Il caldo soffocante per i lavoratori ha segnato il mese di luglio scorso. Sono morte delle persone sul luogo di lavoro. I malori non hanno risparmiato nemmeno chi si trovava in vacanza ad agosto. Il caldo accompagna questa estate italiana portando con sé una scia di vittime. Intanto aziende, associazioni di categoria e istituzioni come si preparano a proteggere la salute dei lavoratori?

Dopo Ferragosto, lavoratori ancora alle prese con il caldo

Agosto è il mese in cui rilassarsi in ferie: è il tempo delle vacanze sotto il sole. E che cosa cambia nell’esposizione al calore dell’estate quando i lavoratori sono in vacanza e quando invece sono sul luogo di lavoro?

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In queste situazioni si adottano comportamenti per proteggere la propria salute sia dal caldo sia dagli sbalzi termici che possono verificarsi durante una giornata di lavoro o una settimana di vacanza. Ma la differenza resta nella possibilità e nella scelta di attuare o meno comportamenti utili a salvaguardare la salute della propria pelle e di tutto l’organismo. Inoltre le persone devono cercare di alleggerire lo stress da esposizione continuativa al caldo.

In estate “gli ambienti di lavoro, se non climatizzati o deumidificati tramite raffreddatori, diventano luoghi in cui la combinazione di temperatura elevata ed umidità dell’aria può creare condizioni non sopportabili per l’organismo umano” specifica Cgil Modena. Per continuare, “quando queste condizioni si presentano, si possono verificare episodi di malore ai danni dei lavoratori. I casi di questo tipo devono essere trattati come infortuni sul lavoro e non come malessere indipendente dall’attività lavorativa, ovvero malattia comune”.

Si muovono i sindacati per il caldo, ma l’abbigliamento resta un’incognita

A luglio per il caldo record i sindacati hanno generato allarme da indurre cantieri edili di Roma a modificare gli orari di lavoro degli operai. Elevate e molto basse temperature possono davvero mettere in crisi la salute dell’individuo.

Quindi chi è esposto a cambiamenti termici repentini sul lavoro dovrebbe indossare un tessuto adeguato all’organismo umano come quello sviluppato da un gruppo di ingegneri. Chi prepara il pane al forno di quartiere oppure chi lavora tra le celle frigorifere di un supermercato o di un ristorante è costantemente sottoposto a uno stress di cambi di temperature non indifferenti.

Lavoratori esposti a calore e sbalzi termici: come comportarsi in ambienti della quotidianità

Il troppo caldo porta i lavoratori a sentirsi male proprio mentre stanno svolgendo le mansioni richieste dal datore di lavoro. Ma i compiti da assolvere sulla strada, in aree esterne a edifici o nei campi restano. Che sia caldo o freddo. Perciò la sicurezza è imprescindibile per garantire la correttezza di procedure di lavoro.

L’attività umana che è diretta a modificare le proprietà di una risorsa materiale o simbolica è un lavoro, per il sociologo Luciano Gallino. E sotto le alte e basse temperature stanno ogni giorno per ore agricoltori, riders, gruisti, muratori, operai in edilizia per il rifacimento di facciate e tetti di costruzioni o per la stesura del manto stradale, manutentori del verde, bagnini da spiaggia. E molti altri lavoratori.

Il lavoro accresce specifiche utilità per sé o per gli altri per trarne mezzi di sussistenza, sempre nella prospettiva sociologica di Gallino. Ma quando rischia di vacillare la salute del lavoratore per vampate di calore, allora succede che la realtà di ogni persona si modifica in peggio in termini di vita quotidiana. E non dovrebbe succedere.

Il lavoro è caratterizzato da flessibilità, atipicità e formazione continua. Ecco che la sociologia del lavoro dovrebbe intervenire di più nel panorama socio-economico per studiare il modo di produzione, la tecnologia e gli effetti che le tante variabili in gioco hanno sulla collettività di questi anni ‘20 del Duemila.

Soluzioni a caldo e freddo in ambienti di lavoro

Il lavoratore può essere colto da colpo di calore, crampo muscolare, dermatite da sudore, pressione bassa, sincope, esaurimento da stress, infarto nello stare esposto a temperature elevate o estreme. Ciò comporta un impatto sulle condizioni psico-fisiche dell’individuo oltre che sulla sicurezza al lavoro. Un consumo di acqua e sali minerali, soste all’ombra in punti ventilati e ridotto movimento fisico con aiuto della tecnologia sono alcune soluzioni che dovranno considerare istituzioni del potere politico, economico, tecnico e socio-sanitario.
Serve una ottimale organizzazione del lavoro senza “scosse” al primo cambiamento meteo e climatico. Nuove regole, istruzioni operative, buone prassi per rispondere a sbalzi termici, DPI adeguati e formazione nelle imprese. Tutti ingredienti inseriti in un mercato del lavoro sempre più complesso in una società che muta velocemente.

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Simone Frezzato

Redattore tra il 2019 e il 2023 per testate giornalistiche online della provincia di Ravenna. Laureato in sociologia, con la passione per gli argomenti di natura socio-politica e psicologica, da anni scrivo di molteplici argomenti: cronaca, cultura e società, economia e lavoro,  politica, e... sociologia. Da giugno 2023 ho iniziato a scrivere per BuoneNotizie.it

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