Era il 12 agosto 1939 quando uscì nelle sale Il Mago di Oz, celebre film di V.Flaming. Il racconto è la trasposizione del libro Il meraviglioso mago di Oz in cui la protagonista Doroty, in un viaggio pieno di fantasia, diventa da giovane donna impaurita a leader conclamata.

Proprio nel mese del suo anniversario, sarebbe l’ideale immergersi nella bellezza di questo libro sotto l’ombrellone, in quanto non solo ci ricorda che il tesoro di ogni viaggio è ciò che si vive percorrendolo, ma anche che non bisogna avere paura di tutti gli uragani che ci travolgono sempre nella vita poiché, alla fine, si può sempre scorgere oltre le nuvole un arcobaleno.

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Mago di Oz, Doroty: esempio di donna insicura che diventa coraggiosa grazie ad un viaggio con amici

Quello di Dority, interpretato dall’intramontabile Judy Garland, non solo rimarrà nella storia come personaggio iconico ma impersonifica  ideali moderni del quale ancora abbian bisogno per ispirarci. Infatti nella storia la ragazza esordisce mostrando tutte le sue paure verso tutto ciò che non conosce finendo, grazie ad un viaggio magico quanto introspettivo, come una donna forte che si trasforma in una vera leader.

Doroty, il Mago di Oz

Il viaggio di Doroty ad Oz. instagram – @judygarlandrose

Doroty inizia il suo viaggio in maniera del tutto casuale nel momento in cui un uragano si batte sulla sua casa in Kansas il quale trascina lei e il suo fedele cagnolino nel regno di Oz. Spesso capita nella vita una condizione sfavorevole che può farci catapultare in una situazione difficile da gestire con problematiche più grandi di noi, ma con il giusto aiuto se ne può uscire più forti di prima.

La fanciulla, inizialmente molto impaurita, incontra sul suo cammino personaggi fondamentali per far si che diventi una donna sicura di sé.

Grazie alle sfide che affronterà saprà diventare punto di riferimento, nonché salvatrice del popolo di Oz, ma soprattutto una vera guida per i suoi amici. Insegnerà che all’uomo di latta non servirà un cuore per saper amare, al leone il coraggio e allo spaventapasseri un cervello. Tutte cose che i suoi compagni di viaggio cercavano incessantemente durante la loro esistenza ma che avevano già dentro di loro.

E si, perché si cerca spesso qualcosa, come più sicurezza, autostima o coraggio che poi, in un momento di difficoltà della nostra esistenza, capita che tiriamo fuori come qualcosa che ci è sempre appartenuto scoprendo qualcosa in più di noi stessi che mai avremmo pensato. Tutto ciò grazie alle sfide che la vita ci obbliga a sostenere affrontando, così, i nostri limiti per superarli.

Un viaggio non finisce mai

Il viaggio a Oz è un viaggio pericoloso che però tramuta in un’opportunità di crescita per tutti i protagonisti. Ognuno di loro cambia definitivamente portandosi l’insegnamenti di quel percorso per tutta la propria esistenza.

Ciò smosso da una sensazione comune alla maggior parte degli esseri umani, ovvero il senso di evasione. Anche Doroty, inizialmente racchiusa nel suo mondo grigio nella fattoria degli zii, spera si volare” oltre all’arcobaleno in cui il cielo è blu e si sogni si avverano” (Some where over the rainbow), per poi, alla fine del viaggio, pronunciare la famosissima frase: «Nessun posto è più bello di casa mia » comprendendo che per capire quanto sia prezioso ciò che abbiamo dobbiamo, molte volte, inevitabilmente allontanarci per guardarlo da lontano.

Alla ricerca di qualcosa che molte volte abbiamo già

La voglia di evadere di Doroty, una volta soddisfatta restituisce alla giovane fanciulla molti insegnamenti: «Ora so che, se dovrò di nuovo andare in cerca della felicità, non la cercherò più in là della mia stessa casa: perché, se non la trovo lì, vuol dire che non potrò mai trovarla».

La consapevolezza di ciò che abbiamo può spesso arrivare dopo un viaggio, che non sarà solo fisico ma soprattutto introspettivo, in cui il senso di gratitudine prende quello spazio che prima era occupato dall’insoddisfazione. Doroty, al suo ritorno da Oz, è più forte, sicura di sé e ormai una donna matura. Ha capito il valore della lontananza, la responsabilità che si ha in un rapporto di amicizia, il peso delle aspettative su di sé e soprattutto ha trovato quella forza che tutte le donne hanno ma che a volta serve un uragano per scostarle dalla propria comfort zone al fine di tirarla fuori in tutta la sua potenza.

Ecco che questo libro, letto in tutta serenità sotto l’ombrellone, può regalare non solo un sano divertimento, rifacendoci tornare bambini, ma può dare una grande forza mentale per affrontare il ritorno alla vita quotidiana con qualche consapevolezza e forza in più.

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Laura Corona

Aspirante giornalista laureata in Lettere. Scrivo di Cultura e Lifestyle collaborando con BuoneNotizie.it, grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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