Arriva una buona notizia per i luoghi e la popolazione colpiti dall’alluvione in Emilia Romagna e Toscana nel 2023. Il 27 agosto la Commissione Europea ha proposto lo stanziamento di circa 1 miliardo a sostegno dei territori colpiti da disastri naturali. Di questi fondi 446 milioni spettano all’Italia per aiutare ad affrontare le conseguenze delle inondazioni, il ripristino e la messa in sicurezza del territorio, oltre ad offrire un sostanziale sostegno al risarcimento dei privati che hanno subito danni.
Una misura che nella realtà va oltre la proposta, dato che i fondi ci sono ci sono già e manca solo la ratifica formale della stessa Commissione che dovrebbe arrivare nel corso di una delle riunioni previste nelle prossime settimane. Gli aiuti provenienti dall’Europa vanno ad aggiungersi ai quasi 3 miliardi messi già in campo da Governo e Regioni nelle fasi immediatamente successive all’emergenza. La fine dell’estate e l’arrivo di una stagione che prevede piogge frequenti spinge a domandarsi come verranno spesi questi soldi nel territorio e cosa è stato fatto finora.
Il Fondo europeo di solidarietà e l’aiuto all’Italia
Ad erogare i fondi sarà il Fondo europeo di solidarietà. Quest’istituzione nasce nel 2002 e si occupa di dare sostegno economico a un Paese membro quando deve far fronte a gravi catastrofi naturali o emergenze di sanità pubblica. Non è un fondo emergenziale, quindi non si consideri anomalo il fatto che la misura di intervento sia arrivata dopo un certo lasso di tempo dalle alluvioni di Emilia Romagna e Toscana. Una volta ratificato il provvedimento da parte della Commissione, i fondi arriveranno immediatamente al Paese interessato.
Il contributo previsto nel 2024 per gli eventi del 2023 è di 1 miliardo in tutto. A beneficiarne saranno Francia, Slovenia, Grecia, Austria e, come detto, l’Italia. L’Europa ha spartito i 446 milioni che spettano al nostro Paese tra le due Regioni che più duramente sono state colpite dalle inondazioni. Nello specifico, 387,8 milioni per l’alluvione in Emilia Romagna di maggio 2023 e 67,8 milioni per l’alluvione in Toscana di novembre dello stesso anno.
Il punto sulla ricostruzione
Secondo le note del Parlamento europeo in merito, questo tipo di sovvenzione deve fare seguito ad interventi economici già messi in atto dai singoli Stati. Devono considerarsi un aiuto ulteriore e non un risarcimento dei fondi statali utilizzati. A tutela di ciò, dopo 18 mesi dall’erogazione dei sussidi, l’Europa chiederà il conto e valuterà dove e come questi soldi saranno usati. Eventualmente esigerà indietro i fondi non spesi. A vario titolo Governo ed Enti locali sono intervenuti per fronteggiare l’emergenza. Molto c’è ancora da fare, ma molto è stato fatto.
A distanza di oltre un anno il generale Francesco Paolo Figliuolo, Commissario alla ricostruzione, in un intervento riportato sul proprio sito istituzionale, fa un bilancio positivo e molto chiaro sulle misure di intervento messe in atto quest’anno. Il 30% dei lavori è terminato, un altro 30% in esecuzione e il restante 40% in fase di progettazione. Finora gli sforzi si sono concentrati principalmente sulla messa in sicurezza del territorio. In particolare sul reticolo idraulico, sull’edilizia pubblica e scolastica e sulla viabilità di strade comunali e provinciali delle tre Regioni (le Marche, anch’esse colpite dall’alluvione nel 2023 rientrano nel piano sostegni nazionale ma non in quello Europeo).
Bisogna ora occuparsi delle famiglie e delle imprese colpite, per cui le Regioni forniscono sui loro siti strumenti per richiedere eventuali risarcimenti e sportelli dedicati sul territorio. Soprattutto bisognerà investire su opere di prevenzione rispetto a questo tipo di circostanze, magari guardare fuori dall’Italia e attingere soluzioni da modelli che funzionano. Certo, non si può impedire la periodicità degli eventi naturali ma ci si può far trovare il più possibile pronti.