Se intendi pianificare una routine di allenamento, sappi che una recente ricerca rivela che anche solo 10 minuti di attività motoria intensa possono contribuire a contrastare il cancro. Quegli allenamenti brevi e intensi di cui si sente spesso parlare per migliorare la forma fisica potrebbero anche aiutare a combattere alcuni tipi di cancro. Questo può accadere grazie al rilascio nel sangue di molecole in grado di stimolare la riparazione del DNA e inibire i segnali di crescita tumorale.

Cosa hanno scoperto i ricercatori

I ricercatori della Newcastle University, Regno Unito, hanno appena pubblicato i risultati di una interessante ricerca secondo la quale l’esercizio fisico aumenterebbe la concentrazione ematica di diverse molecole. Molte di queste sono collegate alla riduzione dell’infiammazione, al miglioramento della circolazione del sangue e del metabolismo corporeo.

Una breve ma energica attività fisica potrebbe dunque innescare rapidi cambiamenti molecolari nel sangue. Questa attività potrebbe bloccare la crescita del tumore al colon, accelerando la riparazione dei danni al DNA. Ricordiamo come il cancro del colon sia tra i tumori più frequenti nel mondo (così come in Italia), insieme a polmone e mammella. Secondo i risultati di questo studio l’attività fisica può ridurne il rischio di circa il 20%.

I risultati dello studio

Lo studio ha coinvolto 30 volontari, uomini e donne di età compresa tra 50 e 78 anni. Si trattava di persone in sovrappeso e obese (l’obesità è un fattore di rischio per il cancro), ma per il resto in buona salute. Dopo aver completato un breve test di ciclismo ad alta intensità della durata di circa 10 minuti, i ricercatori hanno raccolto campioni di sangue e analizzato 249 proteine.

Ben 13 proteine sono aumentate dopo l’esercizio, tra cui l’interleuchina-6 (IL-6), che contribuisce alla riparazione del DNA delle cellule danneggiate. Quando queste molecole indotte dall’esercizio sono state messe in coltura, in laboratorio, con cellule di cancro del colon, lattività di oltre 1.300 geni è risultata alterata, inclusi quelli coinvolti nella riparazione del DNA, nella produzione di energia e nella crescita delle cellule tumorali.

L’attività motoria contrasta la crescita delle cellule tumorali

Questi risultati suggeriscono che l’esercizio, oltre a beneficiare i tessuti sani, potrebbe creare un ambiente più ostile alla crescita delle cellule tumorali.  Dai risultati dello studio emerge che anche un singolo allenamento potrebbe fare la differenza. Una sola sessione di esercizio, della durata di appena 10 minuti, potrebbe inviare segnali potenti all’organismo.

I risultati, pubblicati sull’International Journal of Cancer, aiuterebbero a spiegare uno dei meccanismi attraverso cui l’attività fisica potrebbe proteggere dal cancro del colon. Inviando segnali molecolari nel circolo ematico, tale esercizio influenzerebbe l’attività dei geni che regolano la crescita tumorale e l’instabilità del genoma. Lo studio dunque potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti nella lotta contro il cancro del colon e rafforzare ulteriormente l’importanza del mantenersi attivi.

Questo studio apre la strada verso nuovi trattamenti

Questa scoperta è di grande auspicio perché apre la strada a metodi naturali (in questo caso l’attività fisica) in grado di potenziare le difese antitumorali. Affiancando l’attività fisica ai trattamenti oncologici si possono rendere più favorevoli gli esiti per i pazienti. Queste intuizioni potrebbero portare, in un immediato futuro, a nuove terapie che riproducono gli stessi effetti molecolari dell’esercizio fisico sulla riparazione del DNA danneggiato.

Allo stesso tempo, i geni collegati alla rapida crescita cellulare verrebbero disattivati, riducendo potenzialmente l’aggressività delle cellule tumorali, e il sangue potenziato dall’esercizio fisico potrebbe favorire la riparazione del DNA.

Il prossimo step della ricerca intende verificare se ripetute sessioni di esercizio fisico producano cambiamenti molecolari duraturi nel tempo. Questo permetterebbe di esplorare l’eventuale interazione con i trattamenti oncologici standard, come la chemioterapia e la radioterapia.

Attività motoria, ma non solo

L’attività fisica può essere svolta praticando sport o attraverso forme di mobilità attiva come camminare o andare in bicicletta per andare al lavoro. Ma risultano utili in tal senso anche attività lavorative o domestiche, come giardinaggio e pulizie.

Ovviamente il solo esercizio fisico non può sopperire al ruolo che hanno i disordini alimentari nel determinare l’insorgenza e l’evoluzione di un processo tumorale al colon. Carni rosse o lavorate, alcol, cibi ultra-processati o poveri di fibre sono certamente da evitare.

Al contrario, diete ricche di fibre (cereali, legumi, verdura e frutta) riducono il contatto tra sostanze cancerogene e mucosa intestinale; i frutti di bosco hanno attività antiossidante e antinfiammatoria; il pesce azzurro è ricco di omega 3 ad azione antinfiammatoria; infine tè verde e alimenti fermentati (yogurt, kefir) rafforzano la barriera intestinale.

Tutto questo deve rappresentare un promemoria della salute. Ogni sessione di attività fisica conta quanto una corretta alimentazione. In definitiva, se la ricerca continua a cercare nuove cure, una parte della partita si gioca nelle scelte quotidiane. Questo deve ricordarci che la lotta contro i tumori non riguarda solo la medicina, ma anche lo stile di vita che conduciamo.

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Michele Vetrugno

Michele Vetrugno, medico oculista da più di 30 anni, con la passione per la chirurgia e la scrittura. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche su tematiche di ricerca clinica e chirurgica.

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