Il cambiamento climatico è responsabile di effetti indesiderati sull’ambiente e sulla nostra salute: l’aumento delle temperature altera l’ecosistema, incrementando la proliferazione di allergeni, quali acari e pollini, rendendo il periodo dell’impollinazione più lungo e intenso. Tale condizione è causa dell’aumento di alcune allergie respiratorie: in Italia è infatti cresciuto il numero di persone allergiche. La maggior parte di essere presenta allergie nel periodo primaverile, ma si conta che entro il 2030, il 40% degli italiani soffrirà di allergie tutto l’anno.

A provocare le reazioni allergiche di questo periodo, sono soprattutto le graminacee, presenti nei campi, mentre in città si accusano la parietaria, l’ontano e la betulla. Si stanno incrementando anche le allergie al nocciolo, al cipresso e all’ambrosia. Tuttavia, gli esperti indicano un serie di consigli pratici, che possono aiutare chi soffre di questa problematica a respirare meglio.

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Il cambiamento climatico favorisce i casi di allergia

Non tutti sono amanti della primavera, soprattutto i soggetti allergici. La causa, come accennato in precedenza, può essere racchiusa nel cambiamento climatico e nel crescente inquinamento atmosferico. Meno sono rigide le temperature nel periodo compreso tra dicembre e marzo, maggiori sono le allergie che si manifestano in primavera. Inoltre, tale situazione degenera nei luoghi in cui la qualità dell’aria è peggiore, a causa dello smog e dell’eccessiva urbanizzazione.

Maggiori sono le temperature, maggiore è la quantità di ozono che si sviluppa nell’aria. Si tratta di una molecola non allergizzante, ma che è in grado di irritare l’apparato respiratorio. Tra le conseguenze più accertate rientra l’asma, un’infiammazione dei bronchi. Questi si restringono e si riempiono di liquido, con conseguente produzione eccessiva di muco, che generalmente è reversibile. L’asma si può presentare come tosse, oppure accompagnato da starnuti, ostruzione nasale, prurito e lacrimazione.

«Le riniti allergiche hanno registrato un peggioramento negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani e i bambini in età pediatrica – spiega Walter Canonica, dirigente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic) e senior consultant di Humanitas Milano – ma non solo: in questi anni iniziano a emergere studi sull’insorgenza e sulla diffusione delle allergie anche dopo i settant’anni. La causa è da attribuirsi alle temperature più alte e all’inquinamento».

Come difendersi dalle allergie

Una corretta gestione delle allergie comincia dalla prevenzione: prima di tutto è importante capire a quale polline si è allergici, in modo da ottimizzare la terapia. Esistono farmaci di automedicazione e altri che vanno utilizzati sotto prescrizione medica. In entrambi i casi, i periodi di utilizzo sono limitati nel tempo. Inoltre, anche l’immunoterapia specifica con allergeni può dare il suo contributo nella cura delle allergie respiratorie, rispettando i tempi della cura e della terapia ovvero, iniziandola prima della fioritura e continuandola dopo qualche settimana.

È opportuno prestare attenzione agli acari della polvere e alla forfora degli animali da compagnia, in questo caso si tratta di allergeni in-door e sono la fonte principale delle reazioni allergiche. In tale circostanza è una buona abitudine utilizzare materassi e cuscini con fodere anti-acari, mentre gli animali domestici vanno spazzolati almeno una volta alla settimana, cercando di non farli entrare in contatto con i cuscini su cui dorme il soggetto allergico. Infine, l’utilizzo delle mascherine può aiutare a evitare che gli allergeni, di dimensioni maggiori a quelle di un virus, possano raggiungere le vie aeree. Infatti, la comunità degli allergologi ha affermato che i pazienti con indosso mascherine durante il periodo delle fioriture, percepiscano di meno i sintomi legati alle allergie respiratorie.

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Mina Del Nunzio

Mina Del Nunzio, laureata in scienze della comunicazione e dell'informazione con master in copywriting. Lavoro come blogger e copywriter aziendale. Collaboro con buonenotizie.it e partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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