Tristezza, rabbia, isolamento sono stati d’animo considerati normali nei bambini, così come negli adulti, ma quando l’intensità è potente e prolungata nel tempo potrebbero segnalare un disagio che affonda le radici in svariate cause. L’importanza di un ascolto attivo e di un’attenzione alle possibili manifestazioni di sofferenza psichica dei bambini da parte dei genitori e della scuola è di vitale importanza.

Saper riconoscere i segnali da non sottovalutare è fondamentale per richiedere l’aiuto dello psicologo più opportuno e, nei casi più seri, impostare un trattamento farmacologico da affiancare alla psicoterapia infantile.

Intervista allo psicologo Davide Caricchi: riconoscere i disturbi

Per gli esperti, la differenza fra un disturbo di salute mentale e uno stato d’animo “normale” consiste nell’intensità dello stato d’animo. Come ci spiega il dottor Davide Caricchi: “Se i capricci del bambino, il suo isolamento, l’apatia, l’alterazione dei bisogni fisiologici e del tono dell’umore non sono passeggeri ma si prolungano nel tempo e si manifestano con tale potenza da arrivare a sopraffarlo sino a comprometterne le sue normali attività quotidiane, potrebbero essere segnali di un disturbo mentale”.

I principali segnali che segnalano la presenza di un disturbo mentale e che causano sofferenza nel bambino sono:

  • forte alterazione dei bisogni fisiologici come la fame e il sonno, ma anche la scarsa cura di sé
  • ritiro sociale, introversione, apatia, riduzione degli interessi, fobia scolastica che porta a rifiutarsi di andare a scuola adducendo come motivo malesseri fisici, come il mal di stomaco
  • alterazioni prolungate del tono dell’umore, quali la tristezza, eccitazione, forte irritabilità, esplosioni di rabbia e iperattività che disturbano coetanei e maestri
  • problemi di concentrazione, deficit dell’attenzione, di memoria o un persistente senso di negligenza
  • sensazione di “scollegamento” da loro stessi e dal contesto che li circonda
  • paura eccessiva ed accentuata sospettosità  

“I genitori, così come il personale scolastico – prosegue il dottor Caricchi – dovrebbero saper riconoscere e quindi comunicare questi segnali al medico di riferimento perché potrebbero essere dei campanelli di allarme che, se insorgono durante l’infanzia e non vengono adeguatamente trattati dall’esperto, potrebbero degenerare nella fase adulta in disturbi mentali importanti come la depressione, disturbi d’ansia, bipolarismo e schizofrenia.”

Cause del disagio psichico e l’importanza della prevenzione

Come chiarito, la differenza fra un disturbo e uno stato d’animo normale è l’intensità della percezione per settimane o mesi che arriva a compromettere le normali attività quotidiane. Le statistiche mediche a livello globale denunciano che fino al 20% dei bambini e circa il 30% degli adolescenti tra i 13 e i 17 anni può soffrire di un disturbo di salute mentale diagnosticabile.

Secondo il modello bio-psico-sociale, le cause dell’insorgenza di un disturbo sono il risultato di un’interazione di fattori ereditari, psicologico/relazionali e sociali, così come la risultanza di fattori di natura post-traumatica conseguenti a forti agenti stressanti ambientali (come violenze o abusi subiti in famiglia, ma anche eventi quali il morso di un cane, un incidente automobilistico o vivere in zone di guerra e fenomeni come quello vissuto con la pandemia di COVID 19) che hanno interferito con abitudini e relazioni essenziali, tanto da rendere bambini e adolescenti “normalmente resilienti” più vulnerabili ai disturbi di salute mentale.

Famiglia e scuola sono di conseguenza chiamati ad intervenire segnalando il problema del bambino a uno specialistail quale – conclude lo psicologo Davide Caricchi – con criteri clinici e giudizio clinico tramite la tecnica del gioco infantile, colloqui e osservazioni del comportamento del bambino, stabilirà se i pensieri e le emozioni del bambino cessano di essere normali componenti dell’esperienza infantile rappresentando invece un disturbo. Sarà quindi lo stesso specialista a valutare se sia sufficiente la terapia psicologica o se sia necessaria anche una terapia farmacologica.”.

Mens sana in corpore sano

Godere di una buona salute mentale significa raggiungere uno stato di equilibrio interiore che consente di affrontare le innumerevoli sfide che la vita ci pone. Scopo dichiarato della Federazione Mondiale per la Salute Mentale (WFMH) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è sensibilizzare la popolazione al problema al fine di promuovere in tutte le persone una cultura dell’attenzione al fenomeno, a cominciare dall’infanzia: non c’è salute senza salute mentale.

 

 

 

 

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Lucia Massi

Avvocata, assistente universitaria in U.S.A., interprete del tribunale di Roma e promotrice di cultura italiana presso la F.A.O. Le lauree conseguite in Italia e all’estero, incluso un Ph.D. presso la Columbia University di New York, attengono alle discipline giuridiche e letterarie. Laureata in giornalismo, collabora con BuoneNotizie.it.

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