Il  vaiolo delle scimmie, conosciuto anche come virus Mpox, attualmente non è da considerarsi un’emergenza sanitaria. Fra informazioni frammentarie e allarmismo, abbiamo intervistato per BuoneNotizie.it, la dottoressa Lucia Raise, infettivologa del centro ricerche di Padova e Treviso, per fare più chiarezza sul vaiolo delle scimmie.

Il vaiolo delle scimmie: prevenzione e allerta

La dottoressa Lucia Raise prova a fare chiarezza sul tema. «In queste settimane, il vaiolo delle scimmie è fra i temi più discussi in ambito medico e non solo – spiega la dottoressa – facciamo un po’ di chiarezza per scongiurare allarmismi che possono nuocere alla quotidianità di tutti e intasare i pronto soccorsi italiani. La malattia è di origine virale, il suo ceppo proviene dalla stessa famiglia del vaiolo ed è curabile. È stata diagnosticata in Africa nel 1958 e si trasmette da persona infetta a persona sana con un contatto cutaneo o sessuale. Al momento stiamo indagando sulla trasmissione aerea: i casi europei che hanno riportato il vaiolo delle scimmie rientrando da un viaggio nei Paesi a rischio, non hanno contagiato le persone sedute attorno a loro. Questo ci fa escludere la possibilità di trasmissione per via aerea, come lo era per il Covid».
La malattia é dunque curabile: è facile riconoscere i sintomi e trovare immediatamente una cura. La popolazione italiana, inoltre, a partire dal 1972 é stata vaccinata per il vaiolo, e questo è un grande aiuto per limitare gli effetti del virus del vaiolo delle scimmie.

I sintomi del vaiolo delle scimmie fra allarmismo e soluzioni

Come è noto, il giornalismo costruttivo punta a trovare le soluzioni: guidati dalla dottoressa Raise, abbattiamo la disinformazione riguardante il vaiolo delle scimmie per trovare risposte concrete.

«Dai media arrivano informazioni sbagliate e questo intasa gli ospedali impedendo a noi medici di salvare vite – continua l’infettivologa trevigianaSe si proviene dai Paesi africani in cui é stata diagnosticata la maggior parte delle infezioni (Burundi, Kenya, Congo, Rwanda e Uganda) è necessario tenersi monitorati: è doveroso indossare la mascherina per almeno tre giorni, mantenere sempre le mani pulite ed evitare contatti con persone immunodepresse, anziani e bambini. Se in pochi giorni non si manifestano sintomi sospetti, si può tornare alla quotidianità. I primi sintomi del virus Mpox sono simili a quelli influenzali, con comparsa di febbre alta e mal di testa. In questo caso è necessario avvertire il proprio medico di base e stare in isolamento. Se, dopo alcuni giorni, compaiono delle vesciche e delle pustole, che in breve tempo si trasformano in croste, si tratta di vaiolo delle scimmie. La situazione è sotto controllo e c’è una particolare attenzione alla sintomatologia: noi medici non siamo presi alla sprovvista come durate la prima Pandemia di Covid».

Non si parla di nuovo Covid. Per quanto riguarda il vaccino, è possibile vaccinarsi solo se si è soggetti a rischio. Le persone devono essere caute ma non vivere nella paura e mantenersi informate sui canali ufficiali.

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Mina Del Nunzio

Mina Del Nunzio, laureata in scienze della comunicazione e dell'informazione con master in copywriting. Lavoro come blogger e copywriter aziendale. Collaboro con buonenotizie.it e partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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