Nel vasto settore dei dolcificanti, l’eritritolo rappresenta una scelta sempre più diffusa, grazie alle proprietà specifiche di questa sostanza. Ma esattamente, l’eritritolo cos’è e perché sta diventando sempre più popolare?

L’interesse del pubblico verso il dolcificante deriva certamente dall’attenzione verso un’alimentazione più sana ed equilibrata, che ha portato molte persone a ridurre il consumo di zucchero nelle loro scelte alimentari. L’OMS raccomanda che gli zuccheri da utilizzare non superino il 10% delle calorie giornaliere, ma per avere ulteriori benefici per la salute l’apporto ideale dovrebbe essere meno del 5%.

Tra le alternative attualmente disponibili, l’eritritolo si è affermato come una delle opzioni più interessanti e sicure. Vediamo cos’è l’eritritolo e in cosa si distingue rispetto ad altri dolcificanti presenti da più tempo sul mercato.

Cos’è l’eritritolo

L’eritritolo è un poliolo, ovvero un alcol dello zucchero, presente naturalmente ma in piccole quantità nella frutta (uva, pere e meloni), oltre che in alcuni funghi e alimenti fermentati, come i formaggi stagionati, la salsa di soia, il vino e la birra.

Da un punto di vista estrattivo si ottiene invece dalla fermentazione del glucosio, tramite lieviti naturali derivati dal mais o dal grano. Quando è presente negli alimenti su scala industriale viene elencato con il suo nome (Eritritolo) oppure con il codice E968.

I principali benefici di questo dolcificante

  • Basso apporto calorico: l’eritritolo fornisce solo 0,24 kcal per grammo, un valore quasi nullo rispetto alle 4 kcal dello zucchero tradizionale. Questo lo rende un valido alleato sia nelle diete ipocaloriche sia nei piani di dimagrimento.
  • Indice glicemico pari a zero: diversamente dal saccarosio (il più comune dolcificante industriale), l’eritritolo non influenza i livelli di glucosio e insulina nel sangue, risultando adatto a chi soffre di diabete o a chi vuole mantenere stabili i valori glicemici.
  • Amico della salute dentale: a differenza dello zucchero, l’eritritolo non favorisce la proliferazione dei batteri responsabili della carie. Per questo motivo viene sempre più spesso utilizzato in chewing-gum e caramelle sugar-free.
  • Buona tollerabilità digestiva: molti polioli possono causare gonfiore e disturbi intestinali se assunti in quantità elevate. L’eritritolo, invece, viene assorbito quasi totalmente dall’intestino tenue ed eliminato attraverso le urine senza subire fermentazione intestinale significativa. Per questo risulta più tollerabile rispetto ad altri dolcificanti della stessa categoria, come il sorbitolo o lo xilitolo.
  • Proprietà antiossidanti: alcuni studi suggeriscono che l’eritritolo possa avere anche un’azione antiossidante, contribuendo a contrastare i danni da radicali liberi e sostenendo la salute cardiovascolare.

Chi dovrebbe usare il dolcificante?

La scelta di ridurre l’apporto di zuccheri può essere considerata utile per chi vuole seguire un regime di vita salutare. Ma diventa prioritaria per alcune categorie: persone obese o in sovrappeso, diabetici di tipo 2, persone con problemi dentali, e infine pazienti con malattie cardiovascolari.

Ma la categoria che impone maggiore attenzione è rappresentata dai bambini e dagli adolescenti: cresciuti in un’epoca di forte esposizione al marketing dei cibi zuccherati, rappresentano forse le fasce di età più a rischio, in quanto l’eccessivo consumo di zuccheri può influire negativamente sulla loro crescita e sulle future abitudini alimentari.

Limiti e possibili rischi dell’assunzione quotidiana di eritritolo 

Non esiste una dose giornaliera ammissibile (DGA) in quanto l’eritritolo è considerato a basso rischio tossicologico. Tuttavia nonostante i suoi numerosi benefici, è importante ricordare che un suo consumo eccessivo può causare lievi disturbi gastrointestinali (senso di pancia gonfia, effetto lassativo) in persone particolarmente sensibili.

Pertanto si considera ottimale un’assunzione giornaliera di circa 0,8-1g/Kg/die: in pratica, una persona di 70 Kg può assumere giornalmente 50-70 gr di eritritolo. Inoltre, questo dolcificante ha un retrogusto “rinfrescante” tipico dei polioli. Questa caratteristica può rappresentare però un ostacolo per chi cerca di ridurre il desiderio di zuccheri.

Infine, alcuni studi su colture cellulari (che necessitano di ulteriori approfondimenti clinici) hanno recentemente ipotizzato una connessione con disturbi circolatori, sia a livello cardiovascolare sia cerebrale. Questi dati devono mettere in guardia il consumatore su due fronti: il dosaggio quotidiano e i possibili effetti a lunga distanza relativi all’assunzione di questo zucchero.

Perché scegliere l’eritritolo?

Nell’attesa che gli studi in corso smentiscano o meno i possibili rischi a lungo termine, l’eritritolo può rappresentare una soluzione valida per ridurre l’apporto calorico e migliorare la salute metabolica, senza rinunciare al gusto dolce. Sembrerebbe particolarmente indicato per chi segue regimi dietetici controllati, per chi soffre di diabete e per chi desidera prendersi cura della salute dentale. Se usato con moderazione e consapevolezza, potrebbe dunque diventare un valido alleato in un’alimentazione sana ed equilibrata. 

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Michele Vetrugno

Michele Vetrugno, medico oculista da più di 30 anni, con la passione per la chirurgia e la scrittura. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche su tematiche di ricerca clinica e chirurgica.

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