In Italia, nel 2025 sono stimati circa 390.000 nuovi casi di tumore al seno, secondo i dati del report “I numeri del cancro in Italia (2025)”. Se da un lato la diagnosi precoce ha salvato migliaia di vite, dall’altro ha esposto sempre più vaste fasce di donne a trattamenti invasivi. Per decenni, la chemioterapia postoperatoria è stata il “paracadute” universale, imponendo però pesante tossicità fisica ed economica e costi sociali anche quando superflua.

In questo contesto, un nuovo studio accelera la rivoluzione della medicina di precisione. Grazie ai test genomici è possibile individuare con precisione quali donne possono evitare in totale sicurezza di fare la chemio, ricevendo solo la terapia ormonale. Una svolta che dimostra sempre più come l’innovazione scientifica possa  personalizzare le cure e salvare la qualità della vita delle pazienti.

Campagna 5x1000

Le cause e i sintomi del tumore al seno

Non esiste una causa unica del tumore al seno, ma sono diversi i fattori che possono aumentare il rischio di insorgenza. Tra i principali vi sono la familiarità e l’ereditarietà, cioè la presenza della malattia in parenti, l’avanzare dell’età e alcune abitudini legate allo stile di vita, come il consumo eccessivo di alcol, il fumo, una scarsa attività fisica, il sovrappeso e un basso consumo di frutta e verdura.

Per questo motivo, è fondamentale conoscere il proprio corpo e osservare eventuali cambiamenti. Attraverso l’autopalpazione è possibile individuare segnali da non ignorare, come la comparsa di un nodulo duro, alterazione della pelle “a buccia d’arancia”, piccole perdite anomale di liquido dal capezzolo. Sebbene questi sintomi non indichino necessariamente la presenza di un tumore al seno, è sempre bene rivolgersi al medico per effettuare controlli opportuni.

Conoscere il proprio corpo e sottoporsi agli esami di prevenzione è il primo passo per difendersi e aumentare la possibilità di una diagnosi precoce.

Le immagini reali di un tumore al seno

Per diagnosticare un tumore al seno, la mammografia resta uno degli strumenti principali per individuare le lesioni non ancora palpabili. Negli ultimi anni, questa tecnica si è evoluta, diventando sempre più accurata: l’ultima è la mammografia in 3D, conosciuta anche come tomosintesi, che permette di scomporre lo spessore della mammella in strati da 1 mm, consentendo di studiare il tessuto in profondità e mostrando anche i noduli maligni più piccoli.

Nelle immagini radiologiche, il tumore si presenta come un’ombra biancastra con margini irregolari, a volte accompagnata da minuscoli punti bianchi luminosi. Tuttavia, vedere la forma non basta: i tumori al seno non sono tutti uguali e si distinguono tra loro per morfologia, biologia e per come rispondono alle terapie.

È solo attraverso la biopsia che il tumore riceve la sua “carta d’identità”, ossia un insieme di caratteristiche molecolari che ne descrivono il comportamento e, soprattutto, come va curato.

La rivoluzione grazie alla medicina di precisione

Nel corso degli anni sono stati fatti progressi scientifici per determinare l’aggressività, i sintomi e la cura specifica di un tumore al seno. È quello che viene chiamato medicina di precisione con l’idea che curare bene significa curare in modo mirato, sulla base di caratteristiche uniche di ogni tumore.

Il più recente studio è quello di Optima, condotto dall’Università College di Londra, che ha dimostrato che, analizzando il profilo genetico del tessuto tumorale grazie a un test genomico, i medici sono riusciti a identificare quelle donne con tumore al seno che non avevano bisogno della chemioterapia. Queste donne possono seguire la sola terapia ormonale, mantenendo le stesse probabilità di guarigione.

Meno effetti collaterali, meno cure inutili e gli stessi risultati. È questa la direzione verso cui la medicina di precisione mira a curare il cancro al seno.

Tumore al seno: quando è troppo tardi?

Spesso la paura di ricevere una brutta notizia spinge a rimandare i controlli, si aspetta, si ignorano i sintomi e si fa finta di niente. È una reazione umana, ma rischia di trasformarsi in un errore che può costare caro, aumentando la probabilità di una diagnosi tardiva.

Fortunatamente però, il mondo dell’oncologia sta facendo passi avanti, grazie anche all’intelligenza artificiale. Ricevere una diagnosi tardiva in uno stadio avanzato non è più una condanna automatica. Grazie a farmaci sempre più precisi, il tumore al seno può essere cronicizzato e tenuto sotto controllo nel tempo. Non sempre si guarisce del tutto, ma si può vivere bene per anni, anche con malattie che fino a poco tempo fa non lasciavano molte speranze di vita.

La prevenzione e l’innovazione scientifica sono armi potenti a nostra disposizione: però per funzionare al meglio, hanno solo bisogno che si dia loro il tempo di agire.

Condividi su:
Avatar photo

Gemma Mastrocicco

Classe 1997, laureata in Informazione, editoria e giornalismo a RomaTre. Scrivo da sempre. Autrice del libro Amami senza mentire. Sostenitrice delle tematiche legate ai movimenti femministi, dell'uguaglianza di genere. Aspirante giornalista, scrivo per Buone notizie.it, grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici

Leave a Reply