Cambia il mercato dell’automotive in Italia e in Europa: si registra, infatti, un calo del 20% delle vendite di auto rispetto al 2019, mentre cresce la domanda per le quelle elettriche con un aumento del 500%.  Il 2021, inoltre, è stato l’anno dell’impennata dell’elettrico anche nei mezzi leggeri: a segnalarlo il rapporto di Legambiente e Motus-E che dimostra, inoltre, come la mobilità a emissioni zero sia una realtà nelle città, soprattutto nelle più grandi dotate di linee ferrate, metropolitane e treni urbani. Il loro dossier, Città Mez 2021 (Mobilità a Emissioni Zero), ha preso in considerazione Torino, Milano, Bologna, Roma, Napoli e Bari.

Auto elettriche: benefici per l’ambiente e la salute

L’esposizione all’inquinamento atmosferico causato dal traffico è un grave problema di salute pubblica, che provoca l’aumento di malattie respiratorie come l’asma, le patologie cardiovascolari, il cancro ai polmoni e causa centinaia di morti premature ogni anno, specialmente nei soggetti più a rischio come anziani, bambini e persone che vivono vicino a strade trafficate.

Secondo i dati riportati da Ecoverso, contenuti nel rapporto Clearing the air, promosso dalla Ontario Public Health Association e dell’ente Enviromental Defence,  mostrano che il passaggio alle auto elettriche può diminuire le emissioni di gas serra del 70%, circa 8 tonnellate, e quindi ridurre 313 morti premature ogni anno. Anche il trasporto pubblico elettrico ha i suoi vantaggi: grazie a questa modalità di trasporto sostenibile, ogni anno 143 persone possono essere salvate da una morte prematura. Sulla base di una stima media di 15.000 chilometri all’anno, le emissioni di anidride carbonica dei veicoli a benzina o diesel sono di circa 120 g/km, che diventano 80 g/km nel caso dei veicoli ibridi e poi zero per i veicoli elettrici.

In Italia 200mila auto elettriche e boom di mezzi leggeri

Secondo il dossier, negli ultimi 2 anni, abbiamo speso quasi 2 miliardi di bonus auto nuove grazie ai quali possiamo contare su strada quasi 200mila auto a batteria, di cui oltre 100mila elettriche pure. Un dato importante, ma che non regge il confronto con altri paesi europei, come il milione di auto elettriche della Germania.  Nonostante ciò si registra unimpennata dell’elettrico nei mezzi leggeri anche da noi: scooter, ciclomotori, ma soprattutto i mezzi non targati: almeno un milione e mezzo i cicli elettrici a giugno 2021, di cui oltre 1,2 milioni di e-bike (aumentate di 450mila dal 2019) e almeno 300mila monopattini. 

Ecco che si fa strada, per coprire le ultime miglia, la sharing mobility, la mobilità alla domanda, la MaaS, Mobility as a Service – dichiara Andrea Poggio, responsabile mobilità sostenibile Legambiente – Il Comune di Bologna e quello di Milano stanno lavorando per offrire soluzioni integrate sia ai cittadini che a imprese, scuole e università. Il trasporto pubblico e la mobilità alla domanda, la sharing mobility, sono già oggi a emissioni zero in quote rilevanti: l’offerta Tpl, nelle città considerate, è già totalmente elettrica tra il 17 e il 76%. La sharing mobility a emissioni zero tra il 70 e il 100%. Le auto e le moto private sempre sotto l’1%. La brutta notizia è che nel 2020 si sono acquistati meno autobus del 2019 e degli anni precedenti.”

Obiettivo 2035: stop alle auto a motore termico

Stop alle automobili nuove con motore a combustione interna entro il 2035, mentre per i furgoni e i veicoli da trasporto commerciale leggeri si potrà attendere fino al 2040. Questo l’obiettivo fissato dai ministri della Transizione ecologica Roberto Cingolani, delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Enrico Giovannini e dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, al termine della quarta riunione dei Cite, il Comitato interministeriale per la Transizione ecologica.

In tale percorso – si legge in una nota del Mims – occorre mettere in campo tutte le soluzioni funzionali alla decarbonizzazione dei trasporti in una logica di ‘neutralità tecnologica’, valorizzando, pertanto, non solo i veicoli elettrici, ma anche le potenzialità dell’idrogeno, nonché riconoscendo – per la transizione – il ruolo imprescindibile dei biocarburanti, in cui l’Italia sta costruendo una filiera domestica all’avanguardia“. “Per quanto riguarda i costruttori di nicchiaconclude il comunicato -, misure specifiche potranno essere eventualmente valutate con la Commissione europea all’interno delle regole comunitarie“.

 

Leggi anche

Auto elettrica troppo costosa? No, è la più economica

Mobilità elettrica: l’Italia è al passo con l’innovazione?

La mobilità condivisa supera i livelli pre-pandemia

L’informazione può essere pericolosa

Per questo al giornalismo della paura, preferiamo quello delle soluzioni.