La prima ricostruzione di trachea e sostituzione di arteria anonima al mondo ha il sapore di eccellenza italiana in campo medico. L’équipe dell’Ospedale Sant’Andrea e dell’Università La Sapienza di Roma ha siglato il risultato nel campo del trapianto d’organo con il primo intervento al mondo di questo tipo. A maggio scorso l’innovativa riparazione di un’aorta ha permesso allo stesso team di sfrecciare in alto nella classifica del miglior reparto di chirurgia cardiotoracica nazionale. Durante il Congresso della Società Europea di Organi Artificiali (ESAO), che si è tenuto a Bergamo lo scorso agosto, si è parlato di dispositivi biofabbricati.

La chirurgia del trapianto d’organo

Le innovazioni del trapianto d’organo bioartificiale e della ricostruzione chirurgica si sono rese indispensabili causa numeri elevati di pazienti in attesa di trapianti che purtroppo non ce l’hanno fatta. Questi dati non smentiscono gli ottimi risultati relativi alle operazioni di successo e alla percentuale in ribasso dei rigetti che attestano la qualità dei centri specialistici. Le criticità in esame riguardano anche l’opposizione alle donazioni di un numero troppo elevato di italiani: il 31%. I tempi di attesa poi, che si sono ridotti negli ultimi anni ma non abbastanza, hanno fatto sì che la ricerca di soluzioni alternative al trapianto d’organo avesse un’impennata per risolvere la questione della disponibilità. Studiando diverse soluzioni, come il trapianto d’organo e tessuto animale, di colture cellulari, di ricostruzioni bioartificiali, si migliorerebbero nettamente i numeri dei trapianti effettuati e la qualità di vita dei pazienti che hanno ricevuto gli innesti.

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Il successo dell’Ospedale Sant’Andrea

Al Sant’Andrea è avvenuta la prima sostituzione al mondo di trachea con arteria anonima. Le equipe mediche coinvolte sono state 5 tra il Policlinico e l’Università La Sapienza. Il ragazzo operato è arrivato in condizioni stabili dalle Marche dove è stato trattato in massima urgenza grazie all’intervento tempestivo ed efficace del primo soccorso. Una volta giunto nella Capitale il Dottor Rendina, Professore e Direttore della Chirurgia Toracica, e il suo team hanno dato inizio all’intervento mai eseguito prima della durata di 5 ore e mezza. La trachea del paziente è stata ricostruita e l’arteria anonima sostituita da un condotto biologico. Gli organi erano stati danneggiati a causa di una emorragia fulminante, ma il lavoro dei luminari dei trapianti ha permesso al giovane di tornare a casa in appena due settimane di degenza ospedaliera.

I successi del Sant’Andrea si riflettono nell’eccellenza italiana del trapianto d’organo. L’innovazione nella medicina ricostruttiva si inserisce in un panorama internazionale di rilievo. Ma la professionalità e l’approccio multidisciplinare e accademico dei nostri centri maggiori ci hanno permesso di eccellere in questo campo. C’è un dialogo continuo tra attività clinica di primo livello e ricerca biomedica avanzata che ci permetterà di raggiungere traguardi ancora più grandi.

L’Italia, eccellenza mondiale

I primati pionieristici di Stati uniti e Giappone, che possiedono i maggiori centri di eccellenza mondiale dedicati alla ricostruzione chirurgica, vedono la competizione italiana salire in vetta. Il successo del trapianto di trachea si va ad aggiungere a quello dell’arco aortico dello scorso aprile di sostituzione parziale del vaso con protesi sintetica e ad un altro risultato che ci aiuta a considerare l’approccio chirurgico romano uno dei più impattanti al mondo. Sempre il Sant’Andrea è stata la sede del primo trapianto di trachea su paziente post infezione SARS-Cov2. I danni conseguenti al Covid, e alle tecniche invasive di ventilazione forzata della terapia intensiva, hanno provocato l’assottigliamento dell’organo rendendo necessaria l’operazione. L’intervento ha avuto successo. L’organo è stato rimosso del tutto e sostituito con un segmento di aorta.

Ricostruzione e sostituzione chirurgica sono i due cavalli di battaglia del Policlinico che punta a diventare un centro di successo e formazione. La collaborazione tra medici, ingegneri, chimici e fisiologi nei laboratori italiani sta dando un’impronta nuova alla medicina moderna: la chirurgia rigenerativa.

La ricerca nel campo del trapianto d’organo

Durante il Congresso della Società Europea di Organi Artificiali (ESAO) di Bergamo si è parlato, tra le altre cose, di dispositivi e tecnologie bioartificiali. A livello mondiale si punta a crescere in termini di volume, qualità e innovazione nella creazione di biomateriali specifici. Oggi tutte le fatiche si concentrano sullo studio di innovative strategie di trapianto. Ad ogni modo gli interventi sono finalizzati a preservare le parti di organo sane piuttosto che la sostituzione integrale dell’organo. Molto avanti è la ricerca sulle cellule staminali in grado di creare un organo attraverso la medicina rigenerativa.

Le cellule staminali, essendo cellule non specializzate possono differenziarsi in altri tipi, possono autoriprodursi e dare vita a nuove staminali. L’obiettivo è quello di creare organi su misura per il paziente attraverso il prelievo di tali cellule. Una volta in laboratorio le staminali verranno lavorate e coltivate in incubatrice crescendo attorno ad un’impalcatura di biomateriale avanzato. I più recenti studi dimostrano come l’utilizzo di strutture naturali ricavate da animali o cadaveri riducano ulteriormente il rischio di rigetto.

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Flavia Santilli

Studio presso l'Università degli Studi de L'Aquila. Ho collaborato con diverse testate. Sportiva agonista e istruttrice di nuoto. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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