In un periodo in cui si parla molto, e a ragione, di vittorie sportive, non bisogna perdere di vista un altro grande traguardo che l’Italia ha raggiunto nel campo della donazione degli organi: infatti, nel 2023, la Penisola si è attestata come secondo Paese in Europa per numero di trapianti effettuati, dopo la Spagna. Il dato proviene dall’ultimo report sull’attività annuale della Rete trapianti, reso noto sul sito del Centro Nazionale Trapianti. Esso ci mostra una nazione in cui, da Nord a Sud, la scelta altruistica della donazione degli organi è compiuta con sempre maggiore frequenza, per poter garantire a un numero crescente di persone, nel futuro, una seconda possibilità di vivere.

La donazione degli organi in Italia: una scelta individuale che richiede consapevolezza

La donazione degli organi è un atto attraverso cui si lasciano, in un certo senso, una o più parti del proprio corpo “in eredità” a chiunque abbia bisogno d’un trapianto. Tramite gli organi che si sceglie di donare dopo la morte, si può offrire una chance di vita a uno o più pazienti in difficoltà. Si tratta, nondimeno, di una scelta che ognuno deve compiere individualmente, secondo coscienza. In Italia si può manifestare la volontà di donare i propri organi in modi diversi: il più comune è specificarlo al momento del rilascio della carta d’identità, oppure rivolgendosi alla propria ASL o all’AIDO (Associazione italiana per la donazione degli organi).

In ogni caso, nel Bel Paese, il cittadino non è obbligato a esprimere la volontà di donare o meno gli organi. Nel caso in cui una persona, durante la vita, non abbia rilasciato alcuna dichiarazione in merito, il prelievo degli organi è consentito solo se i suoi familiari non vi si oppongono. Per tale ragione il Ministero della salute, tramite apposite campagne, ha più volte invitato i cittadini a esprimere in modo chiaro la propria decisione.

In Italia cresce il numero dei trapianti e di chi opta per la donazione degli organi

Alla luce di quanto detto, il dato che emerge dall’ultimo report pubblicato dal Centro Nazionale Trapianti (consultabile in questo file) è senza dubbio degno di nota: l’Italia occupa il secondo posto in Europa nella donazione degli organi. Secondo il rapporto, nella Penisola, il 2023 è stato un anno record per donatori segnalati, donatori utilizzati e trapianti effettuati. In sostanza, si evidenzia una percentuale di 28,2 donatori per ogni milione di abitanti, la quale colloca l’Italia dietro la Spagna, tuttora leader mondiale, ma prima della Francia, del Regno Unito e della Germania.

Un dato ragguardevole, nel 2023, ha riguardato in particolare il trapianto di cuore, che ha raggiunto la cifra, mai registrata prima in Italia, di 4.462 interventi. Ad attestarsi come primo centro italiano per numero di trapianti di cuore è il Policlinico di Bari, mentre la Città della salute e della scienza di Torino si conferma come eccellenza nei trapianti di rene e fegato.

Ridurre le liste d’attesa per i trapianti: un obiettivo per il prossimo futuro

Il quadro che emerge, dunque, mostra un’Italia estremamente attiva, da Nord a Sud, nella pratica dei trapianti. Al momento, il maggior problema da superare resta quello delle liste d’attesa di chi necessita d’un trapianto, che sono ancora lunghe. Proprio per questo, è auspicabile che chi vuole donare gli organi espliciti la sua scelta di fronte alla legge, facendo aumentare il numero dei donatori.

Infatti, se è vero che la ricerca scientifica sta progredendo, in questo campo, in modo assai veloce, va anche detto che la sola innovazione non è sufficiente: il fattore umano, insieme al senso di responsabilità verso i propri simili, ha ancora la massima importanza.

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Edoardo Monti

Ho lavorato per anni come freelance nell'editoria, collaborando con case editrici come Armando Editore e Astrolabio-Ubaldini. Nel 2017 ho iniziato a scrivere recensioni per Leggere:tutti, mensile del Libro e della Lettura, e dal 2020 sono tra i soci dell'omonima cooperativa divenuta proprietaria della rivista.

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