Donare il sangue è un atto volontario e gratuito, è un dovere sociale e una manifestazione concreta di solidarietà verso gli altri. Il sangue è un componente dell’organismo indispensabile alla vita, non riproducibile in laboratorio e per molti malati rappresenta l’unico fattore di sopravvivenza.

Il sangue che viene donato è utilizzato nei servizi di primo soccorso, in alcuni interventi chirurgici e trapianti di organo e midollo osseo, nella cura di malattie oncologiche ed ematologiche e in varie forme di anemia cronica, immunodeficienza, emofilia, una malattia rara, congenita causata da un deficit di alcune proteine della coagulazione del sangue. Nel 2022, il numero di donatori di sangue è leggermente cresciuto rispetto al 2021, ma a compiere questo gesto sono sempre meno i giovani, mentre sale l’età media.

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Donare il sangue: perché è importante?

Il sangue è composto in parte da elementi cellulari che si dividono i globuli bianchi, globuli rossi e piastrine e da una parte liquida chiamata plasma. Le trasfusioni di sangue rappresentano una terapia salvavita, in particolare modo per i soggetti affetti da alcune patologie importanti.

Quando si dona è importante essere informati e sapere che esistono diverse tipologie donazione – afferma Gianpietro Briola Presidente di AVIS nazionale – Si può donare sangue intero, oppure solo plasma o solo piastrine, oppure una combinazione di questi elementi. Il sangue intero si ottiene attraverso un prelievo eseguito con le apposite sacche di raccolta sterili contenenti una soluzione anticoagulante. Il donatore dovrà possedere un valore di emoglobina (Hb) superiore a 13,5 g/dl se di sesso maschile, a 12,5 g/dl se di sesso femminile.

Per donare il plasma è sufficiente sottoporsi a un semplice prelievo effettuato tramite un separatore cellulare, apparecchio che divide  la parte corpuscolata, ovvero globuli rossi, bianchi e piastrine, dalla componente liquida. Infine, il procedimento della plasmaferesi è simile, cioè un’apparecchiatura separa la parte corpuscolata dal plasma ed estrae da questa le piastrine che vengono raccolte in un’apposita sacca, utilizzate, poi entro 5 giorni dal prelevamento. Per donare si può andare in uno dei servizi trasfusionali o nei punti di raccolta ospedalieri di tutta Italia, oppure presso le associazione di volontariato come AVIS, Croce Rossa, Fidas e Fratres”.

Quindi, è bene ricordare che l’uso clinico del sangue e dei suoi derivati è utilizzato per rimpiazzare quella particolare componente ematica di cui il malato è gravemente carente.

Quanti sono i donatori in Italia? I numeri del settore

Nel 2022 i donatori di sangue sono stati 1.660.227, un lieve incremento rispetto al 2021, ma ancora in calo rispetto agli anni pre-covid, il 91% del totale è rappresentato da donatori iscritti alle associazioni di volontari. I nuovi donatori, invece sono stati 284.015, ovvero meno del 0,7% rispetto al 2019, mentre, le donne sono 556.009 di cui 126.563 nuove donatrici. Infine, i donatori giovani, dai 18 ai 35 anni, 485.542, cioè meno del 1,1 rispetto al 2021, di cui 133.953 sono nuovi donatori.

“L’intenzione di donare il sangue è sempre meno diffusa tra i giovani italiani, a causa di paure, falsi miti e scarse informazioni, infatti, negli ultimi anni si è assistito ad un allontanamento delle nuove generazioni da questo importante gesto di solidarietà. I donatori frequenti sono generalmente quelli che hanno avuto un problema di salute, oppure, che hanno un famigliare affetto da qualche patologia.- dice Angelo Cafaro Presidente dell’AVIS di Teano in provincia di Caserta – Inoltre, ancora non è ben chiaro a tutti, che L’AVIS è una associazione di volontari e nessun socio impegnato nell’organizzazione percepisce compensi”.

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Mina Del Nunzio

Mina Del Nunzio, laureata in scienze della comunicazione e dell'informazione con master in copywriting. Lavoro come blogger e copywriter aziendale. Collaboro con buonenotizie.it e partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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