Comunicare è un diritto fondamentale dell’individuo, ma nella patologia neurodegenerativa spesso questa possibilità viene meno. La comunicazione aumentativa alternativa (CAA) fornisce un metodo differente per chi non può esprimersi con le parole. Sfrutta la moderna tecnologia per consentire l’interazione, permettendo di esprimere bisogni, instaurare e mantenere relazioni interpersonali, dirigere gli atti di cura e, in una parola, autodeterminarsi.

Nelle patologie neurodegenerative la comunicazione è una sfida

La comunicazione è una componente fondamentale della nostra vita quotidiana e spesso viene data per scontata. Tuttavia, per chi convive con una patologia neurodegenerativa, la situazione è molto diversa. In malattie come la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), ad esempio, la progressiva paralisi muscolare e l’incapacità di articolare parole rendono impraticabili le forme tradizionali di espressione.

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I sistemi di comunicazione aumentativa alternativa vanno incontro a tutte le diverse esigenze comunicative. Ne esistono versioni più semplici, basate su tabelle con lettere o immagini, spesso utilizzate da bambini con autismo. Ci sono poi forme più avanzate e complesse che utilizzano tecnologie sofisticate per facilitare la comunicazione.

Le nuove frontiere della comunicazione aumentativa alternativa

L’uso della comunicazione aumentativa alternativa è generalmente accolto con favore dalle persone con patologie neurodegenerative perché migliora la qualità di vita. È uno strumento che permette di mantenere la propria indipendenza in diversi ambiti, compreso quello lavorativo.

Tra i sistemi più avanzati di comunicazione alternativa aumentativa ci sono quelli che utilizzano il movimento degli occhi per selezionare le lettere o le immagini su uno schermo attraverso una luce infrarossa. Attualmente è in corso di sviluppo la cosiddetta interfaccia cervello-computer, un sistema composto da sensori, posizionati sul cuoio capelluto, in grado di captare i segnali elettrici dei neuroni e tradurli in parole e frasi.

La comunicazione aumentativa alternativa è un esempio eccellente di come la tecnologia possa facilitare la comunicazione superando le barriere.

Abbiamo approfondito il tema della comunicazione per le persone con patologie neurodegenerative in questo articolo pubblicato sul web magazine della Fondazione Patrizio Paoletti.

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Caterina Poli

Medico Chirurgo con focus sulla salute materno-infantile. Credo in un tipo di informazione chiara e accessibile a tutti, ma sempre rigorosa. Amo parlare di salute, benessere e diritti. Collaboro con Buonenotizie e partecipo al laboratorio di giornalismo costruttivo.

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