La proposta di legge che prevede l’istituzione della figura dello psicologo di base, si trova alla commissione affari sociali, prima di iniziare l’iter parlamentare. L’istituzione dello psicologo di base risponde ad un bisogno avvertito con maggiore intensità negli ultimi anni e le regioni istituiscono il servizio prima dell’entrata in vigore della legge.

Gli effetti della pandemia sulla salute mentale

Un interessante studio scientifico, avviato alla fine del 2020 e promosso dal dipartimento di Scienze Biomediche di Humanitas University, si è concentrato sull’analisi dell’impatto della pandemia da COVID-19 sulla salute e il benessere mentale della popolazione italiana e mondiale. Il campione di studio comprendeva un totale di 2400 partecipanti, offrendo una vasta base di dati per trarre conclusioni significative.

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Lo studio ha coinvolto sia individui italiani sia provenienti da diverse parti del mondo, consentendo così di ottenere una visione più ampia e comparativa dell’impatto della pandemia. Attraverso l’utilizzo di metodologie e strumenti accurati, i ricercatori hanno raccolto dati riguardanti diversi aspetti della salute mentale, come ansia, depressione, stress e qualità della vita.

Questa ricerca rappresenta un importante contributo alla comprensione degli effetti psicologici della pandemia da COVID-19, fornendo informazioni preziose per la progettazione di interventi mirati a supportare la salute mentale delle persone colpite da eventi di questa portata.

Prima di introdurre una figura come lo psicologo di base, è fondamentale fare un’analisi approfondita dei dati disponibili per supportare le decisioni che verranno prese.

I risultati dello studio Humanitas e lo psicologo di base

I risultati dello studio hanno evidenziato un forte impatto negativo sulla salute mentale della popolazione durante la pandemia. Molti partecipanti hanno riportato livelli elevati di ansia, stress e sintomi depressivi. Inoltre, sono state evidenziate significative variazioni nella qualità della vita e nel benessere generale.

Tra i risultati scaturiti da questa ricerca risulta che circa il 14% degli intervistati ha iniziato ad assumere ansiolitici o sonniferi. Il 10% ha iniziato ad assumere antidepressivi, mentre il 19% di chi già li assumeva prima della pandemia ha avuto necessità di incrementarne il dosaggio.

Supportati da questi dati, le istituzioni hanno scelto di attuare delle iniziative col fine di prevenire il disagio psicologico. L’istituzione dello psicologo di base, segue quindi questa direzione.

È importante sottolineare che lo studio è in corso e che ulteriori analisi e approfondimenti potrebbero fornire una visione ancora più completa dell’impatto a lungo termine della pandemia sulla salute mentale.

In conclusione, l’analisi dei dati è un passo fondamentale per prendere decisioni informate sull’introduzione di una figura come lo psicologo di base. I dati forniscono una base solida per valutare l’efficacia, l’efficienza e le necessità della popolazione in materia di salute mentale. Basare le decisioni su dati accurati ed esaustivi può contribuire a garantire l’efficacia e l’appropriatezza dell’intervento.

Lo psicologo di base in Italia

Il bonus psicologo introdotto nel 2022 ha superato le aspettative riuscendo a soddisfare solo una richiesta su 10 a conferma della necessità avvertita dalla popolazione. Inoltre il 60% delle richieste del bonus risultano pervenute da giovani di età inferiore ai 30 anni e da lavoratori precari.

In questo contesto si inserisce la proposta di legge sullo psicologo di base a cui possono accedere pazienti indipendentemente dal loro stato sociale. In particolare i giovani e i precari che non hanno la possibilità economica di poter affrontare la spesa di una terapia psicologica.

Sarà il medico di famiglia o il pediatra nel caso dei minori a segnalare al paziente di rivolgersi allo psicologo. In questo modo il medico di base si riappropria dell’importante funzione di controllo del territorio in ciò che è definita medicina di prossimità.

Nella proposta di legge, concentrata in 7 articoli viene definita la funzione dello psicologo di base. In particolare l’articolo 3 spiega come le regioni avranno il compito di istituire gli elenchi degli psicologi di base, specificandone i requisiti. L’articolo 4 si sofferma sulla telemedicina, spiegando come le attività di sostegno e assistenza psicologica possano essere erogate anche attraverso piattaforme informatiche. L’articolo 6 si sofferma sulla verifica, il monitoraggio e il controllo della qualità dell’assistenza psicologica prestata, che saranno effettuati dai competenti servizi del Servizio sanitario nazionale.

Le soluzioni adottate da alcune regioni

È la Campania a fare da apripista assumendo 2 psicologi per ogni distretto regionale senza attendere la legge nazionale. Proprio la Campania aveva già attivato questo servizio nel periodo Covid rispondendo a 14.000 richieste. L’obiettivo di questa regione è arrivare a uno psicologo ogni 5 medici di base.

Subito a seguire troviamo la regione Puglia che ha approvato la legge nel mese di giugno e che attende gli elenchi degli psicologi da cui attingere le professionalità. È infatti l’ordine regionale che ha il compito di stilare l’elenco e il cui bando è stato pubblicato proprio il 18 agosto. Anche la regione Toscana ha attuato un’iniziativa simile.

La tutela della salute della comunità è un obiettivo fondamentale che può essere raggiunto attraverso l’accesso alla consulenza psicologica. Investire nella salute mentale dei cittadini significa promuovere un benessere globale, migliorare la qualità della vita e ridurre il rischio di sviluppare problemi di salute fisica e mentale a lungo termine. Anche il mondo dello sport avverte la necessità di un supporto psicologico.

In conclusione, la possibilità per i cittadini di accedere alla consulenza psicologica rappresenta un importante passo avanti nella promozione del benessere individuale e collettivo. Grazie allo psicologo di base questo servizio, le persone possono attivare le proprie risorse personali, gestire le difficoltà e raggiungere un migliore equilibrio emotivo e psicologico nella propria vita.

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Francesco Ravenda

Francesco Ravenda, informatico. Appassionato di gestione aziendale e di podcast, attento alle dinamiche sociali, mi piace informare, raccontando. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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