È stata presentata a Perugia la “Banca dati nazionale di merito“. Si tratta di uno strumento che a magistrati, avvocati e presto a tutti i cittadini, permetterà di consultare le sentenze civili e penali. Attualmente la banca dati è già in funzione in Umbria, ma il progetto mira a creare un applicativo che renda possibile la consultazione in tutta Italia.

La banca dati che unisce giustizia e trasparenza

Il PNRR prevede una digitalizzazione della giustizia. Più nello specifico, uno degli obiettivi da raggiungere è “la creazione di una banca dati gratuita, pienamente accessibile e consultabile delle decisioni civili, conformemente alla legislazione”. Partendo da questo presupposto, la Corte di Appello e la Procura Generale di Perugia hanno raggiunto lo scopo, estendendo il progetto anche al settore penale.

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Già utilizzabile dai magistrati del capoluogo umbro, la banca dati sarà disponibile per tutti i cittadini entro la fine del 2023. Un punto di svolta per la trasparenza del sistema giudiziario e per l’efficienza lavorativa di tutti i professionisti del foro. Le ricerche potranno essere svolte in forma anonima a garanzia della privacy degli utilizzatori. Sarà inoltre possibile visualizzare tutti i collegamenti tra i gradi di giudizio di un processo, per poter approfondire la ricerca.

Il progetto è stato presentato questo 11 ottobre in piazza Matteotti a Perugia, nell’aula Affreschi del palazzo del Capitano del Popolo. All’evento ha presenziato anche l’avvocato Carlo Orlando, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Perugia, che testimonia l’apprezzamento della sua categoria professionale. L’ingegnere Marco Carlini ha eseguito all’incontro una dimostrazione di utilizzo della banca dati.

L’intelligenza artificiale che incontra la giustizia

Una grande novità è stata apportata al sistema giudiziario dalla Banca dati nazionale di merito: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale come strumento di ricerca. Gli utenti potranno conversare con un’assistente virtuale che indirizzerà gli utilizzatori verso le informazioni che cercano, in modo da rendere la ricerca o lo studio particolarmente più veloci. La banca dati permetterà così di fare ricerche molto approfondite, in modo semplice.

Se è vero infatti che le sentenze e le decisioni rappresentano per molti un mare di documenti confusionari, è altrettanto vero che un chatbot sarà in grado di rispondere alle nostre domande. I documenti giudiziari più complessi diventeranno alla portata di tutti. La particolarità dell’intelligenza artificiale che è stata inserità nella banca dati sta proprio nelle sue più svariate potenzialità, che non si limitano alla ricerca di informazioni.

L’assistente virtuale infatti è anche in grado di sintetizzare le pronunce. Che vuol dire? Vuol dire che se qualcuno dovesse reperire delle importanti informazioni da una sentenza di molte pagine, il chatbot farà il “lavoro sporco” creando un estratto sintetizzato del documento. Con questo dettaglio “la giustizia diventa più trasparente”, come afferma Claudia Matteini, presidente della Sezione Civile della Corte d’Appello di Perugia.

Giustizia e digitale: non solo banche dati

La nuova Banca dati nazionale di merito è solo il primo dei tanti scalini che porteranno alla digitalizzazione della giustizia. Questo passaggio è così importante perché l’approccio digitale renderebbe i processi più veloci ed efficienti. Il PNRR giustizia mira a concretizzare tutto questo con diversi obiettivi.

Riportando le parole del PNRR, gli altri due traguardi della digitalizzazione della giustizia sono: “la gestione elettronica obbligatoria di tutti i documenti e del processo civile interamente telematico” e “la digitalizzazione dei procedimenti penali di primo grado (ed esclusione dell’udienza preliminare)”. Così facendo il sistema giudiziario sarà più rapido e funzionale alle esigenze dei cittadini. Accanto all’intento di digitalizzare il sistema c’è quello di ridurre la durata del giudizio e di abbattere l’arretrato giurisdizionale.

Pare che il futuro del mondo giudiziario sia digitale, dai documenti ai processi. Fino ad ora la transizione informatica si sta rivelando positiva, ciò che prima era complicato ed elitario sta a poco a poco diventando più trasparente e democratico. Le decisioni sono ora alla portata di tutti e presto la digitalizzazione della giustizia interesserà tutta l’Italia.

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Andrea Simoni

Studente di giurisprudenza e appassionato di contrasto alla mafia. Il mio scopo è quello di raccontare e approfondire il tema della legalità da più punti di vista. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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