In una società sempre più urbana e digitalizzata, riscoprire la connessione con la natura può essere la chiave per ritrovare un ritmo di vita più calmo e sereno. Ascoltare i suoni della natura, come il canto degli uccelli e il fruscio delle foglie, è un vero e proprio toccasana per il nostro benessere mentale e un possibile rimedio contro ansia e stress. Sono diversi gli studi che lo dimostrano: scoprili con noi.
Gli effetti benefici dei suoni della natura su ansia e stress: cosa dicono gli studi
Uno studio condotto nel 2006 da un gruppo di ricercatori giapponesi ha riscontrato che la pratica “Shinrin-yoku“, che significa “bagno nella foresta” o “trarre giovamento dell’atmosfera della foresta”, è particolarmente utile per le persone che soffrono di stress. La ricerca, condotta su un campione di 498 soggetti, ha mostrato che chi aveva praticato Shinrin-yoku aveva ridotto i sintomi di ansia, stress e depressione rispetto a coloro che non avevano svolto l’attività.
Pubblicato in Scientific Reports e finanziato dal National Institute for Health and Care Research (NIHR) e Wellcome, uno studio di Citizen Science ha utilizzato l’app per smartphone “Urban Mind” per raccogliere riscontri in tempo reale, da circa 2000 partecipanti, sul benessere mentale in relazione all’ambiente in cui si trovano. Lo studio ha dimostrato che i suoni della natura possono migliorare la concentrazione, ridurre l’affaticamento mentale e ripristinare le risorse cognitive, come la memoria e la capacità di attenzione. Inoltre, è emerso che le persone che vivono in uno spazio naturale promuovono il rilascio di endorfine e altri ormoni, che migliorano l’umore.
Inoltre un recente studio condotto da alcune università americane e canadesi, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, mostra il valore sonoro della natura. Gli scienziati hanno ascoltato registrazioni sonore di 221 località in 68 parchi nazionali degli Stati Uniti cercando, da un lato, le differenze di percezione tra le aree in cui prevalgono i suoni della natura, dall’altro quelle in cui questi suoni sono disturbati dal rumore umano. Dall’analisi è emerso che ci si sente meglio negli ambienti non disturbati dall’uomo. Inoltre, lo studio ha consentito di capire anche quali effetti provoca un suono naturale specifico: stando alla ricerca, il canto degli uccelli è particolarmente efficace nell’alleviare stress e stanchezza, mentre quello dell’acqua è il più efficiente nel dare una sensazione di benessere.
I suoni della natura anche nelle canzoni
I suoni della natura hanno da sempre ispirato moltissimi artisti. Ad esempio, brani come “Blackbird” dei Beatles e “Conference of the Birds” del bassista inglese Dave Holland, sono ispirati al canto degli uccelli.
Nel 1970, il biologo statunitense Roger Payne ha pubblicato un album inusuale, senza musicisti. Le tracce che compongono “Songs of the Humpback Whale” − questo il titolo del disco − sono i vocalizzi e i canti delle megattere, i quali, una volta fatti ascoltare al grande pubblico, hanno riscontrato un enorme successo: è diventato disco di platino e ha raggiunto le 125 mila copie vendute.
Significativo è il progetto Sounds Right, il quale riconosce il valore della natura e intende sensibilizzare milioni di persone sui temi del rispetto per l’ambiente. Grazie all’iniziativa, la Natura diventa artista ufficiale sulle piattaforme streaming, e mette a disposizione i propri suoni per le composizioni musicali degli altri artisti.
Negli ultimi anni, l’uomo si è molto allontanato dalla natura: alcuni studi hanno stimato che le persone trascorrono circa il 25% di tempo in meno in mezzo alla natura rispetto a venti anni fa (Pergams & Zaradic, 2007). In tempi in cui l’utilizzo dei dispositivi tecnologici è il passatempo preferito, riscoprire la bellezza e l’unicità della natura può davvero cambiarci le giornate e restituirci quell’equilibrio di cui, oggi più che mai, necessitiamo.