese “perdita dell’apprendimento”.  Ecco di cosa si tratta ed ecco cosa stanno perdendo i nostri ragazzi.

Cos è il learnig loss?

Il learning loss è un fenomeno naturale di perdita delle conoscenze acquisite che si verifica nei periodi di lunghe vacanze, ma anche in caso di lunghe pause dallo studio e dalla scuola. A sostenere questa tesi vi è anche uno studio dell’Università di Roma La Sapienza. Lo studio dimostrerebbe come, durante i mesi estivi, i bambini e i ragazzi perdono parte delle abilità, conoscenze e studi fatti durante l’anno. Attualmente i ragazzi continuano i percorsi didattici, ma in uno stato di semi-vacanza, proprio per la mancanza degli spazi che vanno a definire l’istituzione scolastica. All’apprendimento manca la giusta contestualizzazione e quindi i concetti sfuggono più velocemente.

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Per questo motivo il learning loss, la perdita delle capacità acquisite, si presenta anche dopo periodi di didattica a distanza. Il fenomeno non è monitorato dalle istituzioni educative italiane, mentre in altri “mondi” scolastici, come quello degli Stati Uniti, è tenuto in adeguata considerazione. Se gli studenti americani ritornano a scuola con una perdita dell’apprendimento più accentuata, vengono seguiti fino a quando si rimettono in pari.

La nuova era dell’istruzione

La nuova scuola è composta da una scrivania, un computer e una cam con microfono: questa è la realtà. Si segue la lezione e si fanno i compiti in differita. Le lezioni si seguono interamente online. I ragazzi devono apprendere e cercare di elaborare un metodo di apprendimento scandito dalle ore di studio online e da quelle offline. Questo modo di fare didattica in maniera statica sicuramente avrà le sue ripercussioni. Si può incorrere nella problematica del learning loss?

Studenti di ultima generazione

Gli studenti non fanno mistero delle  difficoltà che stanno affrontando con queste continue interruzioni di formazione in presenza sostituite dalla FAD, formazione a distanza. Inoltre all’inizio della pandemia, non tutti gli studenti erano pronti a iniziare questo nuovo modo di apprendere perché magari sprovvisti degli strumenti tecnologici necessari. Tutto ciò ha comportato ritardi nei programmi d’istruzione.

Non si parla di questo fenomeno, probabilmente non si sta prendendo in considerazione come fronteggiarlo poiché non vi è uno studio aggiornato che lo monitori, lo trasformi in metriche e indichi dei numeri sui quali intervenire. Probabilmente si potranno tirare le somme a giugno, quando gli studenti avranno concluso un intero anno scolastico quasi interamente svolto in FAD.

Come si può fronteggiare?

Gli studenti che hanno maggiormente risentito del fenomeno FAD sono sicuramente i più piccoli, ovvero le prime classi delle  elementari. Proprio dai docenti delle elementari stanno partendo delle iniziative per contrastare il fenomeno del learning loss. La scuola, come un po’ tutte le istituzioni, deve pensare a soluzioni che possano diventare strutturali e funzionali nel tempo. Alcuni docenti hanno trovato nell’associazione concetto-immagine, una probabile soluzione per far assimilare i concetti agli studenti.

L’importanza dello stimolo visivo per contrastare il learning loss

Attraverso lo stimolo visivo sembrerebbe più semplice rielaborare e ricordare i concetti e quindi combattere la perdita di informazioni acquisite. Ovviamente i contenuti multimediali vengono creati rispetto al target di riferimento, rispetto ad età, costumi e nozioni presenti nel modo di vivere dei piccoli soggetti interessati.

L’immagine quindi perde la sua staticità e diviene immagine che racconta. L’impatto visivo raggiunge quindi la dimensione del racconto che contiene una serie di concetti facilmente assimilabili e che restano maggiormente fra le informazioni acquisite. Il metodo di insegnamento diviene interattivo e gli studenti non seguono passivamente la lezione. Questa potrebbe essere una soluzione per contrastare il fenomeno del learning loss, ma sicuramente si dovranno concepire soluzioni maggiormente incisive che vadano a contrastare questa perdita di nozioni, per non vanificare gli sforzi degli studenti.

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