La fiaccola olimpica ha dato avvio alle Olimpiadi di Parigi 2024: l’Hexagone, la Tour Eiffel e la Senna accolgono gli atleti ma anche gli chef, che cureranno ogni piatto.
L’atleta, per antonomasia, ha uno stato di forma e una condizione fisica pressoché impeccabili. Come farà la Francia ad accogliere il mondo intero alla sua tavola? Cosa e come mangeranno gli atleti? Scoprilo su Buonenotizie.it
Il Villaggio Olimpico e Paralimpico di Parigi: il catering per eventi più grande al mondo
Il Villaggio Olimpico, concepito con l’aiuto “di atleti per gli atleti” attraverso un programma di ricerca, ospiterà gli sportivi e i loro staff durante tutto l’arco dei Giochi di Parigi 2024. Progettato con particolare attenzione verso pratiche eco-sostenibili, soddisfa tutte le esigenze degli agonisti e restituirà benefici alla comunità che lo ospita per gli anni a venire, diventando un vero e proprio quartiere della città.
Per diverse settimane ospiterà i circa 15.000 atleti provenienti dai 5 Continenti che faranno sognare con le loro gare, storie e culture diverse. Paesi e tradizioni lontani e anche cucine e diete diverse perché, la tavola, gioca un ruolo fondamentale nella preparazione di un atleta. Il Villaggio, inoltre, ospiterà la mensa che ogni giorno, tra colazione, pranzo, cena e spuntini vari, servirà circa 60.000 pasti.
Il gigante mondiale della ristorazione per grandi eventi e società partner dei Giochi, Sodexo Live!, ha inaugurato, il 12 luglio, la più grande mensa del mondo aperta 24 ore su 24, con circa 3.500 posti a sedere. Secondo Laurent Pasteur, direttore delle operazioni «La ristorazione al villaggio ha un ruolo importante: contribuire con modestia alle performance degli atleti con dei menù adatti allo sport d’élite, per soddisfare anche le aspettative degli atleti di ogni continente, con più di 200 nazionalità, affinché tutti si sentano a casa»
Food Vision: la dieta sostenibile delle Olimpiadi di Parigi 2024 in 6 punti
Per far fronte alla programmazione di questa grande macchina, il Comitato organizzativo ha interpellato 120 organizzazioni e 200 atleti, per poi stilare le linee e definire una visione alimentare sostenibile per i Giochi. La Food Vision, un documento che racchiude le sei linee guida e le relative 60 sottocategorie utili a raggiungere obiettivi di sostenibilità e sicurezza alimentare:
- raddoppiare gli elementi vegetali per dimezzare le emissioni di CO2;
- alimenti certificati al 100%, dei quali almeno l’80% di origine francese (sicuramente carne, latticini, uova e pesce) e il 30% di prodotti biologici;
- dimezzare l’uso di plastica monouso in fase di consumo;
- limitare gli sprechi alimentari;
- garantire una seconda vita al 100% delle attrezzature e delle infrastrutture usate;
- almeno il 10% del personale addetto alla ristorazione in tutti i luoghi deve provenire da programmi di integrazione professionale.
Cosa e come mangeranno gli atleti: i segreti per vincere una medaglia
Dalla cucina d’autore a opzioni vegetariane, con tutto il correlato di intolleranze, allergie e diete religiose, agli sportivi saranno serviti in totale circa 13 milioni di pasti. Verranno proposti menù a base vegetale (circa il 60% delle opzioni), con cibo per lo più sostenibile e di provenienza francese. Un’enfasi particolare su piatti nutrienti e gustosi a base di cereali integrali, legumi, verdure e frutta. Questo riflette l’impegno verso la sostenibilità e l’allineamento con le tendenze alimentari attuali.
Oltre alle opzioni vegetariane, saranno disponibili anche piatti provenienti da culture diverse, offrendo agli atleti una varietà di sapori e familiarità con cibi di casa. Con circa 40 piatti diversi al giorno, divisi in 4 tipi di cucina diversi (francese, asiatica, afro-caraibica e internazionale) gli atleti avranno la flessibilità di scegliere menù adatti alle loro esigenze individuali e preferenze dietetiche, mentre il vino e gli alcolici saranno banditi.
Agli atleti verranno offerti anche pasti gourmet esclusivi pensati e cucinati dagli chef francesi Charles Guilloy, Stéphane Chicheri, Akrame Benallal, Amandine Chaignot e Alexandre Mazzia, definito lo chef delle Olimpiadi. A quest’ultimo, inoltre, è stata affidata la responsabilità di guidare le cucine del Villaggio Olimpico. «Al centro di questa enorme impresa – afferma in un’intervista – c’è l’impegno a servire gli atleti, garantendo che le loro esigenze dietetiche siano soddisfatte per ottimizzare le prestazioni e il recupero, incorporando anche elementi di piacere e divertimento per avere un impatto positivo sul loro benessere mentale e psicologico durante la competizione».
È importante sottolineare che queste sono solo informazioni generali e che le esigenze nutrizionali specifiche di ogni atleta variano. Gli atleti, infatti, lavorano con dietologi sportivi per sviluppare un piano alimentare personalizzato che aiuti loro a raggiungere le massime prestazioni e il recupero fisico e mentale ottimale.

