La natura è un’ottima maestra per i bambini. Giocare nei prati, nuotare, conoscere il freddo della neve, il calore del sole, sono esperienze educative funzionali alla crescita equilibrata di ogni bambino, sul piano fisico, cognitivo e psicologico. Una ricerca pubblicata su Jama Pediatrics, condotta tra il 2008 e il 2022 su bambini di 33 paesi del mondo, sottolinea come otto bambini su 10 non raggiungano la soglia di attività fisica all’aria aperta raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), trascorrendo troppo tempo in ambienti chiusi e davanti agli schermi.
Numerose ricerche scientifiche dimostrano come il contatto con gli ambienti naturali favorisca nei bambini lo sviluppo del sistema immunitario, maggior capacità di affrontare lo stress e aumento del quoziente intellettivo.
I consigli dell’OMS: più movimento all’aria aperta
Secondo l’OMS, i bambini fino a cinque anni dovrebbero praticare almeno 180 minuti di attività fisica al giorno, mentre dai cinque ai diciassette anni 60 minuti di movimento sarebbero sufficienti. Non è importante applicarsi in sport particolari o sottoporsi a grandi sforzi, bensì tenersi in movimento in spazi verdi.
Correre, andare in bicicletta o anche semplicemente passeggiare in un parco rafforzano l’apparato muscolo-scheletrico, prevenendo malattie cardio-respiratorie, metaboliche e tumorali, oltre che contrastare l’obesità. L’esposizione alla luce solare stimola la produzione di vitamina D, cruciale per la salute delle ossa, mentre il contatto con la natura abbassa il carico glicemico, rilassa e stimola la produzione di serotonina, ormone utile a contrastare stress, stati ansiosi ed emozioni negative.
Bambini e natura, il verde aumenta l’intelligenza
L’intelligenza è fortemente influenzata dal contatto con ambienti naturali. Secondo uno studio del 2020, effettuato in Belgio e pubblicato su Plos Medicine, crescere in spazi ricchi di verde aumenta il quoziente intellettivo. I risultati dello studio indicano, difatti, che i bambini residenti in zone dense di verde presentano un quoziente intellettivo di 2,6 punti superiore a quello di soggetti residenti in luoghi sprovvisti di aree naturali.
A migliorare è l’intelligenza nelle sue varie sfaccettature. Esplorare un bosco, osservare il comportamento degli animali e il trascorrere delle stagioni incrementano il senso pratico, la comprensione delle dinamiche spazio-temporali e la capacità di previsione, così come toccare gli alberi, o costruire un rifugio con le foglie aumentano le capacità di problem-solving e il pensiero critico.
Giocare all’aria aperta accresce anche la creatività. Fantasticare, immaginare di essere indiani a cavallo di tronchi di legno migliora lo sviluppo del pensiero metaforico, strumento utile a comprendere il senso astratto di alcuni concetti e il significato simbolico delle cose. Questo genere di attività facilita anche la relazione con gli altri, migliorando nei bambini la capacità di socializzare e collaborare, infondendo in loro quel senso di comunità tale da renderli, un domani, cittadini meglio predisposti alla difesa del bene comune.
A contatto con la natura: bambini più rilassati e felici
Non solo ricerche scientifiche. Sono gli stessi bambini a parlare dell’effetto benefico tratto dal rapporto con la natura. Un report pubblicato dal Wildlifetrusts riporta le esperienze fatte a contatto con la natura da 451 bambini in età scolare. Il 90% ha riferito di aver imparato qualcosa di nuovo sul mondo naturale, l’84% di aver aver acquisito nuove competenze mentre il 79% sottolinea come questa esperienza abbia aumentato la sicurezza di sè.
Ciò che emerge con forza è il benessere percepito dai piccoli in termini psicologici. La maggior parte di loro afferma di essersi divertito, ma soprattutto di essersi sentito riposato e rivitalizzato, apprezzando l’ambiente circostante e creando con i coetanei rapporti più distesi, comprendendo anche l’importanza di proteggere il pianeta. “Nessuna immagine di libro – scrive la pedagogista Maria Montessori – può sostituire la visione reale degli alberi di un bosco”.