Buone notizie per gli intolleranti al lattosio: in commercio è sempre più ampia la scelta del latte vegetale! Oltre alle varianti più comuni, come mandorla, avena, riso e soia, oggi si trovano anche opzioni meno diffuse, ricavate da ingredienti come cocco e nocciole, semi di lino, farro e miglio, e persino piselli.
Secondo l’Associazione Italiana Latto-Intolleranti, almeno il 50% della popolazione italiana soffre di intolleranza al lattosio. Questo, assieme alla sensibilità ambientale e alla ricerca del benessere personale, ha favorito l’aumento del consumo del latte vegetale. Nel 2024, il mercato ha realizzato una crescita del 3-4% rispetto al 2023.
Ma quali sono i benefici di queste bevande e a chi sono più indicate?
Latte vaccino e latte vegetale a confronto
A differenza del latte vaccino, che richiede un processo di pastorizzazione per garantirne la sicurezza, il latte vegetale è ottenuto tramite estrazione in acqua e macinazione di cereali, frutta secca e legumi, che rilasciano oli e proteine. Alcune bevande vegetali possono contenere emulsionanti e addensanti per migliorarne la consistenza o subire trattamenti come la germinazione che ne migliora la digeribilità e il valore nutrizionale.
Il latte vegetale si distingue da quello vaccino principalmente per il contenuto di calcio, essenziale per la salute delle ossa. Sebbene il latte vaccino ne sia ricco, la sua assimilazione nell’organismo dipende da diversi fattori, come il rapporto calcio/fosforo che dovrebbe essere di 2:1 per favorire l’assorbimento del calcio, mentre nel latte vaccino è di 1:1. Inoltre, alcuni studi suggeriscono che una dieta ricca di proteine animali può aumentare l’acidità dell’organismo, favorendo l’eliminazione di calcio attraverso le urine.
D’altro canto, anche alcune bevande vegetali, come quelle a base di mandorle, possono contenere naturalmente calcio. Molte varietà ne sono però totalmente prive; per questo motivo vengono fortificate con calcio e altri minerali essenziali. Tuttavia, la presenza di antinutrienti come ossalati (un tipo di sale) e fitati (un tipo di calcio) può ridurne l’assorbimento.
In linea generale, per un assorbimento ottimale di calcio è essenziale una dieta sana ed equilibrata con un adeguato apporto di vitamine C e D.
Quali sono i benefici delle bevande vegetali?
La bevanda di soia, oltre che di proteine, è ricca di isoflavoni e fitoestrogeni. Questi ultimi, se assunti in quantità moderate, possono apportare benefici alla salute, come il supporto durante la menopausa, la riduzione del colesterolo cattivo e delle malattie cardiovascolari, oltre che la prevenzione di alcuni tumori, come quelli al seno, all’ovaio o alla prostata.
La bevanda d’avena, invece, è una fonte ricca di beta-glucani, fibre che riducono i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue, promuovendo la salute cardiovascolare. La bevanda di riso, invece, priva di lattosio e colesterolo, è adatta a chi ha problemi di cuore. Infine la bevanda di mandorla, ricca di grassi sani e vitamina E, favorisce la perdita di peso e abbassa il colesterolo.
Consigli per scegliere il giusto latte vegetale
Quando si scelgono le bevande vegetali, è utile osservare anche altri fattori, oltre che l’ingrediente principale. Ecco alcuni aspetti da tenere in considerazione:
- zuccheri: le bevande vegetali possono contenere alti livelli di zuccheri. La bevanda di riso, ad esempio, ne ha quantità elevate, rendendola poco adatta per diabetici o persone in sovrappeso;
- origine degli ingredienti: molte bevande vegetali provengono da agricolture intensive che hanno un impatto negativo sull’ambiente, come nel caso della coltivazione delle mandorle e dell’elevato uso d’acqua per la loro coltivazione, o nel caso della deforestazione causata dalla coltivazione della soia (è importante però notare che quasi l’80% della soia coltivata viene utilizzata come mangime per gli animali d’allevamento e non per l’alimentazione umana). È quindi preferibile acquistare bevande di soia che provengono da coltivazioni locali, meglio se biologiche;
- conservanti: le bevande vegetali senza conservanti tendono a deteriorarsi rapidamente una volta aperte;
- fortificazione: se possibile, scegliere prodotti fortificati con calcio e vitamine B12, soprattutto per chi segue una dieta vegetariana o vegana;
- intolleranze alimentari: l’avena può contenere nichel e la mandorla deve essere consumata con moderazione da chi soffre di calcoli renali a causa dell’ossalato di calcio;
- disturbi ormonali: l’assunzione elevata di fitoestrogeni dalla soia può influenzare la tiroide riducendo lo iodio, oltre a causare disturbi ormonali, come alterazioni del ciclo mestruale, infertilità e una diminuzione della libido maschile.
Bevande vegetali: un’alternativa sostenibile e nutriente
La diffusione e il successo del latte vegetale riflettono una combinazione di fattori culturali, nutrizionali ed ecologici, con un mercato in costante crescita grazie alla maggiore consapevolezza dei consumatori e a causa dell’aumento delle intolleranze e delle allergie ai latticini.
Tuttavia, non esiste una bevanda vegetale ideale per tutti, poiché ciascuna ha le proprie caratteristiche peculiari. La scelta dipende dalle esigenze e preferenze individuali. È fondamentale informarsi sulle differenze tra le varie opzioni vegetali, leggere attentamente le etichette e considerare l’impatto ambientale di ciascuna bevanda per fare scelte consapevoli che siano in linea con il proprio stile di vita.