Negli ultimi anni, solo una minima percentuale della popolazione italiana ha accesso ad alloggi con canone agevolato, mentre quasi un terzo degli inquilini che pagano gli affitti a prezzi di mercato sono sovraccaricati dai costi abitativi. Incidono ulteriormente su questa situazione la crisi economica, il divario tra i valori del mercato immobiliare e l’andamento dei redditi, il modificarsi di bisogni e aspettative dei cittadini, la generale debolezza delle politiche abitative, i flussi migratori e l’invecchiamento della popolazione. Il social housing può rappresentare una delle migliori soluzioni a queste criticità.

Che cos’è il social housing?

Per social housing si intende un progetto di edilizia sociale che offre alloggi, servizi, azioni e strumenti a persone impossibilitate nel soddisfare il proprio bisogno abitativo, per ragioni economiche, o per l’assenza di un’offerta adeguata. Il progetto prevede un contesto residenziale di qualità con alloggi a canone calmierato, cioè non superiore al 25-30% dello stipendio percepito, e la partecipazione attiva degli inquilini a nuove o rinnovate forme dell’abitare al fine di generare una comunità sostenibile.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici

I requisiti per accedere

Per accedere a un appartamento in social housing è necessario avere un ISEE che oscilla tra i 15.000 e i 30.000 euro annui: troppo alto per accedere all’edilizia popolare, ma insufficiente per poter affittare un immobile al consueto prezzo di mercato. I nuclei familiari a basso reddito, le giovani coppie, gli anziani in condizioni economiche svantaggiate e gli studenti fuori sede, rappresentano, attualmente, coloro che più soddisfano tali requisiti.

I vantaggi dell’edilizia sociale

Gli inquilini del social housing possono scegliere fra tre tipologie di contratto: contratto di locazione con canone d’affitto calmierato, contratti di vendita con mutuo agevolato e contratti rent to buy, cioè contratti di locazione con patto di futura vendita. Il progetto prevede l’accesso ad alloggi ad alta efficienza energetica con basse spese di consumo, promotori della sostenibilità ambientale. Inoltre, all’interno del complesso residenziale si sviluppano spazi condivisi, finalizzati alla riduzione della disuguaglianza abitativa e dell’esclusione sociale.

L’articolo 11 del Decreto Legge 112/08, intitolato “Piano Casa”, definisce l’aumento del patrimonio immobiliare per uso abitativo, attraverso l’offerta di alloggi di edilizia residenziale che rispettano i criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati.

La diffusione del social housing in Italia

Milano è stata la prima città italiana a investire nel social housing con la realizzazione di numerosi progetti finanziati dal Sistema Integrato dei Fondi immobiliari per l’housing sociale. Tra questi, i più famosi, sono il quartiere Solari, il quartiere Ponti, il progetto Cenni di cambiamento e il Borgo Sostenibile.

A Bologna, il Comune ha approvato un investimento di 61 milioni di euro per fornire mille unità abitative in collaborazione con ACER, Azienda Casa Emilia Romagna. A Udine è presente un programma di ricostruzione dei quartieri di edilizia residenziale pubblica, mentre in Calabria, si lavora al ripristino delle case sfitte e alla lotta contro l’occupazione abusiva.

In Toscana, la prima Social Housing Community, è nata a Scandicci, in provincia di Firenze, all’interno di un piano di rigenerazione urbana, composto da 50 alloggi, di cui 40 in locazione a lungo termine e patto di futura vendita, assegnati con un bando comunale. Il progetto offre spazi comuni all’aperto e un parco attrezzato per il relax, o per far giocare i bambini, il passaggio significativo sta nella formazione, da parte degli abitanti, di vere e proprie community che sviluppano progetti e attività.

In Sardegna è stato avviato nel 2012 uno dei primi fondi immobiliari di housing sociale.

Condividi su:
Avatar photo

Brunella Mascolo

Logopedista e aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al progetto formativo realizzato dall'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo. Come professionista sanitario, nonché persona molto empatica e introspettiva, scrivo principalmente di tematiche inerenti alla crescita personale e alla prevenzione e alla tutela della salute e del benessere mentale.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici