Pediatria e Associazioni no profit insieme per una rete di aiuti

Il tempo del Covid 19 è stato, e continua a essere, il tempo dell’isolamento. Ciò è particolarmente vero per la risonanza avuta nel campo ospedaliero. Anche la Pediatria e le Associazioni no profit hanno dovuto adeguarsi e imparare un nuovo modo di fornire il proprio supporto.

Il Covid nei corridoi delle Pediatrie

Entriamo nel mondo delle Pediatrie e delle Associazioni relative condotti per mano da Michele Grillo, presidente dell’Associazione “Davide il Drago”, che già da anni ormai naviga queste acque. Davanti alla pandemia sono state eseguite norme e cautele necessarie per evitare il contagio. Questo ha significato serrare ulteriormente i ranghi, stringere ancora di più la finestra per le visite dei parenti, aumentare la distanza tra medico e paziente. I reparti di Pediatria hanno così acuito un senso di freddezza e “sterilizzazione umana”, ma i medici hanno potuto comunque svolgere il proprio lavoro. E’ proprio qui, nella vita e nella quotidianità del bambino/adolescente in reparto che agiscono le Associazioni.

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“Nelle Pediatrie non solo c’è bisogno del supporto medico […] c’è bisogno di tutto quello che serve a ricreare una vita anche in queste situazioni, per poterli far sentire un po’ a casa. Questo è quanto posso dire da genitore, da persona sofferente che ha dovuto passare un po’ di anni in un ospedale complesso. Da genitore di bambino malato posso vedere quelle cose che potevano servire a me in quel periodo e tradurle in supporti reali” – Michele Grillo

L’azione delle Associazioni no profit in campo pediatrico

La salute emotiva e la qualità di vita del bambino e del suo nucleo familiare è stata messa a repentaglio dalla (comprensibile) ondata isolazionista degli ospedali. Nel mondo pre-Covid, intervenivano le Associazioni no profit con clownterapia, volontariato studentesco, aiuti ai ragazzi per svolgere i compiti scolastici. Ora la DaD è una realtà di tutti, ma prima le associazioni cercavano di fornire aiuto alle famiglie anche per la frequenza scolastica del figlio a distanza.

Per la necessità di evitare i contagi, il principale danno fatto dal coronavirus è stato proprio lasciare un senso di abbandono umano. Seppure a distanza, le Associazioni possono rinnovare il proprio modo di esserci. Si fa il possibile aiutando a reperire oggetti utili o assistendo le famiglie negli spostamenti tra ospedali (anche siti in diverse regioni) e aiutando con il trasporto o alloggi.

“Le Pediatrie degli ospedali in Italia hanno la fortuna di avere al loro interno diverse associazioni no profit nate per motivi diversi e che si sono poi fidelizzate a una sola Pediatria. Noi (“Davide il Drago, ndr.) non avendo scelto un’ospedale specifico, ci muoviamo dove possibile a 360 gradi, gemellandoci ad associazioni che ruotano intorno a queste Pediatrie. Una delle missioni della nostra associazione è proprio quella di fare rete.” – Michele Grillo

“Ripartiamo 2021”: bici, lezioni e associazioni

Bici in spalla con il dottore Martelli, si parte da Milano col ciclotour “Ripartiamo 2021”. Una reazione al grigiore del Covid è l’iniziativa organizzata da “Davide il Drago” e “Nel ricordo di Nicolas“, che prevede una serie di soste presso diverse Associazioni e Ospedali presenti sul territorio col l’obiettivo di fare rete e creare nuove “alleanze”. Durante il percorso sono previste anche lezioni a tema.

Tra i principali pit stop, si citano Casa Sollievo Bimbi – Vidas“, per il suo interesse a cure palliative importanti a livello nazionale, e Soleterre per l’accoglienza dei bambini all’interno degli ospedali. Nel percorso da Nord a Sud ci saranno fermate anche presso le unità pediatriche ospedaliere. Si pensa al “Bambino Gesù” di Roma, dove operano due Onlus importanti, la “Peter Pan” e la “Davide Ciavattini“, e al “Meyer” di Firenze, con due unità dedicate ai bambini della oncoematologia e alle cardiopatie congenite (ospedale Careggi – professor Olivotto).

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