È di pochi giorni fa la notizia che un italiano, Tommaso Lamantia, è arrivato in cima al K2, la seconda montagna più alta al mondo. L’alpinista del Varese ha raggiunto gli 8611 metri in solitaria, senza ossigeno supplementare, all’alba dello scorso 28 luglio 2024. Un traguardo raggiunto quasi allo scoccare dei 70 anni dalla celebre impresa di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, i primi in assoluto a conquistare per la prima volta, il 31 luglio del 1954, la vetta del K2, allora soprannominata “montagna degli italiani” in loro onore.

Arrivare in cima rappresenta un’esperienza psicologicamente significativa. Il superamento di sfide fisiche è associato a un incremento della fiducia in sé stessi e del livello di soddisfazione personale. L’attività fisica regolare ha un impatto positivo sulla salute mentale: riduce i livelli di stress e offre un valido supporto contro ansia e depressione.

Benessere a 360°: un corpo più sano è più felice

L’attività fisica, inclusa l’escursione in montagna, ha benefici innegabili per la salute del corpo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il regolare movimento contribuisce a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, obesità e alcune forme di cancro.

 Il raggiungimento della cima di una montagna non rappresenta solo un traguardo fisico, ma anche un viaggio interiore di crescita personale e auto-consapevolezza. Il senso di realizzazione che deriva dall’aver completato un’impresa così ardua contribuisce a migliorare la percezione di sé e a rafforzare la determinazione personale.

 Testare il proprio limite: imparare a fidarsi

Scalare una montagna non è solo una sfida fisica, ma anche un’impresa psicologica che richiede determinazione e forza di volontà. Affrontare e superare le difficoltà del percorso montano può incrementare la fiducia in sé stessi. La psicologia positiva sottolinea che il superamento di sfide difficili contribuisce a sviluppare una maggiore auto-efficacia, ovvero la fiducia nelle proprie capacità di affrontare e risolvere i problemi.

La montagna offre un ambiente unico, lontano dal caos e dallo stress della vita quotidiana. Questo contesto favorisce la meditazione e la riflessione interiore. La ricerca ha dimostrato che il contatto con la natura può avere effetti terapeutici significativi, migliorando il benessere emotivo e riducendo i livelli di stress . Essere immersi nella bellezza naturale della montagna aiuta a ritrovare un senso di pace e tranquillità.

Arrivare in cima: un ragazzo salta in cima a una montagna.

Anche se non si arriva in cima: il valore della scoperta

La montagna ti mette alla prova. La Natura che incontri in questi luoghi aperti e selvaggi è indomita, va rispettata e temuta in quanto tale. Tuttavia, non è una rivale, bensì il terreno di una prova quotidiana, tanto fisica quanto mentale.

Mauro Corona, scrittore, scultore, alpinista e innamorato delle sue montagne, non manca mai di sottolineare l’indiscutibile valore della sua terra. I monti del Friuli e le loro storie, vicine e lontane, fanno da sfondo ai suoi libri. Secondo l’autore, la solitudine in cui incappiamo quando ci troviamo a sostenere lo sforzo fisico, o a fronteggiare i nostri personali timori lungo la salita, non va evitata, bensì accolta e apprezzata.

La montagna mi ha dato ciò che amici, donne, genitori non sono riusciti a darmi. Dalla montagna mi sono sentito compreso, ascoltato e considerato. Qualche volta anche spintonato, certo, ma sempre dopo esser stato avvertito. La Natura se la sai ascoltare, ti dice tutto. 

Mauro Corona

Arrivare in cima significa realizzare le proprie capacità affrontando sé stessi. Tuttavia, pur essendo consapevole dei rischi, cosa spinge una persona a tentare ugualmente? La psicologia offre diverse possibili spiegazioni tra cui l’aderenza a valori culturali, il desiderio di ridurre il ricorso a comportamenti pianificati che, spesso, limitano le effettive potenzialità del singolo, oppure il livello personale di sensation seeking. 

Ognuno di noi vive secondo il proprio bisogno di provare sensazioni. Le persone hanno diverse esigenze legate alla percezione: alcuni non sentono il bisogno di cercare esperienze intense, mentre altri sono spinti dal desiderio di esplorare una gamma più ampia di sensazioni.

L’esperienza di raggiungere una vetta può essere un potente strumento di crescita personale, purché si tenga debito conto della singolarità di ogni individuo. Chi decide di cimentarsi in attività come queste dovrebbe essere ben consapevole dei propri limiti senza lasciarsi condizionare troppo da fattori esterni. Al contrario, dovrebbe inseguire unicamente il proprio obiettivo personale.

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Kelly Di Blas

Insegnante e Dottoressa in Scienze Politiche Internazionali. Credo fortemente nella necessità di un nuovo approccio alla scrittura e, per questo, ho scelto il giornalismo costruttivo. Sono curiosa, leggo molto e parlo troppo. I miei interessi sono rivolti al mondo dell'educazione, della letteratura e delle politiche sociali. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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