Può una squadra di calcio ispirare una rivoluzione democratica? Siamo in Brasile nel 1982. Dal 1964 il Paese è governato da una dittatura militare violenta e repressiva. Il regime dei Gorillas ha, infatti, cancellato il diritto di sciopero ed emanato una nuova Costituzione per soffocare la libertà di parola e l’opposizione politica.

Dopo un breve e illusorio periodo di sviluppo economico, verso la fine degli anni ’70 una crisi occupazionale senza precedenti e le disuguaglianze sociali sempre più marcate scuotono la popolazione. È il momento di lottare per l’indipendenza.

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In questo contesto si inserisce la storia della Democrazia Corinthiana. Un esperimento unico capace di contribuire al ritorno della libertà.

“Vincere o perdere, ma sempre con democrazia”

Nel 1982 l’inizio del mandato presidenziale di Waldemar Pires cambia le sorti del Corinthians. Decide subito di rinnovare il settore tecnico del club. Mario Travaglini viene nominato nuovo allenatore. Poi sceglie un sociologo per ricoprire il ruolo di direttore sportivo. Si chiama Adilson Monteiro Alves e non ha nessuna esperienza nel mondo del calcio. Ma ha idee visionarie che segneranno la svolta. Le parole chiave della sua filosofia sono: ascolto e dialogo. Proprio dal suo dialogo con Socrates e gli altri senatori del gruppo avrà inizio il progetto della Democrazia Corinthiana.

In cosa consiste? In un’autogestione, senza più ordine gerarchico. Ogni tipo di decisione riguardante la società viene discussa in un’Assemblea e poi messa ai voti. Tutti hanno il diritto di esprimere la loro opinione, nessuno escluso: giocatori, staff tecnico, dirigenti. Una prima forma di suffragio universale in antitesi con il regime.

L’esperimento funziona anche sul campo: la squadra di San Paolo vince per due volte consecutive il Campionato Paulista, tra il 1982 e il 1983. Lo fa mostrando un “fútbol bailado” al motto di “Vincere o perdere, ma sempre con democrazia”. Una ribellione pacifica in grado di ispirare un’intera nazione.

Socrates, il leader anticonformista

Socrates è l’attore protagonista di una delle vicende sportive e politiche più affascinanti della storia contemporanea. Nato da una famiglia povera dell’Amazzonia, ha un padre appassionato di testi classici. Da qui il nome in onore del filosofo greco. Soprannominato “O Doutor” per la sua Laurea in Medicina, è un centrocampista di classe smisurata e con un’ottima propensione offensiva. Un artista del rettangolo verde, tutto genio e sregolatezza. Leader anticonformista, di grande personalità e cultura, è il capitano del Brasile al Mondiale del 1982 e simbolo di un calcio impegnato.

La vicenda della Democrazia Corinthiana termina nel 1984, quando il Parlamento boccia la proposta di istituire l’elezione diretta per il Presidente della Repubblica. Il processo di democratizzazione del Paese si completerà, invece, un anno più tardi grazie anche al ruolo decisivo di quell’esperienza e del suo messaggio rivoluzionario.

Nella fase finale della sua carriera, “O Magrao”, accetta l’offerta della Fiorentina. È l’inizio del declino. Una volta ritiratosi dal calcio giocato, la dipendenza da alcol lo porterà alla morte, avvenuta nel dicembre del 2011. Obrigado.

L’attualità della Democrazia Corinthiana

La crisi delle democrazie occidentali è lampante. In un’era dominata dal pluralismo, dalla velocità, dalla possibilità di proporre e diffondere punti di vista rapidamente e ovunque, le idee sembrano le vere grandi assenti sul panorama politico. Il risultato è la crescita del disinteresse per la politica e l’astensione. Un fenomeno preoccupante. Senza partecipazione, la democrazia si svuota del suo significato più profondo e si assiste alla prevalenza delle élite, di gruppi ristretti che senza il minimo di opposizione ideologica sono liberi di affermare i loro interessi a scapito dell’interesse generale.

La politica deve, quindi, riscoprire il suo significato ideale per tornare a coinvolgere i cittadini e rilanciare la sua missione più nobile come idea di servizio per la ricerca del benessere comune. In quest’ottica l’esperienza della Democrazia Corinthiana rappresenta una stella polare. A distanza di oltre 40 anni, ci mostra quanto sia importante lottare per un ideale e per trasmettere alle persone un messaggio di cambiamento e di pace.

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Zeno Ferretti

Curioso, empatico e alla ricerca di storie da raccontare. Aspirante giornalista pubblicista, collaboro con BuoneNotizie.it.

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