Le Olimpiadi e le Paraolimpiadi sono un sogno per tutti gli atleti, come mostrano le lacrime degli sportivi che ci stanno facendo sognare ai Giochi Olimpici di Parigi 2024. Ti sei mai chiesto cosa porta ad arrivare lì? Chi sono nella vita comune gli atleti? Per BuoneNotizie.it, in occasione delle Olimpiadi e Paraolimpiadi di Parigi, abbiamo intervistato due sportivi, per comprendere come vivono gli atleti che si stanno già allenando per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
I giovani atleti che si allenano per le Olimpiadi
Essere un atleta implica sacrifici e duri allenamenti. Diventare un atleta olimpico e paraolimpico è notevolmente complesso, come ci raccontano Pietro Mattio, Nazionale italiana di ciclismo e Pedro Leita, atleta di pallacanestro in carrozzina.
«Sogno le Olimpiadi – racconta Pietro Mattio – in questi 4 anni che ci separano da Los Angels 2028 mi allenerò duramente. Non è scontato arrivare al traguardo olimpico: è necessario vincere molte gare e la decisione finale spetta al Comitato Olimpico Nazionale. In quattro anni possono succedere tantissime cose: grandi vittorie, ma anche sconfitte e cadute. Cercherò di dare il meglio in ambito sportivo, ma anche scolastico: ho da poco iniziato l’università e spero di laurearmi prima delle Olimpiadi. Nonostante lo sport sia la mia vita, voglio tenermi aperte più porte».
«La pallacanestro in carrozzina è uno sport spettacolare – spiega Pedro Leita – lo spirito di squadra e le partite sono davvero avvincenti. Nelle Paraolimpiadi di Parigi 2024 la nazionale italiana non si è qualificata: aspettiamo allora i prossimi Giochi Olimpici per far sognare l’Italia. Gli allenamenti e le partite sono la mia quotidianità. Sono un ragazzo come tanti, che studia, si diverte con gli amici ma, in più, sono un atleta in carrozzina. Cerco di dare il meglio per poter raggiungere il mio sogno di gareggiare alle Olimpiadi».
La squadra che porta alle Olimpiadi
Le Olimpiadi e le Paraolimpiadi di Parigi, hanno mostrato la forza degli atleti e delle atlete italiane. Per arrivare così in alto, gli allenamenti e la mente corrono già alle Olimpiadi di Los Angeles 2028.
«La pressione è alta per un atleta – spiega Pedro – ad ogni partita si annulla l’entusiasmo o la delusione della partita precedente e si comincia da zero. La forza più grande nella pallacanestro in carrozzina è la squadra. Siamo una famiglia e ci diamo tanto supporto: non si possono vincere le Olimpiadi da soli, ma solo con la propria squadra. Cercherò di essere fra i migliori, per poter essere selezionato dalla Nazionale e diventare un atleta olimpico».

Storie di atleti che sognano le Olimpiadi. Foto di Pietro Mattio con la maglia della Nazionale italiana
«La mia forza è la mia squadra – racconta Pietro – corro sia per la squadra olandese Visma Lease, misurandomi con atleti che arrivano da ogni parte del mondo, sia con la Nazionale italiana under 23. È davvero emozionante perché, con le nostre biciclette, siamo ragazzi come tanti, ma anche atleti proiettati alle sfide e con il sogno di vincere le Olimpiadi».
Consigli ai giovani atleti
Non tutti gli atleti riescono a partecipare alle Olimpiadi e Paraolimpiadi: lo sport è però fatto di gare e campionati ugualmente ambiziosi e stimolanti. Per i giovani atleti il consiglio dei due sportivi è quello di impegnarsi duramente ad ogni gara.
«Da piccolo ho perso alla gara dei tricicli – racconta Pietro – e quest’anno non mi sono classificato per il Giro d’Italia. Nonostante ciò ho continuato ad allenarmi e sono entrato in Nazionale. Non importa se non si vince, è importante impegnarsi e accettare anche la sconfitta. Solo così si può crescere».
«Le gare sono davvero un modo per ogni atleta di battere se stesso – conclude Pedro – ogni gara è un insegnamento e una crescita personale. Consiglio ai giovani atleti di dare il meglio e rimanere sempre con la testa sul collo. Capita spesso che chi vince molte gare vada in tilt appena subisce una sconfitta: imparare che le sconfitte sono, in realtà, la vera vittoria è il segreto per essere degli atleti vincenti».

