Il cooperative learning (apprendimento cooperativo) è una modalità di apprendimento che si basa sull’interazione di un gruppo che collabora per raggiungere un obiettivo comune. Questa pratica che utilizza il coinvolgimento emotivo e cognitivo del gruppo è un valido strumento di apprendimento alternativo alla classica lezione frontale in ambito scolastico e fondamentale nell’ambito ludico-sportivo.

Cooperative learning: storia e benefici

Nato a fine ‘700 dal reverendo ed educatore anglicano A. Bell in India, fu utilizzato per la prima volta a Londra da Joseph Lancaster (fondatore nel 1798 della “scuola dei poveri”) per sopperire alla mancanza di fondi per collaboratori, pensando a un metodo di insegnamento reciproco tra alunni. Il metodo si estese poi anche negli altri Paesi europei, Italia compresa, e nel ‘900 raggiunse gli USA, che lo svilupparono meglio battezzandolo cooperative learning (apprendimento cooperativo).

Secondo gli studiosi il cooperative learning favorisce i seguenti benefici:

  • incide positivamente sul rendimento scolastico e favorisce l’integrazione degli studenti BES (studenti con bisogni educativi speciali)
  • rafforza la motivazione per gli studenti che vivono in modo frustrante e demotivante la pratica tradizionale dell’insegnamento
  • migliora e rafforza significativamente le relazioni interpersonali in un contesto di solidarietà, cooperazione e rispetto reciproco
  • facilita un percorso di apprendimento significativo.

Apprendimento cooperativo anche nello sport e nel gioco

Condivisione e empatia sono termini fondamentali per il cooperative learning, che trova la sua efficacia anche nello sport e nei giochi in generale. All’interno di una squadra sono fondamentali le relazioni interpersonali, che grazie alla fine dell’emergenza pandemica si stanno riscoprendo, anche nello sport o nel gioco. Il lavoro di squadra è dunque fondamentale per il successo nei giochi cooperativi, in cui i partecipanti collaborano tra di loro e la qualità dei risultati aumenta con il livello di cooperazione. Gli eventuali conflitti vengono considerati occasioni per apprendere e aiutarsi reciprocamente. Per vivere a pieno la pratica del cooperative learning è importante accettare tutti i membri del proprio gruppo, rispettando la loro identità, evitando ogni tipo di offesa, ma piuttosto apprezzandone reciprocamente le caratteristiche e i valori, da cui attingere per farne esperienza di vita condivisa.

Non solo, secondo una ricerca realizzata da “Ipsos” per Save the Children, che ha coinvolto bambini, genitori, pediatri e nutrizionisti, i giochi all’aperto producono una serie di effetti positivi e costruttivi nella vita di un ragazzo: combattono le malattie, facilitano la fiducia in sé e la socializzazione, sviluppano creatività e rispetto per l’ambiente, aumentano il problem solving e il buon umore.

Bruce Lipton, noto biologo statunitense, nel suo saggio “Evoluzione spontanea. Come applicare la biologia delle credenze al cambiamento globale” afferma che “la nuova scienza mostra che l’evoluzione non è basata sulla competizione, quanto piuttosto sulla cooperazione. Se vogliamo evolvere come specie, dice, dobbiamo smettere di competere e iniziare a comprendere che ci siamo evoluti per vivere armoniosamente su questo pianeta in una comunità di persone chiamata umanità, e imparare a cooperare”.

Francesco Bia

Francesco Bia

Docente di lettere e aspirante pubblicista. Ho collaborato per sei anni con due settimanali locali scrivendo di attualità, cultura, spettacolo, cronaca e sport. Oggi collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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