La montagna è il luogo ideale per passare del tempo all’aria aperta coi bimbi. Permette a tutta la famiglia di mantenersi in movimento e per i più piccoli rappresenta un luogo di infiniti spunti per solleticare la naturale curiosità. Sempre più famiglie decidono in estate di portare i bimbi in montagna per fuggire alla calura, ma la montagna va conosciuta e affrontata in sicurezza per non incappare in rischi evitabili. Ecco alcuni consigli pratici.

Da che età si possono portare i bimbi in montagna?

Una domanda che si pongono spesso i genitori, soprattutto con i più piccoli, è l’età da cui sia possibile avvicinare i bambini alla montagna. In generale tutto dipende dall’altitudine: mano a mano che si sale, infatti, diminuisce la concentrazione di ossigeno presente nell’aria. Questo richiede un adattamento dell’organismo al clima più rarefatto e può causare malessere. Nel 2021 il CAI (club alpino italiano) ha istituito una commissione medica per definire quale sia l’altitudine da non superare per le varie fasce d’età dei più piccoli.

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In generale sarebbe più prudente aspettare almeno il compimento del primo mese di vita per portare i bimbi in montagna. Sotto l’anno di età è consigliabile non superare i 1500-2000 metri. Tra 1 e 5 anni la quota massima è di 2500 metri, mentre nei bimbi con più di 5 anni si possono raggiungere anche altezze superiori. In generale è sempre importante salire di quota gradualmente, in modo da dare il tempo all’organismo di adattarsi.

Il mal di montagna: cos’è e come prevenirlo

Quando si raggiungono in breve tempo quote superiori ai 2500 metri può presentarsi il “mal di montagna”. Si tratta del disturbo più frequente che colpisce i bimbi in montagna. Si presenta con un quadro abbastanza aspecifico caratterizzato da condizioni generali abbattute, irritabilità, diminuzione dell’appetito, nausea, vomito, disturbi del sonno. I sintomi compaiono, in genere, 4-12 ore dall’inizio del soggiorno in quota. Spesso i bambini hanno difficoltà a verbalizzare il loro malessere e devono essere i genitori a cogliere eventuali segnali.

Il mal di montagna si può prevenire raggiungendo gradualmente quote particolarmente elevate, magari fermandosi di tanto in tanto se si procede in auto, ed evitando di usare mezzi come cabinovie e funivie che creano in breve tempo sbalzi di quota molto elevati. Se compaiono sintomi lievi, il trattamento è basato sui comuni analgesici, come il paracetamolo. Se la sintomatologia peggiora è invece necessario scendere progressivamente verso quote inferiori per consultare un medico.

Bimbi in montagna

Bimbi in montagna: alla scoperta della natura.

Insetti e zecche: cosa fare in caso di puntura

Chi frequenta la montagna sa che gli ambienti boschivi espongono al rischio di puntura di insetti e zecche. Per prevenire queste situazioni è consigliabile vestire i bimbi in montagna con indumenti e scarpe coprenti che li proteggano da punture di insetti e dai morsi di piccoli rettili. Gli indumenti chiari aiutano a individuare meglio le zecche. Gli indumenti scuri o con disegni floreali invece attirano gli insetti e andrebbero quindi evitati.

In caso di puntura di insetto in un soggetto non allergico è sufficiente raffreddare la zona della morsicatura con impacchi di ghiaccio o acqua fredda per alleviare i sintomi. Se un soggetto allergico viene punto è raccomandabile che venga visto nel più vicino Pronto Soccorso. Al ritorno da una gita in montagna è importante fare una attenta osservazione ed una precoce rimozione di eventuali zecche utilizzando unicamente la tecnica “a secco”: non va applicata alcuna sostanza e con una pinzetta la zecca va afferrata vicino alla cute e, ruotando lentamente, va estratta, medicando successivamente la parte coinvolta. Nelle settimane successive è importante monitorare la comparsa di eventuali sfoghi o irritazioni e, nel caso, rivolgersi subito al proprio pediatra.

Le regole per il trekking coi bimbi in montagna

I genitori che vogliono avvicinare i propri figli alla montagna devono tenere conto delle loro capacità fisiche, rispettandone l’allenamento, il recupero fisiologico e la motivazione. Ecco alcune regole per dedicarsi all’escursionismo con bambini e ragazzi divertendosi in sicurezza.

  • Conoscere il percorso, leggere la carta topografica e le relazioni di chi ci ha preceduto
  • Indossare un abbigliamento adeguato, considerando sempre che i bimbi sono più suscettibili al freddo degli adulti (giacca a vento, pile, guanti). Sono indispensabili scarponi o scarponcini per una camminata più sicura su ogni tipo di terreno.
  • Proteggersi dal sole con creme solari, occhiali e cappellino
  • Non dimenticare di bere acqua durante la passeggiata. I bambini si disidratano più facilmente rispetto agli adulti, è quindi importante offrire sempre acqua, anche se non sono loro a chiederla
  • Mantenere una andatura adeguata e costante: all’inizio i bambini, presi dall’entusiasmo, tendono a correre. Dopo poco avranno esaurito molte delle energie e anche la voglia di salire. Bisogna quindi insegnare loro che fin dalla partenza va adottato un passo tranquillo e il più costante possibile
  • Insegnare ai bimbi il rispetto per la montagna. Lungo un sentiero bisogna mantenere un comportamento adeguato: guardare dove si mettono i piedi, fare attenzione allo scorrere del tempo e soprattutto non lasciare traccia del proprio passaggio nel pieno rispetto dell’ambiente. Staccare rami, rovinare piante e fiori, abbandonare i propri rifiuti sono tutti atteggiamenti da evitare. Insegniamolo ai nostri bimbi se vogliamo che diventino dei veri amanti della montagna

Zaino in spalla e… Si parte! Buona montagna a tutti!

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Caterina Poli

Medico Chirurgo con focus sulla salute materno-infantile. Credo in un tipo di informazione chiara e accessibile a tutti, ma sempre rigorosa. Amo parlare di salute, benessere e diritti. Collaboro con Buonenotizie e partecipo al laboratorio di giornalismo costruttivo.

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