La 21a edizione del World Press Freedom Indexdel 2023, pubblicata da Reporters Senza Frontiere (RSF), mette in evidenza la situazione della stampa libera nel mondo. Le recenti evoluzioni geopolitiche e i fenomeni politici degli ultimi anni hanno influenzato lo stato della stampa a livello globale e regionale.

Nonostante diversi paesi non hanno migliorato la propria situazione, la regione europea ha registrato interessanti progressi. Inoltre, dal punto di vista normativo è possibile osservare tentativi virtuosi di riforma. Di seguito un’analisi anche del caso italiano, tra i progressi e il dibattito in corso.

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La stampa libera nel mondo secondo gli ultimi dati

Tra gli eventi che più hanno caratterizzato l’informazione degli ultimi anni c’è sicuramente l’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. Infatti, una sezione del report analizza proprio la condizione della stampa in paesi che hanno accentuato il proprio autoritarismo.

Paesi come l’Iran, l’Afghanistan, la Cina e la Russia – che hanno vissuto recenti svolte antidemocratiche – sono saliti all’interno della classifica globale. Per quanto riguarda le altre zone del mondo, l’Europa è la regione nel mondo dove i giornalisti lavorano in condizioni migliori e dove si registrano i progressi più incoraggianti.

La stampa libera nel 2023: sfide e sviluppi nel panorama attuale

Livelli della libertà di stampa nelle diversi regioni del mondo (2023)

Proprio l’Europa l’anno scorso ha adottata una raccomandazione per garantire una maggiore sicurezza ai giornalisti degli Stati membri. Nel dettaglio, l’iniziativa riguarda le azioni “SLAPP” (strategic lawsuits against public participation), cioè l’insieme di comportamenti volti a scoraggiare o intimidire indirettamente un giornalista attraverso le azioni legali.

Tra le principali disposizioni ci sono le garanzie finanziarie del processo e le archiviazioni anticipate per manifesta infondatezza. Věra Jourová, tra i sostenitori delle politiche anti-SLAPP e Vicepresidente per i valori e la trasparenza, ha dichiarato:

In una democrazia, ricchezza e potere non devono consentire a nessuno di sopraffare la verità. Con queste misure contribuiamo a proteggere coloro che si assumono rischi e fanno sentire la loro voce quando è in gioco l’interesse pubblico“.

La situazione in Italia: evoluzioni e sfide da affrontare

Secondo i dati del World Press Freedom Index, l’Italia si assesta alla 41° posizione, in netto miglioramento rispetto al 2013 (57°  posizione). Nonostante questa tendenza positiva, il report evidenzia come dal punto di vista delle riforme politiche e della situazione politica il paese non stia compiendo grandi progressi.

L’ordine dei giornalisti italiano denuncia da anni il quadro giuridico della diffamazione, strumento abusato dai personaggi influenti per scoraggiare l’attività giornalistica. Anche le ultime riforme sulle intercettazioni, inserite per tutelare la privacy degli indagati, hanno allarmato l’ordine in merito alla libertà d’informazione.

Nel tempo, l’ordine ha svolto un ruolo fondamentale nel sollevare importanti questioni riguardo la libertà di stampa in Italia. La denuncia di tale problematica ha contribuito ad aumentare la consapevolezza e a porre l’attenzione sul bisogno di riforme in questo ambito. È importante notare che anche se queste riforme si sono dimostrate in sospeso da diversi anni, la discussione aperta rappresenta un passo verso la promozione di una maggiore libertà di stampa.

I cambiamenti nell’informazione tra verità, qualità e AI

Il tema sul quale si dedica questa versione del report è “l’industria dei contenuti falsi”. In particolare, viene fatto riferimento alla macchina digitale della propaganda statale, per i paesi autoritari, e alle fake news generate dall’intelligenza artificiale.

Viene evidenziato come i contenuti creati dall’intelligenza artificiale, spesso, siano carenti in termini di affidabilità e attendibilità. Oltre a questo, si aggiunge la crescente difficoltà nel discernere una fake news da parte degli utenti. In merito a tali problematiche, alcuni paesi – o unione di paesi come nel caso europeo – hanno incominciato ad adottare iniziative legislative per regolamentare il settore dell’intelligenza artificiale.

Inoltre, studi sull’argomento, come il report “Journalism, Media, and Technology Trends and Predictions 2022”, evidenziano anche gli aspetti positivi di questa nuova tecnologia. Viene evidenziato come numerosi editori utilizzano sistemi AI in via sperimentale per ottimizzare le attività della redazione. Anche per i giornalisti l’intelligenza artificiale può dimostrarsi utile per filtrare grandi flussi d’informazione.

Altro fattore chiave è il rapporto tra stampa libera e qualità dell’informazione. La stampa libera all’interno di un paese, e quindi tendenzialmente un’informazione più aderente alla realtà, aumenta anche la qualità stessa dell’informazione. Infatti, nei paesi in cima alla classifica, si registra anche una maggiore integrità della qualità dei contenuti.

Recuperare il giusto equilibrio tra lettori e giornalisti e adattare il giornalismo ai cambiamenti tecnologici e sociali potrebbero essere alcune strategie per valorizzare e tutelare i giornalisti e la libertà di stampa. Nonostante le grandi sfide che i governi stanno attraversando in quest’epoca, alcuni di loro stanno cercando di adottare strategie per continuare a preservare la stampa libera nel mondo.

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Giuseppe Palomba

Dottore politologo di matrice napoletana, attualmente studio relazioni internazionali alla Federico II e coltivo la mia ossessione verso l'Unione europea.

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